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A Catania troppe auto, a Sondrio niente mezzi: dove ci si muove peggio in Italia

A Catania troppe auto, a Sondrio niente mezzi: dove ci si muove peggio in Italia
Il rapporto Sistema Urbano di Legambiente e Sole24Ore mostra uno stallo nel viaggio delle città italiane verso una mobilità sostenibile.

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Prediligere i mezzi pubblici, ridurre il numero di auto, lasciare più spazio a pedoni e ciclisti, abbattere le emissioni: sono gli obiettivi di tutte le città italiane. Ma a che punto siamo messi? L’annuale classifica del Sole24Ore, nella sua sezione Ecosistema urbano realizzata con Legambiente, mostra un quadro non così positivo, con un Sud in risalita ma le metropoli affossate dai soliti annosi problemi.

Ci sono ancora troppe auto, specie a Catania

Il tasso di motorizzazione dei comuni capoluogo italiani nel 2024 sale ancora e l’Italia resta tra i Paesi con il maggior numero di auto in Europa. Dalle 67,7 del 2023, si passa alle 68,1 auto ogni 100 abitanti di quest’anno (66,6 due anni fa e 65,5 tre edizioni fa). Sono 96 le città che superano la soglia delle 60 auto/100 abitanti e 37 quelle che registrano un tasso superiore a 70 auto/100 abitanti – con Catania e le sue 80 auto/100 al primo posto. Tra le più virtuose da questo punto di vista troviamo Venezia, con 44,4 auto ogni 100 abitanti – ma è chiaro che si tratta di un dato falsato considerata la natura lagunare della città. Seguono Genova con un punteggio di 47,2 e Milano a 51 auto/100.

E le numerose, severissime, Ztl del capoluogo lombardo non sembrano aver nulla a che fare con la diminuzione delle auto pro capite. Sono 64,1, infatti, le auto ogni 100 abitanti di Rimini (32° nella classifica motorizzazione), che però si piazza al primo posto per la più ampia Zona a Traffico Limitato d’Italia: 1750,5 mq ogni 100 abitanti. Seguono Mantova e Pisa, rispettivamente al 37° e 23° posto per tasso di motorizzazione.

Leggi Anche: Ztl in Italia, come funzionano davvero (e dove si trovano tutte)

A Vibo Valentia e Sondrio impossibile usare i mezzi 

Notizie più positive arrivano dal fronte del trasporto pubblico, in ripresa, seppur lenta ripresa. Aumentano i viaggi annui per numero di abitante delle grandi città turistiche: Milano sale da 415 a 424; Roma da 259 a 277; Firenze da 225 a 247 e Napoli da 79 a 89. Al primo posto della classifica resta Venezia, ma per gli evidenti motivi di cui sopra. Reale invece il dato relativo a Trieste che, con 319,3 viaggi per abitante all’anno si guadagna il terzo gradino del podio.

Sembra quasi impossibile, invece, utilizzare i mezzi pubblici a Vibo Valentia – che non supera 1 viaggio ad abitante –, Crotone (1,69) e Ragusa (3,42). Non soltanto città del Sud, la nordica Sondrio si posiziona al 100° posto, con appena 3,80 viaggi per abitante. La colpa non è dei singoli abitanti, ma dell’offerta del servizio: sia a Sondrio che a Vibo l’intera rete di trasporti percorre poco più di 6km per abitante (la media italiana è di 24).

Pedoni e ciclisti non sono benvenuti a Salerno e Vercelli

Negli anni precedenti si era registrata una crescita rilevante, nel 2024, per la prima volta diminuisce la media della superficie urbana dedicata alle infrastrutture per la ciclabilità, ferma a 10,39 m/100 abitanti. La rete ciclabile più ampia d’Italia è quella di Reggio Emilia (44,33 m eq/100 abitanti), che però perde quasi 4 m eq dallo scorso anno. Al secondo posto Catania con 37,35 m e al terzo Cremona, 35,54 m. Non raggiungono neppure 1 metro di pista ciclabile per abitante Vibo Valentia, Salerno, Napoli, Sassari, Agrigento e Caltanisetta. Ai piedi della classifica.

Cala anche l’estensione media delle isole pedonali nei comuni capoluogo, passando dai 50,7 mq ogni 100 abitanti della scorsa edizione, agli attuali 48,6. Salgono a 20 (15 nella scorsa edizione e 16 due anni fa) le città con meno di 10 mq /100 ab. Segnale niente affatto positivo. Neppure 1 mq/abitante di spazi pedonali è concesso agli abitanti di Fermo e Vercelli.

Ma, pensando ai pedoni, vi sono anche città che ottengono un record positivo. Se la media nazionale è di 50,17 m/abitante, Lucca raggiunge un notevole 679,37. Seguono Venezia e Verbania, rispettivamente con 528,41 e 216,50 m/abitante.

 

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