Un acquirente di auto usate su tre ha trovato i dati del precedente proprietario memorizzati nel sistema di infotainment dell’auto. Una “dimenticanza” del proprietario, o del driver in flotta, che nasconde un potenziale problema di privacy. Le informazioni digitali personali infatti possono essere memorizzate nella cache (la memoria) delle App di bordo. Tra queste informazioni possono esserci gli elenchi di contatti, ma anche i sistemi di pagamento utilizzati per pagare le App stesse o per pagare la ricarica.
Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) europeo, entrato in vigore nel 2018, impone alle aziende di rispettare le norme volte a salvaguardare i dati personali. All’articolo 5 del GDPR, i dati dovrebbero essere conservati in una forma che consenta l’identificazione degli interessati per un periodo non superiore a quello necessario.
Ciò significa che i dati devono essere cancellati quando un veicolo cambia proprietario, in caso rottamazione ma soprattuto in caso in cui quel veicolo venga nuovamente noleggiato o rivenduto.
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Chi si occupa dei dati in flotta? E chi li deve cancellare?
L’idea è quindi che le flotte dovrebbero trattare un’auto o un furgone come qualsiasi altro dispositivo connesso: eliminando tutti i dati personali e disabilitare l’account utilizzato con l’auto. Ma c’è un problema di responsabilità.
Gli ultimi risultati di un sondaggio condotto da Carwow indicano un potenziale futuro problema di privacy dei dati per i rivenditori: non è chiaro infatti se la responsabilità di eliminare le informazioni dell’utente da un veicolo al momento del cambio di proprietà spetti all’utilizzatore (e in questo caso, se ne dovrà occupare il driver o il Fleet Manager?), alla Casa auto o al noleggiatore.
L’assegnazione della responsabilità potrebbe essere influenzata da quale di queste entità potrebbe essere considerata responsabile dei dati ai sensi delle leggi GDPR: fino a pochi mesi fa infatti i dati generati dall’auto sarebbero stati proprietà dei produttori, ma il Data Act, approvato in via definitiva dal Consiglio Ue il 27 novembre 2023, consentirà agli utenti di accedere e verificare i dati generati dall’uso di prodotti connessi o di servizi correlati (come IoT e auto connesse), condividendo i dati stesi.
Oltre tre quarti (83%) degli intervistati da Carwow hanno affermato che si aspetterebbero che il concessionario cancelli i dati personali dall’auto, secondo un altro 17% non è sua responsabilità.
Insomma, non c’è norma o regola univoca. L’unica cosa certa è l’importanza di tutelare la privacy dell’azienda e dei suoi driver: per questo sarebbe consigliabile assegnare chiaramente il compito di eliminazione dei dati in modo chiaro all’interno dell’azienda.
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