Cosa dice l’Art. 115 del Codice della Strada?

Non è raro leggere di anziani colti da malore al volante, così come di giovanissimi che circolano senza patente. Ecco perché questa settimana abbiamo pensato di condurvi nelle pieghe dell’Art. 115 del Codice della Strada, che ricade sotto il Titolo IV (“Guida dei veicoli e conduzione degli animali”).

Leggi anche: I documenti di circolazione e immatricolazione necessari (Art. 102 CdS)

Ci soffermeremo in particolar modo sui requisiti fisici, psichici e di età necessari per potersi sedere alla guida delle varie tipologie di veicoli contemplate dalla legge.

Guida auto elettrica 2017

Parallelamente guarderemo ad alcuni contenuti del Decreto 30/09/2003 (“Disposizioni comunitarie in materia di patenti di guida e recepimento della Direttiva 2000/56/CE – Decreto n. 40T”), a cui la norma oggi sotto esame espressamente si richiama in via integrativa.

I REQUISITI BASE PER CIRCOLARE

L’Art. 115 del Codice della Strada affida da subito ad altra sede le disposizioni specifiche in materia di “carta di qualificazione del conducente” (CQC), documento abilitativo aggiuntivo richiesto ai driver in possesso di patenti C, CE, D e DE (autotrasporto professionale di persone e cose).

Sempre al primo comma ribadisce che per circolare con un veicolo si deve risultare idonei sotto il profilo sia fisico sia psichico (l’assunzione di farmaci, come ad esempio antidepressivi e ansiolitici, che sono equiparati alle sostanze stupefacenti, lo vieta).

Errori guida auto

“CHI” PUÒ GUIDARE “CHE COSA”

Si passa quindi a una distinzione impostata sul dato anagrafico, che affidiamo all’elenco sottostante, dove accanto a ogni età sono indicate tra parentesi le varie categorie di patenti consentite:

  • ANNI 14 (patente AM, ossia ciclomotori a due ruote max 50 centimetri cubi di cilindrata; veicoli a tre ruote (Ape); quadricicli leggeri);
  • ANNI 16 (categorie AM; A1 e B1);
  • ANNI 18 (categorie A2, B. BE, C1 e C1E);
  • ANNI 20 (moto con caratteristiche di cui alla categoria A, avendo però ottenuto quella per la categoria A2 da almeno un biennio);
  • ANNI 21 (tricicli di cui alle categorie A, C, CE, D1 e D1E + veicoli che richiedono una abilitazione professionale di tipo KA e KB + veicoli utilizzati per i servizi di emergenza (vedasi al riguardo l’Art. 177 del CdS).
  • ANNI 24 (categorie A, D e DE).

Per conoscere che cosa si nasconda dietro ogni lettera alfabetica utilizzata all’interno dell’elenco, vi rimandiamo al seguente link.

LE DISPOSIZIONI PER I PIÙ GIOVANI

Sempre il primo comma dell’Art. 115 consente ai minori che hanno compiuto diciassette anni, già titolari di patente di guida, di esercitarsi al volante, nel rispetto delle seguenti condizioni:

a) devono essere accompagnati da un conducente in possesso da almeno dieci anni di patente di guida di categoria B o superiore;

b) essersi fatti rilasciare apposita autorizzazione;

c) avere effettuato almenodieci ore di corso pratico di guida, delle quali almeno quattro in autostrada o su strade extraurbane e due in condizioni di visione notturna, presso un’autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato“;

d) avere apposto sul veicolo l’apposito contrassegno recante le lettere “GA”;

e) non trasportare con sé alcun altro oltre all’accompagnatore.

Guida nuova Citroen C4 Cactus 2018

La mancata osservanza delle disposizioni di cui sopra fa scattare la stessa sanzione amministrativa prevista al comma 9 dell’Art. 122, relativo alle “esercitazioni di guida”: una multa compresa tra 84 euro e 335 euro.

Occorrerà inoltre ricordarsi che per i primi tre anni dal conseguimento delle patenti A2, A, B1 e B non è possibile superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali (vedi commi 2 e 5 dell’Art. 117). Eventuali contravvenzioni ricadono sull’accompagnatore, che ne risponde o in solido con i genitori, o con chi esercita l’autorità parentale o con il tutore del minore.

LE PRESCRIZIONI PER I PIÙ ANZIANI

Altro rovescio della medaglia, i driver più avanti con gli anni soggiacciono a una serie di condizioni precise, che elenchiamo brevemente di seguito. In particolare il superamento di una certa età impedisce la guida dei seguenti veicoli:

  • ANNI 60: autobus, autocarri, autotreni, autoarticolati, autosnodati per il trasporto di persone. Una deroga anno per anno, per un massimo di un triennio aggiuntivo, è consentita previo conseguimento di specifico attestato;
  • ANNI 65: autotreni/autoarticolati con massa complessiva a pieno carico di 20T. È però prevista la deroga.

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Chi non si ottiene alle seguenti prescrizioni incorre in una multa di importo compreso tra 85 euro e 338 euro, forbice che sale a 155/624 euro qualora sia richiesto la CQC illustrata in avvio.

FINO A QUALE ETÀ SI PUÒ STARE AL VOLANTE?

Una sanzione – tra 41 euro e 169 euro in caso di veicoli – è prevista anche per chi “avendo la materiale disponibilità” di mezzi e animali “ne affida o ne consente la condotta a persone che non si trovino nelle condizioni richieste dal presente articolo“. Qualora il veicolo sia a motore, scatta anche il fermo amministrativo per trenta giorni.

Come si evince dalla nostra analisi, nulla vieta allora ai soggetti più avanti con gli anni – qualora ancora in salute e in grado di dimostrare di possedere il corretto livello di attenzione – di circolare con un’autovettura.

Unico riferimento normativo rimane allora quello contemplato dal comma 2 dell’Art. 126, che impone il rinnovo della patente di guida ogni tre anni per chi ha superato i settant’anni di età.

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