Le nuove piccole auto elettriche europee potrebbero presto arrivare sul mercato a un prezzo compreso tra i 15 e i 20 mila euro: a dirlo è Bruxelles, che punta a gettare entro l’anno le basi per una nuova generazione di e-car economiche, come anticipato da Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione.
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L’Italia al centro, ma non del solo elettrico
“Sosterremo i costruttori per immettere sul mercato modelli di piccole auto pulite a prezzi accessibili”, ha confermato Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo per la prosperità e la strategia industriale della Commissione europea, al Consiglio. L’obiettivo è stimolare la domanda e rafforzare la produzione europea, rilanciando un segmento ispirato alle “kei car” giapponesi ma ancora assente nel Vecchio Continente.
L’Italia, che già lo scorso anno aveva parlato di queste piccole auto elettriche di origine asiatica, rivendica oggi un ruolo di primo piano nell’iniziativa, ma non vuole che ci si limiti all’elettrico: il nostro ministro Adolfo Urso ha infatti sottolineato la necessità di includere anche altre soluzioni energetiche per garantire veicoli davvero alla portata di tutti.
Dopo mesi di pressioni, Bruxelles promette quindi più pragmatismo nella transizione: “Il settore auto in Europa sta collassando”, ha denunciato Urso, invocando una linea meno ideologica e più realista. Una posizione condivisa da diverse capitali, da Berlino a Parigi, fino a Madrid e Praga, che chiedono di agire rapidamente per evitare che la crisi travolga l’intero comparto.
Non solo le e-car
L’iniziativa sulle piccole e-car è però solo il primo passo di un pacchetto di misure che nei prossimi tre mesi riguarderanno l’automotive: dall’elettrificazione delle flotte aziendali a un’alleanza per la guida autonoma, fino a una strategia comune per la produzione di batterie. La prova più difficile arriverà però con la revisione del regolamento sulle emissioni di CO2, che dal 2035 prevede lo stop ai motori termici, e che si vorrebbe anticipare entro fine 2025 (invece che 2026).
L’obiettivo delle emissioni zero resta formalmente confermato, ma Bruxelles valuta già margini di flessibilità, come la possibilità di prolungare la vita di ibridi plug-in e range extender oltre la scadenza prevista.
Il prezzo immaginato della e-Car
- Tra 15 e 20 mila euro
- Si discute se e quali motori termici ammettere
- Beneficerà di un’omologazione a sé
Secondo Séjourné, quindi, una tale categoria di vetture dovrebbe andare sul mercato a prezzi tra i 15.000 e i 20.000 euro. Entro questa forchetta si sta lavorando per definire le caratteristiche dei modelli. Un lavoro che, sommando le dichiarazioni del ministro Urso, presente tra i 27 del Consiglio Competitività, sottolinea ancora una divergenza apparente da appianare. “È una misura necessaria che abbiamo sollecitato, affinché anche coloro che non se lo possono permettere possano acquistare un’auto ecologicamente sostenibile. Una piccola utilitaria che, necessariamente, deve essere alimentata anche da altri carburanti, non soltanto dall’elettrico, per essere accessibile a tutti”.
L’introduzione della nuova categoria di vetture, e-car, dovrà indicare di quali agevolazioni beneficerà e quale snellimento delle procedure di omologazione (se alcuno) vi sarà per i costruttori. Di conseguenza, quali dotazioni obbligatorie in meno potranno avere le vetture. Senza tralasciare il nodo del calcolo delle emissioni di CO2, se avrà o meno un trattamento di favore. Un lavoro tecnico in corso d’opera che arriverà a essere definito entro fine anno, insieme al decisivo riesame degli obiettivi del Fit for 55 definiti al 2030 e 2035.
ENTRO FINE ANNO I NUOVI OBIETTIVI 2035
Ancora il Commissario Séjourné ha sottolineato che la “revisione delle regole sulle emissioni di CO2 verrà affrontata in tempi rapidi, mantenendo la rotta ma con molto più pragmatismo nell’applicazione dei criteri“, le parole riportate dall’agenzia Ansa. “L’adeguamento del percorso dovrà essere fatto in modo pragmatico, per evitare di mettere in difficoltà la competitività di questo settore”.
IL MERCATO ITALIANO SUB-20.000 EURO
Tornando ai contenuti delle e-car, la fascia di prezzo 15-20 mila euro, se fosse pensata per auto anche termiche o mild hybrid, quale competitività avrebbe per l’automobilista rispetto al quadro attuale del mercato? Riuscire ad ampliare l’offerta di auto elettriche da 15-20 mila euro, prodotte in Europa e non in Cina – come avviene per tutti i modelli attualmente commercializzati in tale perimetro di prezzo – avrebbe un significato molto diverso. Sebbene lo scenario sia di una debole domanda verso le auto a batteria, ancora di più in Italia e con limiti dettati dalla ricarica evidenti. Senza considerare lo scetticismo maturato verso la tecnologia, vissuta da un’ampia fetta di automobilisti come un’imposizione.
A essere assenti dal mercato, oggi, sono auto termiche che fino anche al solo 2018 era possibile acquistare tra i 10 e i 15 mila euro, non già citycar o utilitarie tra i 15 e 20 mila euro. Di opzioni ve ne sono diverse, anche se prevalentemente produzioni extra-europee.
Eccole, nelle versioni d’attacco e non tutte unicamente auto urbane:
- Cirelli 1
- Citroën C3
- Citroën C3 Aircross
- Dacia Sandero
- Dacia Jogger
- Dacia Duster
- Dongfeng Shine
- DFSK Glory 500
- DR 3.0
- Evo 3
- Evo 4
- Evo 5
- EMC Quattro
- Fiat Panda
- Fiat Tipo
- Fiat Grande Panda
- Hyundai i10
- Hyundai i20
- Kia Picanto
- KGM Tivoli
- MG ZS
- Mitsubishi Spacestar
- Mitsubishi Colt
- Renault Clio
- Seat Ibiza
- Toyota Aygo X
A ben vedere, se una e-car accessibile e con motore termico arriverà, servirebbe agire su una fascia di prezzo più competitiva di quella 15-20 mila euro. Salvo non considerare il riferimento indicato dal Commissario europeo come un pacchetto “chiavi in mano” e finanziato, prevedendo formule specifiche di accesso al credito a tassi molto più favorevoli rispetto ai valori tra 8 e 10% (Taeg) oggi realmente praticati.
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