Intorno ai prezzi di listino, prima di battezzare un certo modello come più o meno “caro”, sarebbe il caso di sfogliare attentamente i contenuti e le dotazioni presenti. Perché, non sempre la versione meno costosa di un dato modello è, a conti fatti, la più conveniente per contenuti offerti. La premessa è necessaria per arrivare alle valutazioni di Olivier François, durante il Salone di Bruxelles, relative alle mosse future di Fiat e l’obiettivo di riportare sul mercato un modello a meno di 15 mila euro.
Intervistato da Auto Infos, il responsabile, tra gli altri, del marchio Fiat ha sottolineato come “la priorità sia la sostituzione della Panda con un modello più piccolo, più semplice, molto meno caro e che sia nello spirito della prima Panda, quella del 1980”. Il tutto con una proposta sia di motori termici che elettrici.
FIAT PANDA, ESSENZIALE COME L’ORIGINALE
Attualmente la Pandina è un modello che parte da 15.950 euro in allestimento Pop, un entry level che manca finanche dell’autoradio, avendo solo la predisposizione. Offre, però, il climatizzatore, i sensori di parcheggio posteriori, la frenata d’emergenza e il mantenimento attivo di corsia. Contenuti già molto, molto essenziali per le esigenze dell’automobilista del 2026 e su un progetto che, pure rinnovato nel 2024 con l’adeguamento dell’infotainment, risulta ormai datato e introdotto sul mercato per la prima volta nel 2013.
Approfondisci le novità Fiat attese quest’anno
La produzione a Pomigliano d’Arco è stata assicurata fino almeno al 2027 con l’attuale generazione, dopodiché sarà la volta dell’erede, realizzata su architettura STLA Small e con le caratteristiche anticipate da François.
PREZZI ACCESSIBILI E DOTAZIONI NECESSARIE: LE FORTUNE DACIA
Una Fiat che torni a essere brand con una gamma di modelli dai prezzi accessibili, inevitabilmente finisce per avere un metro di paragone e un rivale in Dacia, che della mobilità accessibile e con modelli la cui dotazione ha tutto il necessario, con pochi fronzoli, ha fatto (e continua a fare) le proprie fortune sul mercato.
FIAT 600 NON IBRIDA
Il tentativo di ampliare l’offerta di prodotto e ridurre i prezzi di listino vedrà già quest’anno il lancio di una versione entry level della Fiat 600, caratterizzata dal cambio manuale 6 marce, abbinato alla versione non mild hybrid del motore 1.2 litri. Il listino del crossover urbano parte da 25.850 euro con l’unità da 110 cavalli, mild hybrid e cambio doppia frizione 6 marce. Sui modelli che Fiat declina sia in versione mild hybrid che unicamente termica, vedi la Grande Panda, il delta di prezzo è di poco inferiore al 10%, pertanto potremmo accogliere una 600 turbo benzina con cambio manuale a partire da circa 23.500 euro. Stime.
Leggi anche: Fiat ripropone il multispazio, arriva Qubo L
GIGAPANDA E LA FASTBACK: LE FIAT “GRANDI”
Prima che arrivi l’idea di nuova Pandina economica, l’ampliamento della gamma passerà da modelli più spaziosi, sempre inseriti nella famiglia Grande Panda. Quest’anno scopriremo sia la versione suv, il progetto Giga Panda tecnicamente affine a C3 Aircross per contenuti, che un modello dalla carrozzeria insolita, una coda fastback su linee da berlina rialzata e posizionamento nel segmento C.
Per intenderci, nella sfida a distanza che si può prefigurare tra Fiat e Dacia, una formula simile verrà proposta dal marchio del Gruppo Renault dopo l’espansione prodotta con Bigster, sotto forma di una berlina compatta. Senza dimenticare l’offerta Dacia Jogger.
PROGETTI GLOBALI
La possibilità di offrire sul mercato nuovamente dei modelli meno cari, passa da un lato dalle sinergie di prodotto che Fiat potrà sviluppare tra i vari mercati, in particolare con un focus sul Sudamerica, unica regione nella quale le vendite del marchio sono solide, in un contesto, invece, europeo, nel quale la quota di mercato nel 2025 è stata di poco superiore al 2% e, di fatto, dimezzata negli ultimi 10 anni. Auto globali, progetti globali ma “personalizzati” sulle specifiche esigenze dei clienti regionali. In tal senso, la Grande Panda sbarcherà in Sudamerica, diventando Argo, mentre un pick-up come Strada potrebbe compiere il percorso inverso.
LA PROVOCAZIONE: VELOCITÀ LIMITATA E MENO ADAS
Un altro aspetto rilevante sul contenimento dei costi è relativo agli adempimenti normativi che i costruttori devono osservare. François, in modo in parte provocatorio, si è interrogato se non sia opportuno limitare la velocità delle auto piccole, dall’impiego urbano, ad andature da Codice della strada. Così facendo, con un limite, ad esempio, ai 120 km/h – media tra i diversi limiti di velocità previsti nei diversi Paesi europei -, si potrebbe fare a meno di alcuni Adas che necessitano di sensori costosi.
“Riteniamo che con tutte queste norme, la porzione più insostenibile ricada sulle citycar e le utilitarie, perché sono tutte auto piccole, democratiche e poco costose, acquistate da giovani per gli spostamenti quotidiani in città. Vengono guidate a velocità molto inferiori. Faccio fatica a capire perché dobbiamo installare tutto quest’hardware costoso: sensori, camere, riconoscimento della segnaletica. È tutto un po’ inadeguato, folle e ha contribuito a innalzare il prezzo medio di una citycar del 60% negli ultimi 5-6 anni. Non credo che le citycar del 2018 o 2019 fossero estremamente pericolose. La nostra proposta era letteralmente quella di fare un po’ un passo indietro dal sovraccaricare le auto di hardware costoso”, le parole di François, che si è detto pronto a limitare la velocità massima a 120 km/h. “La velocità media massima di legge in Europa è 118 km/h, andare oltre è spesso illegale e gran parte dei radar, degli Adas sono stati sviluppati per auto che vanno ben oltre questi limiti. Sarei felice di limitare la velocità delle mie citycar, delle auto piccole, alla velocità massima di legge”.
Una visione contestabile, quella della riduzione degli ausili alla guida su auto a vocazione strettamente urbana. Dove, anzi, sarebbe opportuno introdurre dei supporti oggi non ancora obbligatori, come la frenata d’emergenza agli incroci, in uscita dai parcheggi in retromarcia e l’alert prima di scendere dall’auto per evitare incidenti con ciclisti o motociclisti in ambito urbano.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.
