La presenza del Gruppo Jaguar Land Rover negli Stati Uniti vale circa 100 mila auto vendute all’anno. Un dato in crescita nel precedente anno fiscale del 23% rispetto ai risultati prodotti in Nord America da JLR nel periodo antecedente il 2023-2024. Nord America che rappresenta il secondo più importante mercato per i due marchi inglesi, dopo la Cina. In questo contesto e alla luce dei dazi decisi dall’amministrazione Trump sul settore auto, Jaguar Land Rover ha confermato lo stop alle spedizioni di nuovi veicoli verso gli Stati Uniti.
JAGUAR LAND ROVER FERMA L’EXPORT
“Gli USA sono un mercato importante per i marchi di lusso Jaguar Land Rover. Mentre lavoriamo per affrontare le nuove condizioni commerciali con i nostri partner e sviluppiamo i piani di medio-lungo termine, stiamo attuando azioni di breve termine, tra cui una pausa delle spedizioni in aprile”, si legge in una nota ufficiale diramata dal Gruppo.
Jaguar Land Rover che è controllata da Tata Motors, il cui andamento sul mercato dell’NSE di Nuova Delhi ha registrato, ancora nella giornata di lunedì, un calo superiore al 6% a metà mattinata. Pesante calo eppure in “recupero” rispetto all’apertura a -10%. Complessivamente, il titolo Tata Motors ha ceduto il 22% dall’annuncio dei dazi sul comparto auto.
Se da un lato è maturata la decisione di fermare la spedizione di nuovi veicoli verso gli Stati Uniti, dall’altro le case auto si trovano in una posizione nella quale dover tamponare con le scorte di veicoli già spediti negli USA la domanda delle prossime settimane. In attesa di capire quali spiragli potranno aprirsi nelle contrattazioni che si prospettano tra singoli Stati colpiti dai dazi e amministrazione statunitense.
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DAZI E PRODUZIONE RIDOTTA NEL REGNO UNITO
Dall’associazione britannica SMMT – Society of Motor Manufacturers and Traders, ha sottolineato come i dazi sull’auto siano “un’altra sfida per un settore già chiamato ad affrontare molteplici venti contrari. I costi di questi dazi non possono essere assorbiti dai costruttori, pertanto colpiranno i consumatori statunitensi che potrebbero affrontare costi aggiuntivi e una ridotta scelta di marchi inglesi”, le parole del presidente Mike Hawes. “I produttori britannici potrebbero dover rivedere la produzione alla luce della domanda limitata. Devono proseguire in modo spedito le discussioni commerciali, perciò sollecitiamo tutte le parti a proseguire il negoziato e fornire soluzioni che supportano i posti di lavoro, la domanda dei consumatori e la crescita economica da entrambi i lati dell’Atlantico”.
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