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Flotte aziendali: quali ibride plug-in superano davvero i 100 km in elettrico (WLTP)?

Flotte aziendali: quali ibride plug-in superano davvero i 100 km in elettrico (WLTP)?
Oltre 100 km in elettrico (WLTP) significa meno carburante e più efficienza nella quotidianità. Ma la condizione è una: ricaricarle. Qui trovi i modelli più interessanti e come sceglierli senza sbagliare.

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Per molto tempo, per chi gestisce una flotta aziendale la risposta “facile” è stata il diesel: consumi prevedibili, autonomia elevata, tempi di rifornimento imbattibili. Oggi però lo scenario è cambiato. Le ibride plug-in ad autonomia estesa – cioè quelle capaci di percorrere oltre 100 km in elettrico secondo il ciclo WLTP – stanno diventando una scelta sempre più credibile, perché mettono insieme due esigenze che in azienda contano davvero: ridurre i costi d’uso e abbassare l’impatto ambientale, senza rivoluzionare l’operatività quotidiana.

Il punto non è “fare greenwashing”. Il punto è che, se usate correttamente, queste plug-in riescono a viaggiare per gran parte del tempo come un’elettrica: in città e nei tragitti tipici casa-ufficio-clienti si può spesso procedere a batteria, lasciando al motore termico il compito di intervenire quando serve autonomia, velocità e flessibilità.

Perché le plug-in “da 100 km” interessano alle flotte

Le plug-in non sono tutte uguali. I modelli con 40–60 km elettrici, pur utili, spesso non cambiano davvero la vita di una flotta: se il driver ha giornate piene e percorsi variabili, la batteria si esaurisce in fretta e l’auto torna a comportarsi come un’ibrida pesante. Le PHEV con autonomia elettrica superiore ai 100 km, invece, alzano l’asticella:

  • Coprono una giornata tipo per molti utilizzatori (o gran parte di essa), se l’auto parte carica.
  • Ridimensionano i costi di rifornimento in carburante (con un occhio attento ai costi di ricarica).
  • Permettono all’azienda di elettrificare la flotta in modo graduale, con vantaggi anche di natura fiscale e regolatoria a seconda del contesto.
  • Sono una valida alternativa ai diesel sempre meno centrali nelle car list.

C’è però una condizione decisiva: vanno ricaricate. Una plug-in non ricaricata è un’auto che si porta dietro una batteria pesante senza sfruttarla: consumi e benefici, inevitabilmente, si allontanano da quelli promessi.

Come farle rendere davvero

La resa di una plug-in in flotta dipende meno dal modello e più dall’organizzazione. Tre leve pratiche fanno la differenza:

  1. Un punto di ricarica “fisso” (in sede, nel box del driver, o in un parcheggio convenzionato).
  2. Una policy semplice: quando ricaricare, come rimborsare l’energia, come usare le colonnine.
  3. Un minimo di controllo: non per “punire”, ma per capire se l’auto sta lavorando come dovrebbe (quota km in elettrico, consumi, ricariche).

Con questo in mente, ecco cinque modelli che superano i 100 km di autonomia elettrica dichiarata WLTP e che, per impostazione tecnica e posizionamento, possono avere senso in una flotta.

Audi Q3 e-hybrid

È la classica scelta “premium razionale”: dimensioni da SUV compatto, dotazioni complete e un sistema plug-in pensato per essere sfruttato davvero anche fuori sede grazie alla ricarica in corrente continua.

La Q3 e-hybrid è spinta dal 1.5 turbo benzina abbinato al motore elettrico, con una potenza di sistema di 272 CV. Il cuore del sistema è la batteria ad alta densità da 19,7 kWh netti, che secondo i dati dichiarati consente un’autonomia in elettrico di circa 120 km.
Sul fronte ricarica, oltre all’AC fino a 11 kW, c’è la possibilità di collegarsi anche in DC fino a 50 kW, con passaggio dal 10 all’80% in meno di 30 minuti. Interessante anche la dichiarazione sui consumi a batteria scarica: 6 l/100 km nella condizione più sfavorevole.

BYD Seal 6 DM-i

Tra le “super ibride” in arrivo non ci sono solo SUV. La Seal 6 DM-i è proposta anche in versione station wagon oltre che berlina, con un’impostazione tecnica che punta a far funzionare l’auto per la maggior parte del tempo come un EV, grazie alla gestione intelligente del sistema ibrido.

La tecnologia è la Super Hybrid DM (Dual Mode) di BYD, con un motore a benzina 1.5 Xiaoyun da 98 CV abbinato a un’unità elettrica da 197 CV e a una batteria da 19 kWh. In ricarica, accetta fino a 6,6 kW in corrente alternata e 26 kW in continua. L’autonomia puramente elettrica dichiarata arriva a 105 km.

Mercedes GLC 300 de

Qui la ricetta è particolare e, per certi profili, ancora molto interessante: plug-in sì, ma con turbodiesel. La GLC 300 de è pensata per chi fa tanti chilometri ma non vuole rinunciare né alla guida in elettrico (quando possibile) né all’autonomia da grande viaggiatrice.

È proposta con trazione integrale 4Matic e cambio automatico a nove marce, e sviluppa una potenza complessiva di 333 CV. La batteria è ricaricabile anche in DC fino a 60 kW, con tempo dichiarato 10–80% in 20 minuti. L’autonomia elettrica arriva fino a 130 km e in modalità elettrica la velocità massima è 140 km/h. Da scheda tecnica: 0–100 km/h in 6,4 secondi e 217 km/h di velocità massima.

MG HS PHEV

MG punta su una formula molto concreta: SUV spazioso e autonomia elettrica omologata WLTP oltre i 100 km, con un sistema plug-in pensato per rendere l’elettrico una parte consistente dell’utilizzo.

La HS PHEV è spinta da un 1.5 turbo benzina abbinato a un motore elettrico alimentato da una batteria agli ioni di litio da 21,4 kWh. A supporto, è previsto un secondo motore elettrico di trazione da 135 kW (184 CV), oltre a un moto-generatore che contribuisce ad alimentare il sistema e a gestire la batteria.

Omoda 7 SHS-P

Omoda 7 SHS-P (Super Hybrid System Plug-in Hybrid) è un altro SUV ad autonomia estesa che dichiara numeri importanti, soprattutto in modalità elettrica. La chiave è l’architettura con due motori elettrici: uno di trazione e uno dedicato alla ricarica della batteria, abbinati a una batteria Litio-Ferro-Fosfato (LFP).

Il motore benzina è un 1.5 TGDI a ciclo Miller da 143 CV, affiancato da un motore elettrico di trazione da 204 CV e da un secondo motore elettrico da 82 CV dedicato alla ricarica. La batteria è da 18,4 kWh, la potenza di sistema è 279 CV e l’autonomia elettrica dichiarata arriva a 128 km WLTP. Omoda dichiara inoltre un’autonomia complessiva superiore a 1.200 km e un consumo omologato di 2,3 l/100 km.

Leggi Anche: Primo contatto Omoda 7 SHS-P. Alla conquista delle flotte

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