Campari Group: una car policy che premia il piacere della scelta

La car policy di Campari Group è suddivisa in diverse fasce e mette a disposizione dei driver tante opzioni in termini di carrozzerie e modelli. A spiegarci le strategie è il Fleet Manager, Igor Fiorin.

Il piacere della scelta da parte del driver: è questa la caratteristica principale della gestione del parco auto di Campari Group. A spiegarci la car policy è il Fleet Manager, Igor Fiorin, che abbiamo interpellato per comprendere come viene gestita la flotta di un’azienda così nota e importante nel nostro Paese.

Sede Campari Group

Con sede principale in Italia, a Sesto San Giovanni (Milano), Campari Group conta 18 impianti produttivi in tutto il mondo, e una rete distributiva propria in 20 Paesi. Il Gruppo impiega circa 4.000 persone e nel 2018 ha fatturato 1,711 milioni di euro.

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LA CAR POLICY DI CAMPARI GROUP

“La nostra car policy prevede una suddivisione in quattro fasce in funzione del ruolo del driver: in ogni fascia (composta circa da una decina di modelli) è prevista la presenza di vetture che possono soddisfare le esigenze (non solo lavorative) dei nostri utilizzatori. Per capirci, il driver può avere almeno una possibilità di scelta tra: berlina, station wagon, Suv o crossover, 4×4, monovolume 7 posti e vetture ibride per percorrenze dichiarate fino ad un limite di 20.000 km/anno. Le auto presenti nella car list sono diesel, ovviamente ibride escluse, con una cilindrata massima che non può superare i 2.000 cc” spiega Igor Fiorin.

La flotta di Campari Group (vai al sito del Gruppo) in Italia “è composta da circa 300 vetture, delle quali 80 per la nostra forza vendita, 15 auto in pool, 3 piccoli veicoli commerciali. Le rimanenti sono assegnate come benefit. Tutti i mezzi sono acquisiti con la formula del noleggio a lungo termine, e la percorrenza media della nostra flotta si aggira intorno a 25.000 chilometri annui”.

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ROTTA VERSO IL GREEN

Il green è una vera e propria strategia per Campari Group. “Da qualche anno ci siamo imposti un valore limite di CO2 medio di 120 g/km (con l’obiettivo di scendere a breve a 110 g/km) per ogni fascia prevista dalla nostra car policy, con vetture che non possono essere di cilindrata superiore ai 2.000 cc. Questo ci aiuta sicuramente a contenere i costi relativi ai consumi, soprattutto del personale della forza vendita che ha una percorrenza media superiore ai 50.000 km anno”.

La rotta verso il green si percorre anche e soprattutto attraverso l’inserimento nel parco auto di auto elettriche. “Entro la fine dell’anno, in occasione delle scadenze contrattuali delle vetture diesel, vorremmo inserire nel pool delle auto di sede un paio di vetture full electric in aggiunta alle ibride già presenti. Questo perché il nostro HQ è a Sesto San Giovanni e molte delle nostre attività quotidiane si svolgono a Milano all’interno dell’Area C”.

(L’intervista completa a Igor Fiorin sarà pubblicata sul numero di maggio di Fleet Magazine)

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