Dopo la presentazione alla stampa del rapporto Aniasa a Milano lo scorso maggio e di cui potete leggere il report qui, Rapporto Aniasa: il noleggio fa il 34% delle immatricolazioni, ma preoccupano gli obblighi UE sull’elettrico, l’associazione confindustriale, come di consueto, ha voluto incontrare tutta l’Industria che rappresenta anche a Roma, con un incontro aperto da un video-messaggio del Ministro dei trasporti Matteo Salvini (di cui potete leggere qui: Elettrificazione totale delle flotte, Salvini: “Infattibile, serve approccio flessibile”). I temi affrontati sono i soliti: i numeri, positivi, del settore e le preoccupazioni di un business che continua a crescere ma che, malgrado la “fedeltà” fiscale, viene continuamente vessato da “una stratificazione normativa che rende il settore dubbioso a causa di un bulimismo normativo, che rende difficile alle aziende programmare”, le parole del presidente della Associazione confindustriale Italo Folonari (foto sotto con Filomena Greco del Sole 24 Ore).

Aniasa&Bain: ci vogliono oltre 11 stipendi per poter comprare un’auto
A completare la ricerca presentata a Milano dal titolo emblematico “Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l’uscita di strada” dove Gianluca Di Loreto ha sottolineato come le stime di tutte le società di consulenza – compresa la sua! – sul mondo della mobilità siano risultate errate nel corso degli anni – dai Segway ai monopattini, dal car sharing alla completa elettrificazione dei parchi auto europei alla previsione che le auto si venderanno online (leggi qui: Le previsioni sulla mobilità? Tutte sbagliate. Per azzeccarci bisogna ascoltare il cliente) – il partner del colosso della consulenza mondiale ha anche proposto in anteprima una ricerca su oltre 12 mila consumatori di diversi paesi, dove i risultati sono piuttosto simili, in particolare sull’interazione tra “on e offline” nell’acquisto dell’auto: ebbene sì, in tutto il mondo l’auto si preferisce acquistarla in concessionaria e non in Rete.

Con l’Italia a soffrire di una grande dicotomia tra prezzi delle auto, salite del 52% dal 2013 a oggi, mentre il reddito familiare è cresciuto soltanto del 29%. E questo malgrado “Gli italiani continuino ad avere bisogno dell’auto per i propri spostamenti, ma acquistare una vettura nuova è sempre più difficile. Oggi servono mediamente 11 mensilità di stipendio per comprare un’auto, contro le 5 necessarie nel 2000 (includendo anche gli introiti da capitali, ndr)” sottolinea Di Loreto, e perciò “il 59% posticipa il ricambio della propria vettura“. Per tornare a valutare l’acquisto di un’auto, gli italiani indicano tre leve principali: incentivi pubblici (30%), sconti sui prezzi di listino (26%) e maggiore flessibilità finanziaria (12%).

Lo studio evidenzia inoltre una forte correlazione tra diffusione delle vetture ricaricabili e reddito disponibile: le regioni con il PIL pro capite più elevato, in particolare nel Centro-Nord e soprattutto Lombardia e Veneto, sono anche quelle che registrano la maggiore penetrazione di veicoli elettrificati.
“L’indagine conferma un dato sempre più evidente: gli italiani continuano ad avere bisogno dell’auto, ma sempre più spesso faticano a sostenerne i costi di acquisto e gestione. In un contesto caratterizzato da prezzi in forte crescita e da una diffusa incertezza economica, il noleggio rappresenta una soluzione concreta che consente ai cittadini di mantenere la propria mobilità con costi certi e programmabili nel tempo, potendo disporre dell’auto più adatta alle proprie esigenze in modo semplice, flessibile e trasparente”, il commento di Italo Folonari.
Aniasa&Bain: gli italiani si spostano in auto
Infatti secondo l’indagine Aniasa-Bain&Company l’auto continua a essere il principale strumento di spostamento degli italiani: il 76% del campione dichiara di utilizzarla abitualmente, davanti al trasporto pubblico (52%) e allo scooter (50%). Le soluzioni di sharing (13%) e la mobilità “leggera” mantengono invece un ruolo prevalentemente occasionale.
“I dati” confermano come il gap tra valore percepito e capacità d’acquisto si stia allargando e si rifletta nel comportamento concreto dei consumatori. Il rinvio dell’acquisto non è un segnale di disinteresse, ma la risposta razionale a un contesto di incertezza economica e a un’offerta che fatica a intercettare i segmenti di domanda più sensibili al prezzo. Questo cambiamento richiede risposte strutturali: nuovi modelli di accesso, maggiore flessibilità finanziaria, e un ripensamento della gamma verso segmenti più accessibili. Per i player del settore, la sfida non è più solo tecnologica: è quella di riportare l’auto alla portata di una platea più ampia di famiglie italiane”. conclude il Partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive della società.
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