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Il 94% dei conducenti professionisti vorrebbe l’AI a bordo per la sicurezza, anche attraverso dash cam

Il 94% dei conducenti professionisti vorrebbe l’AI a bordo per la sicurezza, anche attraverso dash cam
Ma serve ancora fare formazione: troppi autisti temono il rischio di estrapolazione dei filmati dal contesto (38%) all’uso disciplinare dei dati (34%) fino ai dubbi sulla loro sicurezza (34%).

IN QUESTO ARTICOLO

Una nuova ricerca paneuropea condotta da Geotab, e presentata durante l’evento Mobility Connect il 22 ottobre in Lussemburgo, fotografa un cambiamento significativo nell’approccio dei conducenti professionisti alla tecnologia di bordo. L’87% degli autisti europei vorrebbe a bordo dei propri mezzi strumenti basati sull’intelligenza artificiale in grado di fornire un coaching vocale immediato, piuttosto che sistemi di registrazione tradizionali che archiviano i filmati per una revisione successiva.

In Italia l’entusiasmo per queste soluzioni è ancora più marcato: il 94% dei conducenti si dichiara favorevole all’adozione di dash cam intelligenti, una percentuale superiore di sette punti rispetto alla media europea.

“I dati dimostrano che i conducenti sono pragmatici e lungimiranti – ci spiega Edward Kulperger, Senior Vice President EMEA di Geotab – La tensione tra privacy e protezione è reale, ma può essere superata grazie a una comunicazione chiara sui benefici concreti. Non si tratta di controllare, ma di costruire sicurezza e fiducia“.

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Il delicato equilibrio degli autisti tra privacy o protezione

L’indagine (che ha coinvolto oltre 3.500 autisti professionisti in sette Paesi europei, di cui 500 in Italia) evidenzia un nodo cruciale: la difficile mediazione tra tutela della privacy e sicurezza personale.

Il 92% degli intervistati europei manifesta perplessità sull’uso delle telecamere in cabina, ma la stessa quota ammette che supererebbe tali riserve qualora le riprese potessero dimostrare l’assenza di colpa in caso di incidente. Un atteggiamento ancor più pragmatico si riscontra in Italia, dove il 95% degli autisti sarebbe disposto ad accettare le telecamere a bordo se queste potessero tutelarli in caso di sinistro.

Gli autisti della Penisola si dimostrano più propensi all’innovazione rispetto ai colleghi europei, ma non senza riserve. Le dash cam vengono valutate positivamente soprattutto per il loro impatto pratico: il 44% ne riconosce il valore nella gestione delle pratiche assicurative, il 43% nella dimostrazione dell’assenza di colpa e un ulteriore 43% nel miglioramento dello stile di guida tramite coaching.

Accanto a questi benefici emergono però diverse preoccupazioni. I principali timori riguardano la possibile errata interpretazione dei filmati (38%), la sfiducia del datore di lavoro (36%) e le questioni legate alla privacy degli altri utenti della strada (32%).

Infografica: Geotab

Bisogna fare formazione

Lo studio evidenzia anche un chiaro gap educativo a livello europeo. Le resistenze verso le dash cam – dal rischio di estrapolazione dei filmati dal contesto (38%) all’uso disciplinare dei dati (34%) fino ai dubbi sulla loro sicurezza (34%) – segnalano la necessità di maggiori investimenti in formazione e comunicazione

Servono le dash cam a bordo?

La ricerca conferma un orientamento già rilevato da precedenti studi Geotab: quasi il 70% degli autisti si dichiara favorevole all’introduzione di soluzioni tecnologiche che migliorino le prestazioni. In particolare, il 67% degli intervistati approva l’uso delle registrazioni video a fini formativi, purché in un’ottica costruttiva e collaborativa. Solo una percentuale marginale – meno dell’1%non riconosce alcun beneficio nelle dash cam.

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