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I grandi marchi rallentano sull’elettrico: cosa c’è dietro

I grandi marchi rallentano sull’elettrico: cosa c’è dietro
La frenata sulle auto elettriche riguarda Honda, Lamborghini, Lotus e Smart. Tra cancellazioni, revisioni dei piani e strategie ibride, i costruttori ricalibrano la transizione.

IN QUESTO ARTICOLO

Negli ultimi mesi il mercato globale delle auto elettriche ha mostrato segnali di rallentamento più marcati del previsto, spingendo le case automobilistiche a rivedere tempi e strategie. Dopo anni di annunci ambiziosi e investimenti miliardari, diversi costruttori stanno adottando un approccio più cauto, affiancando all’elettrico soluzioni ibride e motori tradizionali.

A incidere sono diversi fattori: una domanda meno dinamica nei mercati maturi, costi ancora elevati per le batterie, incertezze normative e ritardi nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica. In Europa e negli Stati Uniti, la riduzione degli incentivi e la lentezza nella realizzazione delle colonnine hanno raffreddato il ritmo di crescita delle vetture a batteria.

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Le case automobilistiche che rallentano sull’elettrico

Honda: stop a tre modelli EV e revisione della strategia

In questo contesto, Honda ha deciso di sospendere tre modelli elettrici destinati al mercato nordamericano: Honda 0 SUV, Honda 0 Saloon e Acura RSX. La scelta rientra in una revisione più ampia della strategia del gruppo e comporterà un impatto economico significativo, legato alla svalutazione di investimenti già avviati.

La decisione è stata presa alla luce del rallentamento della domanda negli Stati Uniti, della crescente pressione competitiva — in particolare da parte dei produttori cinesi — e di un quadro di incentivi meno favorevole rispetto alle attese. Per il momento, Honda ha deciso di rafforzare il ruolo dei modelli ibridi, ritenuti più sostenibili sotto il profilo industriale e commerciale, e di concentrarsi sui mercati in crescita, in particolare in Asia.

Lamborghini: elettrico rinviato, avanti con l’ibrido

Anche Lamborghini ha scelto un percorso più graduale. Il progetto di una supercar completamente elettrica, anticipato dal concept Lanzador, è stato ridimensionato. La casa di Sant’Agata Bolognese ha messo in secondo piano l’uscita di un BEV puro, in parte perché la domanda nel segmento delle auto di lusso rimane legata all’esperienza offerta dai motori tradizionali.

Al suo posto, Lamborghini prosegue sulla strada dell’ibrido plug‑in, tecnologia già presente nei modelli più recenti, con l’obiettivo di ridurre le emissioni senza rinunciare alle prestazioni e al carattere sportivo che contraddistinguono il marchio.

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Lotus: strategia più flessibile tra elettrico e ibrido

Lotus, marchio britannico oggi parte del gruppo Geely, ha anch’essa rivisto i propri piani industriali. Dopo il SUV Eletre — uno dei primi modelli completamente elettrici del marchio — Lotus ha ampliato l’offerta includendo soluzioni ibride ad alte prestazioni, nell’ambito di una strategia tecnologica più flessibile.

Questa scelta risponde a esigenze concrete del mercato: maggiore autonomia, costi più contenuti e adattabilità a diverse condizioni d’uso. In un segmento premium sempre più competitivo — con concorrenti capaci di offrire EV ad alte prestazioni — la sola propulsione a batteria non sempre è sufficiente per soddisfare le aspettative dei clienti.

Smart: elettrico centrale, ma con aperture

Smart mantiene l’elettrico al centro della propria identità, soprattutto per la mobilità urbana, ma si apre anche ad alternative che ampliino la presenza del marchio a livello globale. Oltre ai modelli a batterie già esistenti, sono in fase di sviluppo configurazioni che integrano tecnologie ibride, pensate per mercati dove l’infrastruttura di ricarica è meno capillare.

Tra i progetti futuri figura un nuovo modello urbano compatto, atteso nei prossimi anni, che dovrebbe rafforzare la presenza di Smart nel segmento delle citycar senza abbandonare la spinta verso la sostenibilità.

Un cambio di passo per l’intero settore

Le scelte di Honda, Lamborghini, Lotus e Smart non sono un caso isolato. Anche altri grandi gruppi automobilistici hanno rivisto i propri programmi sull’elettrico, rinviando alcuni modelli o ridimensionando gli investimenti in progetti EV puri.

Il quadro che emerge è quello di una transizione meno lineare rispetto alle previsioni iniziali. L’elettrico resta un elemento centrale della mobilità futura, ma nel breve e medio periodo convivrà con tecnologie diverse, da motori tradizionali a soluzioni ibride sempre più sofisticate.

Più che una marcia indietro, quella in corso appare come una fase di assestamento e adattamento alla realtà del mercato. Le case automobilistiche stanno calibrando i propri piani alla luce di domanda, costi di produzione e contesto normativo, cercando un equilibrio tra sostenibilità, capacità industriale e preferenze dei clienti.

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