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Un segnale positivo dal mercato auto (+4%), ma con il canale dei privati in caduta libera: -9%

Il canale dei privati denuncia una flessione pesante (-9%), che porta la market share mensile di questo canale al 56,3%, oltre 8 punti in meno del settembre 2024. Nel cumulato annuo la flessione della quota di mercato dei privati è di 4,3 punti.

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A ottobre ripartiranno gli incentivi all’acquisto, non appena la piattaforma di registrazione sarà online per i richiedenti, ma saranno legati alla rottamazione e destinati unicamente alle BEV: difficilmente, quindi (diciamo pure impossibile), potranno tirare fuori dalle secche il mercato italiano dell’auto: basti pensare che nel mese di settembre 2025 sono state targate 127.000 automobili, rispetto alle 122.000 dello stesso mese dell’anno scorso, sì finalmente un incremento del 4% tra le Passenger Cars, ma la nota negativa è la persistente difficoltà del canale dei privati, che ancora una volta ha accusato una flessione significativa: -9%.

“Settembre sembra voglia smentire OEM e analisti che non credono che il mercato italiano quest’anno arriverà al milione e mezzo di autovetture – commenta Francesco Farris, Project & Business Manager di Dataforce Italia – Però i privati non acquistano più e negli ultimi 3 giorni di settembre i canali del noleggio e delle autoimmatricolazioni tutti insieme hanno segnato quasi 27.500 immatricolazioni, un record rispetto a tutte le chiusure di settembre dall’anno del covid. Insomma, troppa tattica e poco mercato”.

Ecco la fotografia del mercato scattata come ogni mese da Dataforce.

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Mercato auto a settembre 2025: i dati di immatricolazione

A settembre sono state targate 127.022 automobili nuove (4.885 in più rispetto allo stesso mese del 2024), con un saldo positivo del 4%. A sostenere il mercato sono stati ancora una volta il canale del noleggio a lungo termine che, con una crescita del 32,88%, ha guadagnato 7.093 immatricolazioni, il canale del noleggio a breve termine (+52,78%, con 770 targhe aggiuntive) e il canale delle auto-immatricolazioni (+30,75%, con 4.110 immatricolazioni in più).

Nel nono mese dell’anno gli acquisti diretti aziendali si sono mantenuti sullo stesso livello di settembre 2024 (+0,82%, 58 targhe supplementari). Come spesso quest’anno, il canale principale del mercato, quello dei privati, continua a subire un’emorragia: -9,08%. Questo canale ha infatti targato 71.513 unità, 7.146 in meno dello stesso mese dell’anno scorso. L’accelerazione delle forzature di mercato delle auto-immatricolazioni è stata particolarmente evidente per le intestazioni delle Case auto (+149%), ma molto significativa anche per le reti di vendita (+22%).

Nel long rent le immatricolazioni degli operatori captive hanno continuato, come negli scorsi mesi, ad accelerare di più (+62,92%) rispetto ai Top generalisti (e i loro clienti corporate, +14,35%). Forte incremento da parte degli operatori di NLT di piccole dimensioni (+625%, pur rimanendo confinati nell’ambito di volumi modesti, inferiori alle 500 unità nel mese).

Con i risultati di settembre, la quota di mercato dei privati si attesta al 53,2% nel cumulato annuo (oltre 4 punti in meno dell’anno scorso). Il noleggio sfiora il 30% di market share (23,2% dal NLT, 6,7% dal NBT) su base annua.

Diminuisce lo stock in giacenza

L’analisi sullo stock di auto targate tra il 2023, il 2024 e i primi 9 mesi di quest’anno (480.000 unità, di cui quasi 300.000 sono a benzina, 73.500 diesel e 26.000 BEV), vede il 26% ancora in attesa di un cliente, con una flessione dello stock di circa un punto. Entrando nel dettaglio della tipologia di alimentazione di queste autoimmatricolazioni, oltre la metà delle plug-in hybrid (esattamente il 51%, in leggera flessione) sono ancora in stock, mentre delle BEV già targate (oltre 25.000 unità) il 52,8% risulta ancora a terra.

Le emissioni medie a 115 g/km di CO2

L’analisi delle emissioni medie indica che le immatricolazioni dei primi nove mesi si sono attestate a 115 g/km di CO2, il che porterebbe a un livello di sanzioni complessive di 2 miliardi e 391 milioni di euro, di cui ben 1.449 milioni attribuibili agli acquisti dei privati, che si mantengono costanti attorno a un livello di CO2 di 118 g/km, quindi superiore alla media complessiva del mercato. Nettamente più alte (e in leggera flessione) le emissioni del canale società: 131 g/km (per 224 milioni di euro di multe).

Il comparto più virtuoso è invece il noleggio a lungo termine, che continua a scendere di livello: 108 g/km di CO2, con un progressivo sanzioni che rimane però allarmante (373 milioni). Alta la media (e identica a quella raggiunta nel primo semestre) dei rent-a-car: 119 g/km per multe pari a 190 milioni di euro. Le auto-immatricolazioni, infine, “contribuiscono” per altri 213 milioni di euro, con un livello medio di emissioni abbastanza virtuoso: 110 g/km (per la presenza di numerose BEV-PHEV immatricolate come demo e km zero).

Diesel e full hybrid in calo: -23,2% e -4,5%

A livello di alimentazioni, nel mese di settembre tutte le tipologie danno segnali di crescita, tranne il diesel (-23,2%) e l’ibrido full (-4,5%). A crescere con maggiore vigore è il plug-in hybrid (+158%). Bene le motorizzazioni a benzina (+6,2%, ma soltanto grazie alle mild hybrid, +20,3%), modesta la crescita delle auto elettriche (+11,7%, pari ad appena 758 unità in più), che si attestano a settembre al 5,7% di quota, mentre nel cumulato 2025 raggiungono il 5,2%). Stabili le immatricolazioni di auto a gas (ovviamente solo a gpl) che rappresentano una market share del 9% sul totale.

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