Nel corso dell’evento “Responsabilità alla Guida” del 25 maggio organizzato da Confcommercio Mobilità presso Palazzo Castiglioni, dedicato al tema della sicurezza stradale e della responsabilità alla guida, è intervenuto telefonicamente Matteo Salvini.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha sottolineato come,” per giovani e giovanissimi, la strada continua a rappresentare la prima causa di morte, più delle malattie” e ha evidenziato l’importanza dell’introduzione dell’alcolock: uno strumento già efficace in diversi Paesi europei e utile, spiega, per offrire una “seconda possibilità” ai recidivi, evitando che chi ha già commesso un errore possa ripeterlo.
“Noi lavoriamo per approvare leggi, ma occorre il buonsenso di chi si mette alla guida: chi si mette al telefonino, con la prima causa di morte incidenti la distrazione alla guida“, ha concluso.
Al centro della mattinata c’è stato proprio l’alcolock, dispositivo che impedisce l’accensione dei veicoli in caso di tasso alcolemico superiore al consentito e la cui installazione è stata resa obbligatoria per i recidivi dalla riforma 2024 del Codice della Strada.
Alcolock: un po’ di luce per l’installazione sulle auto aziendali
Durante la tavola rotonda moderata da Pierluigi Bonora, con Simonpaolo Buongiardino – Presidente ConfMobilità e Pietro Meda – presidente aci Milano e aci mobility, è stato particolarmente interessante per le flotte l’intervento di Alessandro Finicelli – CEO di Autobynet, azienda distributrice di dispositivi Alcolock autorizzata dal MIT.
Secondo Finicelli, l’Italia è tra gli ultimi Paesi europei ad arrivare all’installazione diffusa di queste tecnologie, uno strumento che si è già reso efficace, spiega, all’estero. Il riferimento ufficiale per chi deve installare un dispositivo Alcolock è il Portale dell’Automobilista, dove sono disponibili:
- indicazioni sui dispositivi autorizzati;
- elenco delle officine abilitate all’installazione.
L’utente prenota l’installazione e successivamente fa riferimento direttamente all’azienda produttrice.
Finicelli ha chiarito un punto molto importante: il dispositivo non viene acquistato ma noleggiato. L’alcolock deve infatti essere periodicamente sostituito con uno nuovo, già tarato e pronto all’utilizzo.
In particolare, la durata dell’obbligo è di:
- 2 anni per tassi alcolemici superiori a 0,8 g/l, con 3 sostituzioni;
- 3 anni per tassi superiori a 1,5 g/l, con 6 sostituzioni.

Il costo iniziale di installazione è di circa 800 euro, a cui si aggiunge un canone mensile di noleggio del dispositivo in cui sono inclusi:
- le successive installazioni;
- la rimozione;
- i controlli periodici;
- la manutenzione del dispositivo in caso di anomalie.
I dispositivi sono collegati a sistemi telematici che registrano eventuali tentativi di manomissione ed è presente inoltre un identificativo del driver che consente di sapere chi sta utilizzando il veicolo.
La vettura non è in grado di riconoscere il “fiato” della persona, quindi non può verificare se a soffiare sia un soggetto diverso dal conducente autorizzato: la tecnologia arriva fino ad un certo punto, ricorda Finicelli, dopodiché interviene il buonsenso: in caso di nuovo controllo con il “codice 69” (che identifica l’obbligo di Alcolock) e accertamento dello stato di ebbrezza, la sanzione viene triplicata.
Ogni anno in Italia vengono ritirate circa 20.000 patenti per guida in stato di ebbrezza e, secondo Finicelli, i soggetti potenzialmente interessati dall’Alcolock rappresentano circa il 40% di questi casi.
Installazione su vetture a noleggio
Per le auto a noleggio, l’Alcolock può essere richiesto come optional a pagamento.
Il driver può chiedere alla società di noleggio l’installazione aftermarket per il periodo previsto dall’obbligo normativo e la società deve rilasciare una liberatoria per consentire l’installazione. Successivamente, il driver sottoscrive un contratto dedicato e utilizzatore e società di noleggio vengono sollevati da responsabilità legate a eventuali malfunzionamenti del dispositivo, che ricadono invece sulla rete di manutenzione e sulle officine autorizzate.
Finicelli ha definito la procedura “molto semplice”.
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