1 Giugno 2017

Come funziona il Tutor Autostradale, tra verità e leggende

È la denominazione commerciale del Sicve (sistema informativo per il controllo della velocità). Il Tutor Autostradale misura la velocità media tra due “portali” muniti di telecamere e sensori. Sviluppato all’inizio degli anni 2000, è stato messo a punto dalla società Autostrade per l’Italia, in collaborazione con la polizia stradale. È in attività sulle strade dal 23 dicembre 2005. In questo articolo vediamo quindi come funziona il tutor in autostrada.

Tutor Autostradale

Attualmente sono 333 i portali attivabili dalla polizia stradale e 242 i tratti di autostrada che possono essere sottoposti a controllo elettronico della velocità (ognuno, in genere, è lungo tra i 10 e i 25 km). Circa un milione le multe comminate nel 2016. I Tutor si trovano su tutta la rete autostradale, ma sono concentrati soprattutto nel Nord Italia e nella zona compresa tra Pescara, Roma, Napoli e Bari. Ma c’è anche Vergilius, il Tutor in funzione sulle strade statali.

COME FUNZIONA IL TUTOR AUTOSTRADALE

Il Tutor funziona in coppia, grazie a due “portali” (una porta d’entrata e una d’uscita) posizionati all’inizio e alla fine di un tratto di autostrada. Il mezzo in transito viene inizialmente fotografato dalle telecamere, installate di solito sui pannelli messaggi (si rilevano anche data e ora). Sotto l’asfalto, appositi sensori rilevano il passaggio del veicolo. In questo modo, il sistema acquisisce tutte le informazioni per procedere al controllo: velocità, numero di targa, foto del veicolo.

All’altezza della porta d’uscita, il veicolo viene fotografato di nuovo (rilevando sempre data e ora). Nel caso in cui la velocità media registrata sia inferiore o uguale al limite consentito, il sistema scarta le foto. Vengono analizzate solo quelle dei veicoli che hanno sforato il limite di velocità imposto. In questo caso, scatta la multa.

MULTA PER ECCESSO DI VELOCITÀ

Il Tutor, attraverso il calcolo della velocità media, stabilisce con certezza che durante il tratto percorso il driver ha viaggiato, almeno per un istante, a una velocità uguale alla media rilevata. Se si supera il limite, i dati vengono trasmessi al server centrale (il Cnai, Centro nazionale accertamento infrazioni della polizia stradale). Da qui partono le sanzioni, in base all’articolo 142 del Codice della strada.

Approfondisci: quanto sono aumentate le multe nel 2017?

Non tutti i Tutor, però, sono sempre attivi. Di solito, funzionano in maniera alternata. Impossibile, quindi, sapere il tratto in cui il sistema è spento.

multa autovelox eccesso velocità

 

LEGGENDE E FALSI MITI

Fin dal debutto dei Tutor, circolano vari miti sulle caratteristiche e sulle falle del sistema. C’è chi si chiede se i Tutor sono sempre attivi (abbiamo già detto di no) e chi è convinto siano in grado di rilevare la velocità istantanea, con conseguente multa. Scopriamo i più popolari, precisando qual è la verità.

  • Il Tutor non è acceso di notte o in caso di pioggia: non è vero. Il Tutor può essere acceso sempre, 24 ore su 24, sette giorni su sette. Nessun vincolo in base alle condizioni meteo o di luce. Di solito, però, funziona per alcune ore al giorno.
  • Se si viaggia sulla corsia di emergenza, il Tutor non registra il passaggio: sbagliato. Anche la corsia di emergenza è sottoposta a controllo.
  • Si può sfuggire al Tutor se si transita sotto un portale in mezzo a due corsie: non è vero. Ogni telecamera ha un raggio d’azione pari a più corsie di marcia. Impossibile farla franca.
  • Il Tutor non legge la targa di notte e se le luci sono spente: sbagliato. Il Tutor ha un sistema di riconoscimento della targa che non dipende dall’illuminazione e dalla luce esterna.
  • Il Tutor è tarato per non rilevare il superamento dei limiti di velocità fino a 10 km/h: non è vero. Registra tutte le violazioni di velocità media superiori al limite in vigore, al netto della tolleranza del 5% prevista dalla legge.
  • Per non prendere multe basta fermarsi in un’area di servizio, abbassando così la velocità media del viaggio: falso. In genere tra due portali attivi non ci sono né uscite né aree di servizio.

LE VERITÀ

Il Tutor può essere utilizzato per misurare la velocità istantanea, come un autovelox. Dal punto di vista tecnico, il sistema è stato progettato per rilevare pure la velocità istantanea dei veicoli in transito. Finora, comunque, è stato sempre usato solo per rilevare la velocità media tra due portali. In futuro, il Tutor sarà impiegato per accertare automaticamente le violazioni della copertura assicurativa e della norma sulla revisione.

Falsi miti Tutor Autostradale

In caso di pioggia il Tutor rimane impostato a 130 km/h. Quando piove il limite di velocità si abbassa a 110 km/h. La polizia stradale, però, dovrebbe impostare manualmente la modifica, di volta in volta, e accertare che piova lungo tutta la tratta controllata. Insomma, serve una verifica sul campo che quasi mai si riesce a fare. Quindi il Tutor, in genere, rimane tarato a 130 km/h.

COME FARE RICORSO PER UNA MULTA DEL TUTOR AUTOSTRADALE

Assodato che il Tutor non funziona come l’autovelox, anche le strade per fare ricorso sono diverse. Chi ha ricevuto una multa da Tutor Autostradale e vuole ricorrere alle vie legali, deve rivolgersi al giudice di pace a cui fa capo il Comune dove è situata la porta d’uscita. A stabilirlo è la stessa Corte di Cassazione. In alternativa, c’è il prefetto della provincia.

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