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Firenze, il Tar dà ragione al Comune: monopattini vietati dal 1° aprile 2026

Firenze, il Tar dà ragione al Comune: monopattini vietati dal 1° aprile 2026
Il Tar della Toscana dà ragione a Palazzo Vecchio: Firenze abolirà i monopattini in sharing. Una scelta nel nome della sicurezza e contro i parcheggi selvaggi.

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Firenze è la prima città italiana a dismettere i monopattini elettrici in sharing, seguendo l’esempio di altre capitali europee come Parigi (già dal 2023) e Madrid (dal 2024), che hanno adottato misure analoghe. Il Comune ha annunciato l’intenzione di potenziare altri servizi di mobilità condivisa, tra cui biciclette, auto e scooter.

Leggi Anche: Ma quanti incidenti si fanno (davvero) con i monopattini in share?

Il Tar della Toscana ha respinto l’istanza cautelare presentata da Bird, azienda americana leader nella micromobilità, contro la delibera del Comune. Tutto confermato: lo sharing nel capoluogo toscano sarà bandito. Una scelta che fa anche da precedente per altre Amministrazioni.

Niente più monopattini in sharing dal 1° aprile 2026

La decisione, formalizzata con la firma dall’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, prevede la conclusione delle sperimentazioni (prorogate in due occasioni) a partire dal 1 aprile 2026.

In una nota ufficiale, l’amministrazione comunale ha indicato due motivazioni principali alla base del provvedimento: l’evoluzione del quadro normativo nazionale e l’utilizzo non sempre corretto ed efficiente dei dispositivi da parte degli utenti (l’amministrazione fiorentina evidenzia inoltre comportamenti scorretti diffusi tra gli utenti, tra cui l’utilizzo dei mezzi in due persone, la circolazione contromano e il parcheggio irregolare sui marciapiedi, fenomeni riscontrati anche in molte altre grandi città).

Dal novembre 2024 infatti il Governo ha equiparato i monopattini elettrici, almeno in parte, ai ciclomotori, introducendo l’obbligo di casco, targa e assicurazione di responsabilità civile (sebbene i decreti attuativi per gli adempimenti siano stati approvati solo nell’estate successiva, rendendo complessa l’applicazione uniforme delle regole, sia per i mezzi privati sia per quelli in sharing).

Secondo il Comune, l’assenza di punti di ritiro e riconsegna fissi per i monopattini condivisi rende di fatto impossibile garantire il rispetto dell’obbligo del casco, configurando una “potenziale violazione sistematica del Codice della strada, non accettabile per la sicurezza urbana e stradale”.

Le aziende del settore segnalano da tempo che non esiste un sistema efficace per fissare i caschi ai mezzi, circostanza che a Firenze ha costretto, all’inizio dell’anno, la società RideMovi a sostituire centinaia di caschi rubati o danneggiati. Le tre società attive in città, ovvero RideMovi, Bit e Bird, hanno criticato la decisione dell’amministrazione, lamentando la mancanza di un confronto volto a individuare soluzioni condivise.

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