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I privati non comprano più auto (-12%) e il mercato si blocca (-0,55%) a ottobre

Il mercato auto ad ottobre si è soltanto avvicinato al risultato dell’anno precedente (mancano infatti all’appello 700 unità): il risultato, quindi, è di un leggero passivo (soprattutto per "colpa" dei privati, salvati solo da noleggio e auto-immatricolazioni).

IN QUESTO ARTICOLO

Ad ottobre 2025 le difficoltà del mercato auto sono evidenti, non tanto nei numeri (il passivo che si registra è di appena 700 vetture, -0,55%, ma significativo è lo spaccato volumi: i privati accusato una flessione piuttosto evidente: -12% (e persino peggiore a quella di settembre, che si era fermato a -9%).

Nel solo mese di ottobre mancano all’appello quasi 10.000 targhe tra il solo canale dei privati (il recupero per fermarsi sulla linea di galleggiamento del mese è tutto in mano a noleggio, con il Rac a +22% e NLT a +16%, e auto-immatricolazioni, +39%), mentre nei 10 mesi di quest’anno il disavanzo del canale privati supera le 80.000 unità, per un saldo negativo di oltre 10 punti percentuali.

Ecco la fotografia del mese scattata da Dataforce.

Leggi Anche: Le nuove auto che a ottobre hanno contribuito alle immatricolazioni.

Mercato auto fermo, mancano sopratutto i privati

A ottobre sono state targate 126.473 automobili nuove (705 in meno rispetto allo stesso mese del 2024), con un saldo negativo dello 0,55%. A sostenere il mercato sono stati ancora una volta il canale del noleggio a lungo termine che, con una crescita del 16,01%, ha guadagnato 3.729 immatricolazioni, il canale del noleggio a breve termine (+22,54%, con 311 targhe aggiuntive) ma soprattutto il canale delle auto-immatricolazioni (+38,87%, con 4.938 targhe in più). Nel decimo mese dell’anno gli acquisti diretti aziendali si sono mantenuti molto vicini al livello di ottobre 2024 (+2,73%, 198 immatricolazioni aggiuntive).

Come spesso quest’anno, il canale principale del mercato, quello dei privati, continua a subire un’emorragia: -11,97%. Questo canale ha infatti targato 72.660 unità, 9.881 in meno dello stesso mese dell’anno scorso. L’accelerazione delle forzature di mercato delle auto-immatricolazioni è stata particolarmente evidente: sia per le intestazioni uso proprio (+37,42%), ma molto più significativa per quelle ad uso noleggio (+52,07%). Nel long rent le immatricolazioni degli operatori captive hanno continuato, come negli scorsi mesi, ad accelerare di più (+19%) rispetto ai Top generalisti (e i loro clienti corporate, +11%).

Con i risultati di ottobre, la quota di mercato dei privati si attesta al 53,6% nel cumulato annuo (4,6 punti in meno dell’anno scorso). Il noleggio sfiora il 30% di market share (23% dal NLT, 6,2% dal NBT) su base annua.

Il diesel registra l’ennesima caduta nelle immatricolazioni

Tra le Passenger Cars, le auto a benzina hanno fatto segnare una flessione del 2,62% a ottobre e conservano una quota appena superiore al 49%. Le mild hybrid a benzina hanno ormai distanziato le immatricolazioni di benzina senza sistema di ibridizzazione e salgono del 14,11%.

Le diesel hanno registrato l’ennesima caduta nelle immatricolazioni (-24,04%) e la quota di mercato è scesa al 14,8% (quasi 5 punti in meno a ottobre). Le uniche tipologie di alimentazione in effettiva espansione sono quella plug-in hybrid, che a ottobre è cresciuta del 108%, raggiungendo il 7,3% di quota e le elettriche (+25,83%), che però risentono soltanto parzialmente degli effetti positivi dei nuovi eco-bonus Bev (che si vedranno meglio nei prossimi mesi). In flebile crescita le full hybrid (+1,69%). Stabile il trend positivo delle auto a gpl (+4,28%).

Quanto emettono le nostre nuove auto

L’analisi delle emissioni medie indica che le immatricolazioni dei primi 10 mesi si sono attestate a 115 g/km di CO2, il che porterebbe a un livello di sanzioni Cafe complessive di 2 miliardi e 685 milioni di euro, di cui ben 1.598 milioni attribuibili agli acquisti dei privati, che si mantengono costanti attorno a un livello di CO2 di 118 g/km, quindi superiore alla media complessiva del mercato.

Nettamente più alte (e in leggera flessione) le emissioni del canale società: 131 g/km (per 249 milioni di euro di multe). Il comparto più virtuoso è invece il noleggio a lungo termine, che continua a piazzarsi su un livello abbastanza basso: 108 g/km di CO2, con un progressivo sanzioni che rimane però allarmante (401 milioni). Alta la media, ma in leggero calo per i rent-a-car: 118 g/km per multe pari a 187 milioni di euro. Le auto-immatricolazioni, infine, “contribuiscono” per altri 242 milioni di euro, con un livello medio di emissioni abbastanza virtuoso: 110 g/km (per la presenza di numerose BEV-PHEV immatricolate come demo e km zero).

Le auto ferme nei piazzali: quasi la metà è plug-in

L’analisi sullo stock di auto targate tra il 2023, il 2024 e i primi 10 mesi di quest’anno (quasi mezzo milione di unità, di cui quasi 310.000 sono a benzina, 75.000 diesel e 27.000 BEV), vede il 24,8% (cioè circa 102.000 unità) ancora in attesa di un cliente, con una flessione dello stock di oltre un punto in un solo mese. Entrando nel dettaglio della tipologia di alimentazione di queste autoimmatricolazioni, quasi la metà delle plug-in hybrid (esattamente il 49,5%, in flessione di un punto e mezzo) sono ancora in stock, mentre delle BEV già targate il 50,5% risulta ancora a terra, con un calo di oltre 2 punti, a dimostrare che lo stock si sta piano piano riducendo anche per le auto elettriche.

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