Sul terreno del time to market e dell’innovazione sui motori elettrificati, i costruttori cinesi hanno messo pressione a un’industria automobilistica europea che, fino a pochi anni fa, aveva bisogno di almeno 3 anni per tradurre un concept car in modello di serie. I cinesi, al confronto, in meno di 2 anni sono in grado di portare una vettura dal “foglio da disegno” al mercato ed è un know how che gli europei hanno imparato a usare, affidando parte dello sviluppo ai partner che operano all’ombra della Grande Muraglia. Vedi Renault con nuova Twingo.
LA RAPIDITÀ DI SVILUPPO DELLE CASE CINESI
Una capacità sostenuta dall’ormai nota schiera di ingegneri, nell’ordine delle diverse migliaia, sulle quali diverse case cinesi dichiarano di poter contare, oltre al ricorso intenso a strumenti di simulazione in ambiente virtuale per condurre la fase di ricerca, sviluppo, fino alla validazione del progetto. Capacità tecniche che non mancano ai big europei, eppure, a Pechino e dintorni l’efficacia nell’arrivare in fretta sul mercato è maggiore. Quale sarà, se ci sarà, il costo sul medio periodo, in termini di affidabilità misurata nell’uso quotidiano, sarà un giudizio per il quale non manca molto.
VELOCITÀ E QUALITÀ SUL LUNGO TERMINE
Se sul lungo periodo, in un ciclo di vita di un’auto che, realisticamente, vista dalla prospettiva italiana, deve considerare i 10 anni come un normale orizzonte temporale di uso, la rapidità sul piano dello sviluppo può tradursi in un decadimento della qualità. Con un’accortezza: i maggiori tempi di sviluppo dei player europei non li ha resi affatto esenti da gravi carenze ingegneristiche. Tutt’altro. Men che meno da cadute evidenti, anche di marchi premium, sulla qualità percepita.
La premessa serve a introdurre la posizione espressa dal presidente di Geely Automobile, Li Shufu, che al China Automotive Chongqing Forum ha ammonito dal pericolo per la sostenibilità di una casa automobilistica della progettazione e produzione in stile “fast food”. Valutazioni che si inseriscono in un contesto nel quale il ciclo vitale di un modello, la permanenza sul mercato di una generazione, è collocato sugli 8 anni e, nel caso dei modelli termici, è destinato a estendersi con molteplici aggiornamenti, per sostenere una duplice offerta termico-elettrico, riducendo l’impegno di costi sullo sviluppo di nuove generazioni riprogettate dalla A alla Z.

SVILUPPO E TEST RIGOROSI
“Quando si tratta di prodotti automobilistici, che riguardano la vita delle persone, dobbiamo sapere di cosa si tratta e perché; non possiamo produrre automobili basandoci solo sui concetti di velocità e immediatezza. Le automobili sono beni durevoli e di alto valore che richiedono rigorosi test durante tutto il loro ciclo di vita. Adottare una filosofia di produzione simile a quella del fast food comporterà rischi operativi irreversibili”, ha ammonito. Da qui, la direzione che Geely Automobile Holding – che controlla i marchi Volvo, Lotus, Zeekr, solo per citarne alcuni, oltre a smart con Mercedes – seguirà, già prevista, sulle future operazioni, con lo spostamento di risorse finanziarie maggiormente verso la Holding, per sostenere l’espansione globale e con l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile del Gruppo.
Snellimento della governance e delle operazioni amministrative a parte, chiusura delle attività produttive considerate in eccedenza, sono solo alcuni passaggi alla base di una direzione che vedrà Geely Automobile impegnarsi sulla ricerca tecnologica indipendente, per garantire la sostenibilità dell’attività sul mercato. Spingere sulla differenziazione tecnologica autentica – con la relativa tutela della proprietà intellettuale – è l’unica via di crescita sostenibile sul lungo termine, ha indicato Li Shufu.
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