Il 30 novembre scade il termine temporale di 60 giorni dati ai Comuni italiani per comunicare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tutte le informazioni relative ai dispositivi di rilevamento della velocità utilizzati: dalla posizione al modello, tipo, versione, per (finalmente) poter produrre una mappatura di tutti gli autovelox sparsi sul territorio. Gli apparecchi che non saranno registrati non potranno più essere utilizzati, rendendo nulle eventuali sanzioni per eccesso di velocità.
L’obbligo arriva dal decreto Autovelox e che ha chiarito la distinzione fra “approvazione” e “omologazione”: l’articolo 142 del Codice della Strada ha infatti stabilito che solo le apparecchiature omologate potranno restare in funzione ed essere quindi fonti di prova in caso di infrazione. Tutte le altre multe potranno essere contestate e annullate.
Leggi Anche: Sat Speed, l’autovelox che non sbaglia MAI e ha già fatto migliaia di multe.
Cosa succede ora gli autovelox
Come già detto, il punto non è spegnere gli autovelox ma avere un censimento chiaro (e quindi maggiore trasparenza per i cittadini) con il quale poter imbastire una piattaforma ministeriale e consultabile attraverso mappe per sapere dov’è ogni autovelox. In questo modo chi riceve una multa potrà verificare se il dispositivo era regolarmente registrato: se il codice idetificativo dell’apparecchio non compare nell’elenco nazionale, semplicemente la sanzione potrà essere contestata.
Il problema ovviamente è che questo potrebbe scatenare una corsa ai ricorsi, con lungaggini e complicazioni per gli organi competenti.
Nonostante la piattaforma telematica e l’obbligo di comunicazione da parte dei Comuni siano stati formalmente avviati, la piena operatività del nuovo sistema dipende ancora dall’emanazione del decreto attuativo. Tutte le disposizioni descritte, comprese quelle che prevedono lo spegnimento degli autovelox non registrati o non conformi, restano per ora inapplicabili in assenza di tale decreto.
Nel caso del Decreto Legge 73/2025, che riguarda proprio la regolamentazione degli autovelox, la legge non prevede un termine preciso entro cui il ministero debba emanare il provvedimento attuativo. Di conseguenza, finché questo tassello mancherà, il censimento e la disattivazione effettiva degli apparecchi non registrati rimarranno solo sulla carta.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.
