Attenzione alle persone, sostenibilità e una visione chiara delle trasformazioni che stanno ridefinendo il settore: così Fratelli Giacomel ha potuto chiudere il 2025 con un fatturato globale di 478 milioni di euro, in rialzo del 13%, ma soprattutto avviare un 2026 già in crescita del 42% nel primo trimestre, segnando uno dei migliori avvii nella storia dell’azienda.
Dietro i risultati economici c’è una strategia che ha permesso all’azienda di consolidare il proprio ruolo di riferimento nel panorama automotive italiano, affrontando con fiducia le sfide del mercato. Ne abbiamo parlato con il direttore generale, Alberto Giacomel, che ci ha raccontato come si diventa il “dealer delle flotte”.
L’intervista ad Alberto Giacomel
Come sta andando il mercato, tra retail e B2B?
Il 2026 sta registrando una fortissima crescita del fatturato per Fratelli Giacomelli: siamo oltre il 40% di incremento rispetto ai primi cinque mesi del 2025. Questo è il frutto di una quota importante di ordini acquisiti nella seconda parte del 2025, soprattutto lato flotte. Il primo semestre del 2025 si era infatti un po’ fermato, in attesa di metabolizzare le variazioni sulla tassazione dei benefit. È stato un semestre scarico di ordini, recuperato con gli interessi nel secondo semestre, e il trend positivo prosegue anche nei primi cinque mesi del 2026.
La forte crescita è trainata soprattutto da alimentazioni plug-in e 100% elettrico, che beneficiano appieno della detassazione legata ai beni aziendali. Il comparto B2B va quindi molto bene: lavoriamo con tutti i principali noleggiatori e, come vedremo, stanno chiedendo servizi sempre più evoluti rispetto al passato.
Per quanto riguarda il retail, bene fino a marzo, con una leggera flessione ad aprile e maggio. Le incertezze internazionali non stimolano certi acquisti di peso, soprattutto per il ceto medio. Il brand Audi, posizionato su un taglio medio-alto, risente meno di queste dinamiche, mentre i segmenti più generalisti accusano un impatto un po’ più marcato. Anche l’usato segna una lieve calma, ma nel complesso il bilancio è positivo, anche grazie alla storica solidità nel canale flotte, in cui abbiamo investito fin dai primi anni ’90, quando nasceva il noleggio a lungo termine.

Quali sono i progetti per il futuro?
Il 2026 è il primo anno in cui tutte le nuove filiali sono operative a regime. La sede di Milano, inaugurata a fine ottobre 2025, è l’ultima in ordine temporale e ha già iniziato con un buon slancio, grazie anche ai nuovi modelli Audi. C’era una forte domanda nella zona, in particolare da parte delle aziende vicine a Fondazione Prada e al polo fashion, che richiedono servizi di mobilità e assistenza di qualità. Anche la nuova filiale ampliata di San Martino Siccomario a Pavia è ora pienamente operativa.
La novità più rilevante riguarda però il nuovo hub logistico e di consegna che stiamo pianificando presso la nostra sede principale di Assago. Saranno necessari dai 18 ai 24 mesi, quindi sarà pronto tra fine 2027 e il 2028: una struttura con 600 posti auto e un’area dedicata esclusivamente alle consegne, in particolare per le flotte.
Il ruolo del concessionario è cambiato: cosa chiedono oggi i noleggiatori?
I noleggiatori stanno integrando sempre più servizi con i dealer partner. Stanno cercando touchpoint comuni legati al remarketing dell’usato, ma soprattutto stanno chiedendo con forza due cose: brand experience e consegna delle vetture direttamente ai propri clienti finali.
La fase della consegna è oggi fondamentale e non può essere vanificata. Poco importa con quale modalità il cliente acquisti il veicolo — privato, flotta, finanziamento, leasing o noleggio — l’esperienza deve essere all’altezza del brand. Il driver viene trattato esattamente come un cliente: gestione del consenso privacy, attivazione delle app di connettività, consegna personalizzata.
Su 100 ordini ricevuti da un concessionario, almeno il 40% deve essere garantito con una brand experience completa presso la sede. E questa quota sembra destinata a crescere fino al 50%. Chi vuole sviluppare il canale flotte deve strutturarsi per rispondere a questa domanda.
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Un fenomeno recente o di lunga data?
L’input arriva sia dalle case madri sia dai noleggiatori. Le case automobilistiche si erano già messe a disposizione, insieme ai principali player del noleggio, per offrire questo servizio alla rete almeno otto-dieci anni fa. All’epoca non fu colto immediatamente, ma negli ultimi due anni la richiesta è cresciuta costantemente, fino a esplodere nel secondo semestre del 2025.
Questo vale soprattutto per i brand premium, ma non solo: anche i marchi più generalisti stanno andando nella stessa direzione. La complessità tecnologica dei veicoli — elettronica, connettività, aggiornamenti da remoto — rende necessario un momento di spiegazione e accompagnamento, a prescindere dal segmento.
E il post-vendita?
Le case madri, già da qualche tempo, stimolano i noleggiatori a far transitare i veicoli attraverso la rete ufficiale, offrendo agevolazioni per gli interventi in officina. Alcuni noleggiatori hanno risposto parzialmente, altri con più convinzione. Con la fine del 2025 abbiamo chiuso convenzioni anche con i player che in passato erano più reticenti.
Il punto è semplice: un concessionario ufficiale conosce il prodotto come nessun altro. Esistono operatori indipendenti eccellenti, ma non potranno mai avere lo stesso livello di conoscenza specifica. Alcuni clienti sono disposti a pagare un piccolo incremento nel canone di noleggio per accedere a un servizio premium. Abbiamo anche casi di driver che, nell’ambito del car policy aziendale, hanno scelto una vettura di segmento leggermente superiore, pagando qualcosa in più in busta paga, proprio perché dietro a quel brand c’è un concessionario di fiducia. La tranquillità ha un valore.
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Cosa chiede oggi il cliente finale?
C’è un’esigenza crescente che il concessionario vada a colmare servizi che il noleggiatore non sempre può offrire direttamente: noleggio a breve termine, test drive in loco per spiegare e far provare il prodotto agli utilizzatori aziendali, servizi logistici dedicati, pick-up and delivery. Un concessionario strutturato sulle flotte deve essere in grado di completare l’offerta di mobilità dell’azienda cliente a 360 gradi.
Come anticipazione: ogni due o tre anni organizziamo un evento — i nostri Fleet Experience Day— in cui invitiamo un parterre di aziende importanti a valutare la qualità dei servizi dei noleggiatori. Quest’anno, visto il trend, aggiungeremo per la prima volta una categoria dedicata ai concessionari. Sarà l’occasione per capire insieme ai clienti cosa funziona e dove si può migliorare — con una parte di responsabilità dei noleggiatori e una parte di responsabilità dei dealer — perché i clienti vogliono informazioni continue sullo stato dei loro ordini e un interlocutore affidabile lungo tutto il percorso.
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