Ne avevamo già parlato e ora sta accadendo: dopo oltre un decennio il governo di Pechino ha deciso di tagliare gli aiuto all’industria dell’auto. In particolare si parla di NEV, ovvero veicoli a nuova energia, che includono sia le auto elettriche pure che le ibride Plug-In e le fuel cell (a idrogeno).
Il problema è, come spiegavamo in questo articolo, la sovrapproduzione di vetture: così la Cina ha deciso di escludere la produzione automotive dalla lista delle “industrie strategiche emergenti” nel suo piano quinquennale per il periodo 2026-2030 e non riceveranno più sussidi come successo finora. L’auto, bisogna dirlo, per il Paese non è decisamente più un’industria emergente, anzi è ben consolidata e dovrà quindi far posto a computer quantistici, bio-fabbricazione, produzione di energia da idrogeno e la fusione nucleare, tutte tecnologie che, stando a quanto ha diffuso l’agenzia ufficiale Xinhua News Agency, saranno inserite nel nuovo piano.
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Cosa sta succedendo in Cina
La decisione cinese di non includere il comparto dei veicoli a nuova energia nel piano quinquennale 2026-2030 segna un cambio di passo significativo, quando lo sviluppo degli EV era considerato un pilastro strategico dell’industria nazionale.
Negli anni passati, la Cina aveva investito massicciamente (sotto trovate il nostro approfondimento video) in sussidi e infrastrutture per la produzione. Ora però il mercato interno è saturo, i prezzi sono in calo e i brand hanno avviato una ennesima guerra dei prezzi. A questo si aggiungono le tensioni geopolitiche e il clima di tensione legato all’estrazione e l’export di terre rare e materiali per la produzione delle batterie (come accaduto con l’azienda Nexperia).
Nel 2024 le vendite di NEV in Cina sono state circa 12,9 milioni di unità, con una crescita anno-su-anno intorno 35,5 % e in realtà le stime per il 2025 secondo Pechino sarebbero oltre i 16 milioni di unità, quindi si potrebbe pensare che il mercato abbia ulteriore spazio di crescita. Ma come detto sono già molte le auto ferme nei piazzali in attesa di essere acquistate (o sarebbe meglio dire, svendute).
Per il momento di certo sappiamo solo che le Case automobilistiche dovranno aspettarsi di non ricevere, o comunque di ricevere meno, incentivi statali diretti per le vetture BEV nel prossimo quinquennio, mentre i mercati globali potrebbero raffreddare il proprio interesse per la Cina, con effetti sulla catena globale delle batterie.
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