“Il mercato continua a essere drogato dalle auto-immatricolazioni – il commento di Laura Gobbini, Project management Data Analyst di Dataforce Italia è perentorio: “Mentre il mercato vero mostra qualche segno di cedimento, soprattutto nel comparto del noleggio. I numeri di Settembre parlano da soli: +92% di km0 e +17% del resto del mercato, con il noleggio lungo termine che rallenta per l’esaurimento della coda ordini, mentre il breve termine per via della stagionalità. Unico segnale positivo: il canale dei privati a settembre è cresciuto più della media del mercato. Ma le famiglie non comprano auto elettriche: puntano sempre sulle benzina o, al limite, sulle auto a gas”.
Un falso positivo a settembre 2023 per il mercato dell’auto in Italia (ma fortunatamente vero per i LCV): +22,76% per le Passenger Cars e +42,71% per i Light Commercial Vehicles.
Crescita ascrivibile alle auto-immatricolazioni, che questo mese sono quasi raddoppiate rispetto a settembre 2022.
I privati restano sul loro (ormai classico) +23,09%, gli acquisti diretti delle aziende si attestano a +18,11%, ma sono i noleggi a deludere: solo il 3,52% per NLT e un breve addirittura in perdita, -20,74%.
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Cosa succede al mercato auto a settembre 2023?
A settembre sono state targate 136.711 automobili nuove (25.346 in più rispetto allo stesso mese del 2022, con una crescita del 22,76%).
Tutti i canali di distribuzione sono in attivo, tranne quello del noleggio a breve termine (-20,74%) e anche il lungo termine è poco brillante (solo +3,52% dopo un agosto a -6).
Come detto a risaltare – e preoccupare – sono le auto-immatricolazioni: +91,61% (con una spinta alla targatura soprattutto negli ultimi 3 giorni del mese) ancora superiore al +62,62% di agosto. Demo e km zero fanno il 13% dell’intero mercato.

I privati hanno ormai una loro nicchia stabile, che questo mese si attesta a +23,09% (15.326 Passenger Cars), che per la prima volta quest’anno registra una crescita lievemente superiore alla media di merdato. Nel mese la market share è del 60%, ma il cumulato annuo resta fermo al 56%.
Se a settembre la quota delle auto-immatricolazioni ha sfiorato il 13%, nel cumulato 2023 è attorno al 10%. Km zero e demo quest’anno sono state finora 116.580, oltre 32.000 in più rispetto al 2022. Le nuove targhe dirette aziendali sono 7.715 vetture (+18,11%).
Le alimentazioni preferite restano le “classiche”
Le auto elettriche arretrano, -2,33%, a vantaggio delle preferite, le auto a benzina: +31,17% (e una market share del 52,28%). A ricevere il favore del mercato soprattutto le motorizzazioni pure, senza l’aiutino elettrico (29,6% di market share) rispetto alle mild hybrid (22,67%). Salgono, poco, anche le auto a gasolio. Il diesel invece è favorito dal mild hybrid.

A settembre le ibride “vere” sono tornate a crescere: le full hybrid hanno guadagnato il 47,53%, le plug-in hybrid: il 25,06%. Complessivamente le ibride PHEV+HEV a settembre hanno conquistato una quota del 15,37% (2 punti in più dell’anno precedente). Tra le auto a gas, quelle alimentate a gpl continuano a vendere bene, anche se la crescita è inferiore alla media del mercato. Soltanto 100 le nuove targhe di auto a metano.
Il forecast 2024 di Dataforce
Rispetto alle previsioni 2023, Dataforce prevede incremento delle immatricolazioni per il prossimo anno. Le nuove targhe dovrebbero essere 1.650.000 (+ 50.000 unità). Il tasso incrementale è quindi del 3,1%.
Una performance appena superiore alla media del mercato dovrebbe essere quella del canale dei privati: +3,5%, con le immatricolazioni che dovrebbero arrivare a 880.000 unità (30.000 in più).
In calo, seppure di poco, le nuove targhe del canale delle Società che prediligono l’acquisto diretto: 85.000 (5.000 in meno, -5,6%). Consolidamento verso l’alto per il noleggio a lungo termine: 450.000 immatricolazioni (dato cumulativo dei noleggi ai privati e alle società). L’incremento è di 50.000 unità (+12,5%).
Dataforce ipotizza una flessione per i due canali rimanenti: per il noleggio a breve il volume previsto è di 105.000 nuove immatricolazioni (10.000 in meno, cioè -8,7%) e per le auto-immatricolazioni un calo di 15.000 targhe, raggiungendo un volume di 130.000 unità (-10,3%).
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