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Tra poche settimane sarà finito il censimento degli autovelox, ma poi?

Tra poche settimane sarà finito il censimento degli autovelox, ma poi?
Entro il 30 novembre i Comuni dovranno registrare sulla piattaforma ufficiale quanti, quali e dove sono tutti gli apparecchi (verrà finalmente creata una mappatura pubblica), ma non esiste ancora un decreto attuativo per il dl 73/2025 sugli autovelox.

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Entro il 30 novembre i Comuni italiani dovranno aver comunicato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tutte le informazioni relative ai dispositivi di rilevamento della velocità utilizzati: dalla posizione al modello, tipo, versione, per (finalmente) poter produrre una mappatura di tutti i dispositivi sparsi sul territorio. Gli apparecchi che non saranno registrati non potranno più essere utilizzati, rendendo nulle eventuali sanzioni per eccesso di velocità.

L’obbligo arriva dal decreto Autovelox, che però ha ancora qualche problema ad essere messo in pratica. Ma andiamo con ordine.

La piattaforma online dove trovare tutti gli autovelox sulle strade italiane

Come previsto dal Decreto Ministeriale n. 305 del 18 agosto 2025 il MIT ha pubblicato la piattaforma online per il censimento degli autovelox a inizio settembre. Le amministrazioni e gli enti competenti hanno 60 giorni di tempo per inserire i dati richiesti: il termine quindi è fissato per il 30 novembre. La mancata registrazione, come detto, comporterà lo spegnimento dei dispositivi non censiti.

Resta aperta la questione dell’omologazione dei dispositivi

In alcune zone i Comuni hanno installato numerosi rilevatori, generando entrate considerevoli: nel 2024, secondo Assoutenti, le multe emesse in questi territori hanno superato i 7 milioni di euro.

Il Codacons ha evidenziato come questa operazione rappresenti un obbligo per gli enti locali e una misura necessaria di trasparenza. Tuttavia, resta aperta la questione dell’omologazione dei dispositivi: secondo l’associazione, quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili attualmente in uso non sono omologati, e molti di questi sono stati approvati prima del 2017, anno considerato spartiacque per la validità degli strumenti. La sentenza della Cassazione dell’aprile 2024 ha infatti stabilito la nullità delle multe emesse da dispositivi non omologati, dando origine a una valanga di ricorsi.

Nonostante la piattaforma telematica e l’obbligo di comunicazione da parte dei Comuni siano stati formalmente avviati, la piena operatività del nuovo sistema dipende ancora dall’emanazione del decreto attuativo. Tutte le disposizioni descritte, comprese quelle che prevedono lo spegnimento degli autovelox non registrati o non conformi, restano per ora inapplicabili in assenza di tale decreto.

Nel caso del Decreto Legge 73/2025, che riguarda proprio la regolamentazione degli autovelox, la legge non prevede un termine preciso entro cui il ministero debba emanare il provvedimento attuativo. Di conseguenza, finché questo tassello mancherà, il censimento e la disattivazione effettiva degli apparecchi non registrati rimarranno solo sulla carta.

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