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Mercato auto, chiude l’anno a +19% (e un timido 5,8% a dicembre)

Mercato auto, chiude l’anno a +19% (e un timido 5,8% a dicembre)
L'anno si chiude a +19%. Una performance modesta che deve molto della sua flessione al rallentamento del canale del noleggio a lungo termine (-26,9%) ma che avrebbe potuto essere peggiore se il mercato non fosse stato “aiutato” dalle auto-immatricolazioni (+42%).

IN QUESTO ARTICOLO

Niente fuochi d’artificio l’ultimo dell’anno per il mercato auto, che a dicembre 2023, nel comparto Passenger Cars, ha immatricolato circa 111.500 vetture, con una crescita del 5,8%, decisamente inferiore al risultato complessivo del 2023 che ha fatto segnare un incremento del 19%.

Una performance modesta che deve molto della sua flessione al rallentamento del canale del noleggio a lungo termine (-26,9%) ma che avrebbe potuto essere peggiore se il mercato non fosse stato “aiutato” dalle auto-immatricolazioni (+42%). Il canale dei privati, nonostante un inizio anno debole, ha mostrato una discreta vivacità (+13,7%), ma l’impressione è che molti acquirenti abbiano preferito rimandare l’acquisto al 2024 per sfruttare gli incentivi.

Image: Fleet Magazine

“Il nostro rimane un mercato poco attratto dalle auto elettriche (nel 2023 hanno chiuso al 4,22% di quota, la più bassa di tutta Europa) – commenta Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia – mi viene da dire resistente alla crescita delle auto elettriche, con la maggior parte degli esperti di mercato che imputano all’infrastruttura la maggior colpa di questo ritardo. Eppure, io resto convinto che non sia l’infrastruttura il problema più grande, il problema è nel racconto che di questa storia si continua a fare e chi lo amplifica. Semplicemente credo che oggi l’elettrico non sia ancora superiore all’endotermico nel bilancio complessivo di utilizzabilità e fruibilità. Sono altrettanto certo che arriverà il tempo nel quale le vetture elettriche saranno superiori a quelle ICE sotto tutti gli aspetti, ma oggi non è così ed esaurita l’onda degli ‘early adopters’ qualsiasi persona di buon senso non è disposta a pagare anche il 50% in più per un prodotto che, se davvero volesse diventare oggi prodotto di massa, dovrebbe costare il 30% in meno. Vai a vedere che l’Italia, fanalino di coda in Europa su questo tema, sia invece la più intelligente, quella che alla fine, grazie al silenzio dei consumatori che non comprano, farà capire che il percorso di transizione non si può fare con slogan politici e soprattutto a spese della gente, della qualità e sostenibilità delle loro vite”.

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Dati di mercato a dicembre 2023

A dicembre sono state targate 111.545 automobili nuove (6.110 in più rispetto allo stesso mese del 2022, con una crescita del 5,8%). Si tratta del 17esimo incremento mensile consecutivo. In aumento, ma con volumi sempre scarsamente significativi, l’apporto delle importazioni parallele (1.199 unità, +33,37%).

Tutti i canali di distribuzione sono in attivo, tranne quello del noleggio a lungo termine che fa registrare un passivo piuttosto gravoso, con 24.492 nuove targhe contro le 30.841 di dicembre 2022 (-20,59%). Il breve termine conferma un tasso di crescita buono, ma non eccezionale: 2.882 immatricolazioni, 510 in più dello stesso mese dello scorso anno (+21,5%). Per il NLT rimane comunque un’annata da ricordare: da gennaio a dicembre ha fatto registrare un incremento del 22,16% con quasi 380.000 immatricolazioni complessive, sfiorando un incremento di circa 70.000 unità.

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Ma il dato di crescita più significativo di dicembre è, ancora una volta, quello delle auto-immatricolazioni (+42%). Se nell’ultimo mese dell’anno il saldo positivo del mercato è di poco più di 6.000 unità, ben 4.000 sono ascrivibili alle km zero. Il dato più positivo di dicembre è quello relativo alle vendite ai privati: questo canale ha targato 63.838 auto nuove, con un incremento del 13,67% sullo stesso mese del 2022. È un balzo in avanti di oltre due volte il mercato nel suo complesso. Sicuramente questo dato va giudicato positivamente, ma la quota dei privati non riesce più a raggiungere il 60%, un tempo fisiologica. Anzi, nel 2023, attestandosi al 56,1%, ha perso oltre 2,7 punti. Nel 2023 il canale dei privati ha immatricolato 882.000 automobili, oltre 10 volte tanto il canale delle Società in proprietà (86.597), che mantiene una quota di mercato del 5,5%.

Sempre nel cumulato annuo, la market share del noleggio a lungo termine sfiora il 24% (oltre mezzo punto in più), mentre il noleggio a breve, raggiunge il 4,16% con un incremento di quota similare.

Foto Fleet Magazine

Dataforce continua ad accendere i riflettori sulle auto-immatricolazioni

Le auto-immatricolazioni si attestano al 10,26% da gennaio a dicembre.

I costruttori che ricorrono alle auto-immatricolazioni in maniera massiccia sono innanzitutto DR, che targa a sé stessa oltre un’auto nuova su quattro(25,3%, la media del mercato non arriva a 1 su 10) e molti brand del Gruppo Stellantis: Fiat (22,2%), Lancia (20,6%), Citroen (20,5%), Jeep (18,7%), Peugeot(17,5%) e Opel (16,5%). I brand che auto-immatricolano di meno, con una quota attorno all’1% soltanto, sono Dacia, Tesla, Ford, Suzuki e Mercedes.

Come andrà il 2024, il forecast Dataforce

La previsione di Dataforce per il 2024 ipotizza un mercato Passenger Cars che dovrebbe attestarsi quest’anno a quota 1.630.000 nuove immatricolazioni, cioè circa 60.000 in più rispetto al 2023. L’incremento previsto è dunque modesto, attorno al 3,7%.

La crescita dei privati sarà, seppur di poco, inferiore: +3,3%, un segno inequivocabile che anche nel 2024 gli incentivi all’acquisto serviranno a ben poco per far tornare il mercato dell’auto sui livelli di qualche anno fa. Dai privati ci si aspetta 911.000 targhe, ossia 29.000 in più. Secondo il Forecast con metodo Dataforce, ossia quello che attribuisce le immatricolazioni all’effettivo utilizzatore, i privati acquisiranno con la formula del noleggio a lungo termine ulteriori 33.000 vetture, circa 5.500 in più rispetto al 2023.

 Jeep Compass 2024 4x4

Gli acquisti diretti delle Società saranno quest’anno 81.000, in regresso rispetto al 2023 (-6,4%), mentre il noleggio a lungo termine, incluso i rent intestati a società e ai privati raggiungerà le 400.000 unità, con un incremento dell’8,6%, il dato più positivo dell’intero mercato. Non sarà un anno da ricordare nemmeno il 2024 per il noleggio a breve termine: con sole 73.000 nuove targhe mostrerà un decremento del 3%. Infine le auto-immatricolazioni, che saliranno ancora fino a raggiungere quota 165.000 unità (+3,1%): un progresso quasi in linea con l’andamento del mercato.

In ambito LCV, la chiusura quest’anno è prevista a 195.000 nuove targhe, quasi 8.000 in più rispetto al 2023 (+4,2%). Anche quest’anno in gran spolvero il noleggio: +7,9% per il lungo termine, + 10% per il breve termine, mentre le auto-immatricolazioni sono date in flessione (-7,2%). Stabili le immatricolazioni per ditte, artigiani e professionisti (+0,6%) e appena sotto la media del mercato la ripresa degli acquisti delle società (+3,6%), che dovrebbero mantenere una quota di mercato attorno al 40%.

Foto: Fleet Magazine

Non sono previste grandi novità nella transizione ecologica: il Forecast per alimentazioni ipotizza una quota di auto a benzina appena inferiore al 50% (e quindi stabile), una market share del diesel sempre attorno al 20% (la flessione sarà limitata al 2,6%), le ibride “vere” pressoché stabilizzate attorno al 15% (la quota prevista è del 15,2%, +0,7%) è il gas sempre attorno al 9%. Unico segnale ottimistico è quello della quota delle elettriche: Dataforce prevede il raggiungimento di100.000 immatricolazioni, con una market share del 6,1%. Un piccolo passo in avanti, più simbolico che sostanziale.

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