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Carrello porta-moto: guida 2026 alle regole per la revisione e sanzioni aggiornate

Carrello porta-moto: guida 2026 alle regole per la revisione e sanzioni aggiornate
La guida completa ai rimorchi per le due ruote. Utile per chiunque voglia passare una vacanza o un weekend in sella alla propria moto senza pensieri.

IN QUESTO ARTICOLO

A partire dal 2018, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha cambiato la regolamentazione dei rimorchi per il trasporto di attrezzature e veicoli. All’interno di quest’ultima categoria è ovviamente compreso il carrello da moto.

Le nuove regole imposte dal Mit, sono andate a “riempire” un buco normativo a causa del quale fino al 2017 tutti i carrelli immatricolati prima del 1998, a meno che non la avessero già effettuata, erano liberi di circolare senza revisione. Un paradosso che consentiva ai traini più malconci e sprovvisti di freni (quindi non a norma) di circolare liberamente imponendo ai possessori dei rimorchi più moderni il rispetto delle tempistiche della revisione.

La “nuova regolamentazione comprende tutti i carrelli con una massa complessiva inferiore ai 3.500 kg. I rimorchi con una massa superiore hanno già da molto tempo l’obbligo di revisione annuale. In generale i traini per auto, si dividono in due categorie principali:

  • Categoria O1, rimorchi con una massa complessiva inferiore ai 750 kg
  • Categoria O2, rimorchi con una massa complessiva compresa tra i 750 kg e i 3.500 kg

Entrando più nello specifico i rimorchi porta moto si dividono a loro volta in due tipi principali: i carrelli appendice e i carrelli rimorchio.

Carrello appendice: specifiche tecniche e caratteristiche

Questo tipo di traini per auto può avere al massimo due ruote, dimensioni abbastanza ridotte (lunghezza massima di 2,5 metri – larghezza massima di 1,5 metri – altezza massima di 2,5 metri) e una massa a pieno carico inferiore ai 600 kg.

Oltre ad essere destinati, per loro stessa definizione “al trasporto di bagagli, attrezzature e simili” fanno parte a tutti gli effetti dell’auto a cui sono agganciati. Queste caratteristiche comportano una lunga serie di semplificazioni per i possessori di questo veicolo:

  • Non necessitano di una propria targa, basta infatti una placca ripetitrice gialla, identica alla motrice
  • La loro presenza è annotata solamente sul libretto di circolazione del veicolo trainante
  • Non hanno bisogno di un’assicurazione tranne quella per “rischio statico”, che si applica quando il traino è fermo e staccato dal veicolo (costo aggiuntivo per la polizza obbligatoria attorno ai 40 euro all’anno)
  • Non devono avere un impianto frenante autonomo
  • La loro revisione segue quella del veicolo a cui fanno riferimento
  • Non richiedono una patente di guida diversa rispetto al veicolo-motrice
  • Non cambiano i limiti di velocità del veicolo imposti dal codice della strada: se si ha un carrello appendice attaccato alla propria auto si potrà continuare a circolare a 90 kmh sulle strade extraurbane e a 130 km/h lungo le autostrade

Approfondisci: La guida completa alla revisione dei rimorchi leggeri

Oltre ad indubbi vantaggi questo tipo di rimorchio ha anche pochi ma importantissimi vincoli che sono:

  • Le loro dimensioni ridotte limitano la quantità di attrezzatura che può essere trasportata: una moto da strada o al massimo un paio di due ruote da cross o enduro
  • Non possono essere trainati da un altro veicolo al di fuori di quello a cui fanno riferimento. Un carrello appendice non può infatti essere “prestato” liberamente a un’altra persona se non assieme all’auto-motrice
  • Il loro uso deve essere solo ed esclusivamente privato (non si possono trasportare attrezzature per conto di terzi)

Carrello rimorchio: specifiche tecniche e caratteristiche

A differenza degli appendice, i carrelli rimorchio son a tutti gli effetti dei veicoli indipendenti. Grazie alle loro dimensioni decisamente maggiori sono più versatili ma anche più impegnativi sia a livello di gestione che a livello di meccanica. Non essendo più parte integrante del veicolo trainante insieme auto+traino diventa a tutti gli effetti un autotreno.

Rispetto ai carrelli appendice, possono avere anche quattro ruote e il loro limite non è relativo al peso ma alla lunghezza complessiva auto+rimorchio, che non deve superare i 12 m. Inoltre la larghezza del rimorchio non può superare di oltre 70 cm quella del veicolo trainante.

Anche in questo caso i carrelli rimorchio devono sottostare ad alcune regole ferree per poter circolare liberamente:

  • Hanno una propria carta di circolazione e una targa diversa rispetto a quella del veicolo trainante
  • Possiedono un impianto frenante autonomo
  • Hanno un obbligo di revisione diverso rispetto all’auto di riferimento: prima revisione dopo 4 anni dall’immatricolazione, poi ogni 2 anni
  • Devono pagare un bollo annuale stabilito su base regionale ma che di solito si aggira attorno ai 25-40 €
  • Devono avere una specifica assicurazione
  • Con questo tipo di veicolo agganciato alla propria auto, i limiti di velocità diventano gli stessi di quelli degli autotreni: 70 km/h sulle statali e 90 km/h sulle autostrade
  • È possibile utilizzarli su veicoli diversi

Grazie alle loro dimensioni maggiori e a dispositivi di sicurezza più efficienti (impianto frenante autonomo, base di appoggio più ampia, targa indipendente, ecc.) questo tipo di traino può trasportare molte più moto rispetto al carrello appendice.

Leggi anche: La guida completa alla revisione delle moto

Che tipo di patente devo avere per poter guidare con un rimorchio?

Quando si ha un rimorchio con una massa complessiva inferiore ai 750 kg non c’è alcun tipo di problema: basta possedere una patente di Tipo B. Quando invece il carrello supera quel peso è necessario fare un paio di conti, sommando la massa complessiva a pieno carico (presenta sul libretto di circolazione di fianco alla voce F.2).

In questo caso la patente necessaria dipende infatti dalla somma totale di F.2 motrice + F.2 rimorchio:

Somma (F.2 motrice + F.2 rimorchio) Patente necessaria
fino a 3.500 kg Patente B
tra 3.500 kg e 4.250 kg Patente B96 (formazione obbligatoria di 7 ore, senza esame medico)
sopra i 4.250 kg Patente BE (con esame teorico e pratico) *

*Dal 3 giugno 2016 non è più necessario il controllo medico per ottenere o rinnovare la patente BE.

Leggi anche: Tutti i tipi di Patente di Guida in Italia

Cosa viene controllato durante la revisione

Per quanto riguarda i carrelli appendice abbiamo già detto che la revisione viene effettuata assieme a quella del veicolo trainante. Il discorso cambia per quanto riguarda i rimorchi. In questo caso la revisione avviene a 4 anni di distanza dalla prima immatricolazione e, successivamente, ogni 2 anni.

I controlli effettuati su questo tipo di veicoli sono:

  • Impianto elettrico che comprende le luci di posizione, le frecce, leretromarcia e i retronebbia (per i carrelli che prevedono questo tipo di dispositivi)
  • Sospensioni
  • Freni, con prova di fretta compiuta con carrello carico o scarico (a discrezione del proprietario)

Quest’ultimo punto secondo molti crea un problema di carattere tecnico e valutativo. Oltre alla necessità di verificare l’effettivo funzionamento dell’impianto frenante nelle condizioni di effettivo carico di esercizio, i freni a repulsione installati sui rimorchi  devono avere un carico minimo per funzionare correttamente.

La decisone diffusa di compiere questo tipo di test con il traino scarico deriva dal fatto che, per qualsiasi problema durante la prova (ad esempio la non corretta disposizione e assicurazione del carico), la responsabilità ricadrebbe completamente sul proprietario.

Quanto costa la revisione?

Per revisionare il proprio carrello porta moto è necessario versare 45,00 € sul c/c 9001 presente sui bollettini rossi e prestampati che si trovano negli uffici postali e presso le motorizzazioni. Per chi volesse prenotare presso un’agenzia il costo sale a 80,00 €, comprensivo di versamenti e tariffe della motorizzazione.

La prenotazione per la revisione può essere effettuata online e, salvo indicazioni specifiche della motorizzazione di riferimento, non è più obbligatorio stamparla su foglio cartaceo: il documento digitale (o QR code) è generalmente accettato e deve essere esibito a chi effettua il controllo. Verificare sempre le modalità aggiornate presso la propria motorizzazione.

Leggi anche: Come controllare bollo, revisione, assicurazione, tagliando e gomme della propria auto

Sanzioni per chi circola con un carrello non revisionato

In questo caso c’è una premessa da fare: chiunque abbia un carrello da moto “artigianale”, con cassoni o dispositivi supplementari homemade non supererà la prova di revisione.

A chiunque invece superi tutti i controlli previsti, verrà consegnato un attestato valido per due anni. Una volta scaduto questo termine, non è possibile circolare con il carrello porta moto fino al superamento di una nuova revisione.

Le sanzioni previste per chi non segue queste regole sono:

  • 173 € – 694 € con interdizione alla circolazione per chi utilizza un traino nonostante la revisione scaduta, se la revisione è omessa per più di una volta, la sanzione può raddoppiare;
  • 1.998 € – 7.993 € con fermo amministrativo fino a 90 giorni per chi continua a circolare con un veicolo sospeso dalla circolazione. In caso di recidiva si può arrivare anche alla confisca amministrativa 
  • 430 € – 1.731 € per chi esibisce un falso certificato di revisione

Infine, in caso di un incidente con torto, la compagnia assicurativa risarcisce i danni e i danneggiati ma può rivalersi sull’assicurato.

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