Cosa dice l’Art. 84 del Codice della Strada?

Il tema di cui all’Art. 84 del Codice della Strada (“locazione senza conducente”) ha intercettato la programmazione giornaliera della nostra testata quando abbiamo trattato alcune manifestazioni legate al cosiddetto car sharing peer to peer (traducibile come “da pari a pari”, intendendo con questo termine, al momento, i privati).

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La norma in esame è inserita sotto il Titolo III (“Dei veicoli”), Capo III (“Veicoli a motore e loro rimorchi”), Sezione II (“destinazione ed uso dei veicoli”), dove ci eravamo già addentrati qualche tempo fa affrontando in generale la materia.

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Riteniamo che quello della locazione senza conducente (che si differenzia nettamente dal servizio offerto dagli NCC, ossia il Noleggio Con Conducente) sia un argomento destinato a divenire sempre più d’attualità.

CHE COS’È  LA LOCAZIONE SENZA CONDUCENTE

Prima però di addentrarci nelle prescrizioni riportate dall’Art. 84, è forse interessante inserire una premessa. La locazione, così come l’affitto e il noleggio, appartiene sul profilo giuridico alla categoria dei contratti che disciplinano il godimento di un bene, privato però dell’effetto traslativo del trasferimento della proprietà, che rimane al locatore. Per poterne disporre, il locatario deve provvedere al versamento di un corrispettivo, generalmente un canone in denaro.

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Siamo ora pronti per entrare nelle pieghe della norma, che, per confermare quanto appena richiamato, esordisce con questa definizione: “un veicolo si intende adibito a locazione senza conducente quando il locatore, dietro corrispettivo, si obbliga a mettere a disposizione del locatario, per le esigenze di quest’ultimo, il veicolo stesso“.

QUALI MEZZI POSSONO ESSERE DESTINATI ALL’USO

Un punto di forza dell’Art. 84, come emerge dal comma 2, riguarda l’estensione della norma alle disposizioni che regolano i trasporti internazionali tra Stati membri delle Comunità Europee.

Possono essere utilizzati autocarri, trattori, rimorchi/semirimorchi, autotreni ed autoarticolati, a patto che a) locataria risulti un’impresa stabilita in altro stato membro delle CEE – b) i veicoli siano immatricolati/messi in circolazione rispettando la legislazione del suddetto stato membro.

Alla locazione senza conducente sono destinabili inoltre:

  1. veicoli ad uso speciale o per il trasporto cose con massa a pieno carico non superiore a 6 t;
  2. veicoli con max 9 posti – driver incluso – per il trasporto persone;
  3. veicoli per il trasporto promiscuo;
  4. autocaravan;
  5. caravan e rimorchi per il trasporto di attrezzature turistiche e sportive

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Il comma 3 dell’Art. 84 abilita inoltre le imprese italiane iscritte all’albo degli autotrasportatori di cose per conto terzi e titolari di autorizzazioni a destinare alla locazione senza conducente autocarri, rimorchi/semirimorchi, autotreni ed autoarticolati di proprietà di altra impresa italiana che abbia però le due caratteristiche prima elencate.

I DOCUMENTI PER LA LOCAZIONE SENZA CONDUCENTE

Condizione “sine qua non” per la locazione senza conducente è la licenza prescritta, a partire dalla quale viene compilata la carta di circolazione del mezzo. Sul punto è tuttavia autorizzato a intervenire, con apposito decreto, il Ministro dei Trasporti e della Navigazione d’intesa con il Ministro dell’Interno.

Secondo il disposto dell’Art. 84, il titolare del dicastero può infatti stabilire sia eventuali criteri limitativi sia le modalità per il rilascio della carta di circolazione.

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QUALI SANZIONI RISCHIA CHI TRASGREDISCE ALLA NORMA

Natura ed entità dei provvedimenti sanzionatori sono indicati negli ultimi due commi della norma in esame. Secondo il n. 7 “chiunque adibisce a locazione senza conducente un veicolo non destinato a tale uso è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682 se trattasi di autoveicoli o rimorchi“. La forbice degli importi scende a 41-168 euro in caso di altre tipologie di veicolo.

Per entrambi gli scenari, come riportato nel comma 8, si pone tuttavia una sanzione amministrativa accessoria. Consiste nella sospensione della carta di circolazione per un periodo da due a otto mesi, sulla base di quanto previsto nella sezione apposita del Codice della Strada (Titolo VI, Capo I, Sezione II).

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