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Fiat “ferma” anche la Panda: ora cosa succede?

Fiat “ferma” anche la Panda: ora cosa succede?
Stellantis sospenderà a novembre la produzione di vetture in tre stabilimenti italiani, ma non è una novità e i numeri in calo non sono il vero motivo

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Non solo la temporanea chiusura di Mirafiori. Stellantis ha annunciato che il prossimo mese sospenderà temporaneamente le attività di alcune fabbriche di assemblaggio e motori in Italia, tra cui quelle legate alla produzione della Fiat Panda.

Questo stop, che riflette le difficili condizioni di mercato attuali, avverrà tra l’11 e il 29 novembre nei siti produttivi di Pomigliano d’Arco, Termoli e Pratola Serra. Ma non è la prima volta che succede.

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LA PANDA E I NUMERI IN CALO

Un segnale preoccupante di questa situazione si riflette nei dati di vendita della Panda in Europa. Le vendite del modello sono crollate, passando dalle 6.505 unità vendute nell’agosto del 2023 a sole 3.873 nello stesso mese del 2024, secondo i dati forniti da Dataforce.

Il calo di domanda non riguarda solo la Panda, ma anche il più ampio contesto dell’industria automobilistica europea in questo periodo ancora più sofferente del solito in molti paesi europei, tra cui la Germania.

Inoltre, Stellantis deve fare i conti con un eccesso di scorte negli Stati Uniti, una situazione che ha portato l’azienda a rivedere al ribasso le sue previsioni di profitto e flusso di cassa.

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TRA REGOLE EUROPEE E TRADIZIONI

Non è però una novità: quasi ogni anno Fiat/Stellantis interrompe per qualche periodo la produzione a Pomigliano o in qualche altro stabilimento, ogni volta per un motivo diverso. Per esempio, qualche anno fa la scusa era la crisi dei chip. Sì, sulla Panda.

C’è anche da dire, comunque, che le nuove normative europee sulle emissioni, ben più stringenti, hanno dato il colpo di grazia. Ci sono multe ben più salate rispetto a quelle attuali per le auto endotermiche vendute, e se non si raggiunge una determinata quota di auto elettriche.

Per questo, Stellantis ha detto che per far fronte a questa cosa, dovrà vendere (e quindi produrre) meno vetture endotermiche, cercando di spingere quelle elettriche. Da qui, la decisione prematura di sospendere per un po’ la produzione di quella che, lo ricordiamo, è comunque l’auto più venduta in Italia.

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