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Emissioni CO2 2025, Stellantis prepara i tagli alla produzione di auto non elettriche

Emissioni CO2 2025, Stellantis prepara i tagli alla produzione di auto non elettriche
Centrare gli obiettivi sulle emissioni medie di CO2, sotto i 95 g/km nel 2025, richiederà decisioni impopolari ai costruttori per far rilevare maggiormente la quota di elettriche

IN QUESTO ARTICOLO

È già tempo di 2025, ovvero, di 12 mesi nei quali i costruttori dovranno dare un corposo taglio alle emissioni di CO2 medie della flotta di veicoli venduti in Europa. Vuol dire, inevitabilmente, immettere sul mercato più auto elettriche. In numeri, raggiungere un mix di vendite nell’ordine del 20-25% in funzione della composizione dell’offerta di ogni gruppo automobilistico.

Come può realizzarsi una percentuale tanto sostenuta in un quadro di domanda molto debole sui più grandi mercati europei, relativamente all’elettrico? 

TAGLIARE LA PRODUZIONE DI AUTO TERMICHE

Una via è il taglio della produzione dei modelli esclusivamente termici o dalle maggiori emissioni di CO2. Dove non incrementerà  il numero di unità assolute di auto vendute, farà incidere percentualmente di più quelle elettriche immesse sul mercato. Stellantis opererà in tal senso, come annunciato al Salone di Parigi da Jean-Philippe Imparato, nuovo responsabile delle operazioni del Gruppo nell’intera area europea.

stellantis stop produzione italia

Intervistato da Automotive News Europe, Imparato ha chiarito come “il mio primo compito è quello di allineare la produzione per i veicoli che verranno venduti nel primo trimestre del 2025. 

(…) Considerato che produciamo solo veicoli coperti da un ordine del cliente, assembleremo tante auto termiche quante ne serviranno per tenere la quota di elettriche al livello richiesto”.

POSSIBILI AUMENTI DI PREZZO SULLE NON-ELETTRICHE

Non è unico il caso Stellantis. Già nei mesi scorsi era toccato a Ford prospettare questo scenario, per una casa automobilistica chiamata a uno dei più drastici tagli delle emissioni di CO2 rispetto alla media registrata nel primo semestre del 2024.

Saranno correzioni alla produzione che verranno attuate in funzione dei volumi e del mix di vendite. Strategie differenziate per obiettivi sui singoli mercati europei, che potrebbero portare, ancora secondo Imparato, a una strategia di correzione dei prezzi di listino. Ovviamente, all’insù per i modelli termici. In modo tale da rendere conveniente – sul piano specifico della spesa da parte dell’automobilista – optare per un’elettrica destinata a ricevere importanti incentivi all’acquisto.

Approfondisci: Tavares dice no al rinvio degli obiettivi 2025

Non può prescindere, l’Europa, da un piano di sostegno della domanda con soldi pubblici. È altrettanto vero come la sostenibilità sui bilanci nazionali di queste politiche di incentivazione abbia respiro corto. In quest’ottica possono leggersi le operazioni di confronto tra Stati membri per un piano di sostegno all’elettrico che sia europeo e non lasciato ai singoli Stati membri.

MIX DI VENDITE POSSIBILI

Come realizzare il mix di vendite per abbattere le emissioni medie dei veicoli venduti nel 2025, al di sotto dei 95 g/km, sta alle strategie delle singole case e alla disponibilità tecnologica. Da un report Dataforce, nell’Europa a 29 Stati, nel primo semestre del 2024, la quota di mercato delle elettriche è stata di appena il 13,3%, in calo rispetto al 13,8% del 2023. 

mix di vendita costruttori emissioni co2 2025

Uno dei possibili mix dei volumi di vendita per restare al di sotto dei 95 g/km di emissioni medie di CO2, prevede la presenza del 23% di auto elettriche. Uno scenario completato dal 14% di auto PHEV, in assenza di auto ibride e con il 44% dei volumi prodotti da auto benzina e per il 19% con diesel.

Un costruttore che realizzi il 55% del venduto con auto ibride, potrà conservare il 19% dei volumi con auto benzina non ibride, bilanciato dal 10% di PHEV e il 13% di elettriche.

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