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Emissioni di Co2, multe in vista nel 2025: ecco chi deve recuperare e le possibili strategie

Emissioni di Co2, multe in vista nel 2025: ecco chi deve recuperare e le possibili strategie
Se l'orizzonte del 2035 e le emissioni zero del Fit for 55 è ancora lontanissimo, quello del taglio delle emissioni medie della gamma di auto vendute in Europa è alla vigilia di un passaggio cruciale: nel 2025 il limite per non incorrere in sanzioni sarà inferiore ai 94 g/km

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Quota 94 è una soglia che chiamerà diversi costruttori a operare delle scelte. Il dato è relativo alle emissioni medie di CO2, misurate in grammi per chilometro, che dal 2025 dovrà essere la soglia rispettata dai costruttori, relativamente alle nuove auto vendute in Europa, per non incorrere in sanzioni.

Multe che verranno calcolate in 95 euro per ogni g/km di CO2 oltre il limite dei 94, moltiplicato per il volume di auto vendute nel Vecchio Continente. Si fa presto a capire quale sia il potenziale delle sanzioni, multe dai valori multimilionari in euro. 

EMISSIONI MEDIE DI CO2 2025

Il calo delle emissioni medie ha registrato una marginale frenata nel 2024, attestando il mercato europeo a 110 g/km contro i 107 g/km rilevati nel 2023. Poco male, se non fosse, il 2024, la vigilia di un importante passaggio normativo. 

target emissioni medie co2 2025

Nel 2025 le emissioni medie dovranno attestarsi a 93,6 g/km per le nuove auto, sollecitando una diminuzione nell’ordine del 19% rispetto al valore di 116 g/km del 2024. Dall’analisi condotta da Dataforce emerge un quadro confortante per 7 dei primi 10 gruppi automobilistici al mondo, già entro l’obiettivo di emissioni medie della flotta di nuove auto vendute. Per tre, la possibilità di rientrare con adeguamenti all’offerta di prodotto nella seconda metà dell’anno.

PIÙ AUTO ELETTRICHE E PHEV NEI VOLUMI DI VENDITA

L’ostacolo più difficile da superare si prospetta al 2025. L’elettrico è tutt’altro che trainante nella domanda (quota di mercato al 13,3% contro il 13,8% del primo semestre di un anno fa) e la dipendenza della performance non è unicamente legata alla presenza o meno di incentivi governativi. C’è l’interesse della clientela privata raffreddatosi davanti alle indiscutibili difficoltà che accompagnano la transizione all’elettrico. Se sul prezzo d’acquisto possono aiutare gli stanziamenti di denaro pubblico, sui limiti dell’infrastruttura di ricarica il lavoro necessario è molto più articolato e incerto nella sua effettiva crescita (per numero, localizzazione, reale funzionamento delle colonnine).

L’incremento della quota di auto elettriche immesse sul mercato si presenta come una via imprescindibile per i costruttori nell’inseguire l’obiettivo dei 93,6 g/km. Dovranno aumentare il mix di vendita sia le case auto che hanno prevalentemente puntato sull’offerta di modelli full hybrid che quanti sono rimasti ancorati a una gamma fatta di auto benzina e diesel con un’elettrificazione un gradino inferiore: il mild hybrid.

mix di vendita costruttori emissioni co2 2025

Nei mesi scorsi, non sono mancate le voci – tra cui un costruttore come Ford – sulla possibilità di rivedere la strategia del mix di vendita di fronte allo stallo delle preferenze sulle elettriche.

L’ipotesi di un contenimento dei volumi nell’offerta di auto termiche, perché incidano maggiormente le (basse) vendite dell’elettrico, è reale. Un percorso che aprirebbe la via a un’ulteriore conseguenza, di prezzi delle auto termiche che verrebbero resi meno vantaggiosi rispetto alle elettriche.

PREZZI DELLE AUTO TERMICHE E OFFERTE SULLE ELETTRICHE

Un punto sul quale Benjamin Kibies, senior automotive analyst di Dataforce, commenta: “Gli imminenti obiettivi di CO2 per il 2025 provocheranno sconvolgimenti nel mercato europeo dei veicoli leggeri. Il brusco inasprimento richiederà un’ampia accelerazione della diffusione dei veicoli elettrici, in una situazione in cui gli acquirenti di auto sono diventati più scettici e i dazi sulle elettriche di produzione cinese faranno lievitare i costi. 

Gli acquirenti devono prepararsi a un aumento dei prezzi delle auto a benzina e Diesel, mentre le elettriche diventeranno più accessibili con l’introduzione di nuovi modelli“. Il riferimento è all’arrivo sul mercato di modelli nei segmenti A e B, a prezzi di listino inferiori ai 25.000 e 20.000 euro, puntando sulla diffusione delle batterie LFP, notoriamente più economiche rispetto alle NMC.

Un 2025 che si prospetta molto dinamico nella calibrazione dell’offerta, “dal punto di vista degli OEM, il monitoraggio mensile delle emissioni di CO2 tornerà ad essere una parte cruciale dell’analisi e della strategia di mercato”.

CREDITI GREEN 

C’è, però, un altro scenario che affianca l’aumento del mix di vendite con auto elettriche, ibride plug-in e full. Si tratta dei famigerati crediti, con un mercato che potrebbe tornare per compensare lo sforamento della media di emissioni.

Leggi anche: Le emissioni di Co2 in Europa non diminuiscono abbastanza

Un mercato dei certificati green, acquistati dai Gruppi che necessitano di rientrare delle emissioni di CO2 oltre la soglia limite, ha già portato nel 2021 all’accordo tra FCA, Tesla e Honda, ad esempio. Un affare, quello della vendita dei crediti, valso a Tesla oltre 1 miliardo di euro. Stellantis, come dichiarato da Tavares lo scorso luglio, non avrà problemi a rispettare la quota limite del 2025. 

EMISSIONI MEDIE, COME STANNO I COSTRUTTORI?

Nell’elenco dei primi dieci gruppi automobilistici al mondo, Stellantis si ritrova con una media di emissioni di CO2 pari a 113 g/km, di fatto allineata ai 114 g/km dell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Fanno meglio Hyundai e Daimler, entrambi a 108 g/km, il Gruppo BMW a 106 g/km, Toyota a 105 g/km e, ovviamente, Tesla.  Mix di vendite da riequilibrare in modo più marcato, invece, per Volkswagen (123 g/km) e Ford (125 g/km) verso l’obiettivo del 2025.

emissioni medie co2 costruttori 2024 2025

Dall’analisi Dataforce, attualmente solo Saic con il marchio MG e Geely possono vantare una media di emissioni di CO2 sulle vendite europee già sotto i 94 g/km.

Osservando l’incremento dei volumi e la quota di mercato per tipologia di alimentazione, rilevati nel primo semestre del 2024, c’è la rappresentazione plastica di vendite delle elettriche ferme al palo e della contrazione in unità delle PHEV.

Crescita del mercato europeo (misurato nell’area dei 29 Paesi) rispetto al primo semestre del 2023 che è valsa +243 mila auto, con un apporto prevalente delle ibride (+130 mila unità) e delle termiche benzina e diesel (+107 mila unità). Appena 6.000 elettriche in più, mentre le PHEV segnano una contrazione di 14.000 esemplari. Un quadro che tra 12 mesi dovrà assumere tutt’altre tinte per evitare le multe.

vendite auto europa alimentazione 2024

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