Le automobili prodotte in Cina costano poco, decisamente meno di quelle made in Europe. Così, per correre ai ripari e preservare forza industriale e forza lavoro, l’Unione Europea impone dazi che servano a risollevare i listini. È successo per le auto elettriche, è in programma per quelle ibride plug-in e, adesso, la misura riguarda anche gli pneumatici.
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Dazi agli pneumatici in arrivo dalla Cina
A partire dall’8 luglio 2026, senza misura retroattiva, la Commissione europea ha imposto dazi definitivi sugli pneumatici per autovetture e autocarri leggeri importati dalla Cina. La tariffa spazia tra il 4,3% e il 45,3%. La misura avrà una validità di cinque anni.
Nello specifico, le aliquote saranno del 4,3% per Hankook, che che gestisce stabilimenti a Chongqing e Jiangsu (Cina). Del 24,4% per circa sessanta produttori tra cui importanti gruppi internazionali come Continental, Goodyear, Pirelli, Kumho e Sumitomo che si avvalgono di stabilimenti in quel Paese. E infine del 45,3% per tutti gli altri.
La diversa strutturia tariffaria dipende dal livello di collaborazione offerta dalle aziende asiatiche nel corso dell’indagine condotta dalla Commissione. Chi ha fornito tutte le informazioni richieste da Bruxelles beneficia di aliquote individuali, a chi non ha collaborato spetta il dazio residuo massimo. Nessun effetto negativo per l’italiana Pirelli, che produce sì in Cina, ma i prodotti locali sono destinati quasi esclusivamente ai mercati asiatici.
I risultati dell’indagine antidumping
L’imposizione dei dazi arriva a seguito di un’indagine che ha accertato che le importazioni di pneumatici arrivano nel Vecchio Continente con prezzi di dumping. Ovvero, a un prezzo inferiore al loro costo di produzione o a quello praticato nel mercato nazionale. Pratica sleale che, afferma preoccupata Bruxelles, sta “causando un pregiudizio all’industria Ue che impiega oltre 80mila persone in 14 Paesi”.
Si parla di un mercato sostanzioso. Secondo le stime dell’Unione, nel 2024 il consumo di pneumatici oggetto di indagine ammontava a circa 330 milioni di unità, per un mercato del valore di oltre 18 miliardi di euro. In quell’anno, le importazioni dalla Cina toccarono i 93 milioni di unità e superarono i 2,5 miliardi di euro, pari a una quota di mercato del 28%.
Quanto costano gli pneumatici made in China
Prendiamo ad esempio una gomma estiva misura 205/55 R16 di un brand economy cinese. Il singolo pezzo oscilla tra i 35 e i 50 euro, per un totale di massimo 200 euro per il set completo. L’equivalente di brand occidentali noti e affidabili come Continental o Michelin costa tra i 100 e i 130 euro a pezzo, almeno 400 euro per le quattro gomme.
Seppur il costo degli pneumatici non può essere basato sul solo prezzo di vendita. Il vero risparmio lo si ottiene col tempo, grazie a un prodotto che permette di abbattere i consumi di carburante e che si mantiene stabile ed efficiente anche dopo lunghe percorrenze.
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