C’è una voce di spesa in aumento nel budget delle flotte aziendali, e no, non è il carburante: negli ultimi tre anni, infatti, le dimensioni medie degli pneumatici montati sulle auto a noleggio sono aumentate sensibilmente, facendo lievitare i costi, e ora le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno dato un altra pesante stoccata ai costi di produzione e distribuzione delle gomme.
Quanto ci costano!
Dai dati della piattaforma 1link di epyx emerge il diametro medio degli pneumatici installati sulle auto (indipendentemente dalla motorizzazione, termica o elettrificata) è cresciuto di circa due centimetri e mezzo dal 2023.
Oggi le vetture ICE montano mediamente pneumatici da 18 pollici, contro i 17 di tre anni fa, con un incremento di costo vicino al 12%. Per i veicoli elettrici, invece, la misura media è passata da 18 a 19 pollici, accompagnata da un aumento dei prezzi del 12,6%.
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A peggiorare la situazione ci sono diverse tendenze di mercato (ormai sappiamo che il mercato è dominato dai grandi e pesanti SUV, che spesso montano ruote di dimensioni maggiori anche per ragioni estetiche), e a complicare ulteriormente il quadro ci sono le forti pressioni sui costi delle materie prime.
Pneumatici più grandi e larghi non solo costano di più al momento dell’acquisto, ma tendono anche a essere più esposti a forature e danni causati dall’impatto con i marciapiedi, aumentando così la frequenza delle sostituzioni e il costo complessivo.
Hormuz non pesa solo sul rifornimento
Una quota compresa tra il 60% e il 70% del costo di produzione di uno pneumatico dipende da derivati del petrolio, come gomma sintetica, nerofumo e composti chimici. Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi della gomma naturale sono aumentati di oltre il 40%, quelli della gomma sintetica di oltre il 30%, mentre i costi dei prodotti chimici hanno registrato incrementi superiori al 40%.
Poi ci sono i costi energetici extra al momento della produzione: le attività di miscelazione, stampaggio e vulcanizzazione degli pneumatici sono particolarmente energivore, in un momento in cui i prezzi dell’elettricità sono in forte aumento.
E infine, i costi logistici: gli pneumatici sono merci pesanti da trasportare e il caro diesel ha inciso direttamente sulle spese di distribuzione.
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