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Lamborghini, l’elettrico è un hobby costoso: Lanzador è un altro dietrofront

Lamborghini, l’elettrico è un hobby costoso: Lanzador è un altro dietrofront
Una lunga analisi durata un anno ha prodotto il risultato più prevedibile: i clienti Lamborghini non acquisterebbero un'elettrica, che richiese investimenti copiosi nonostante le sinergie di Gruppo. Avanti con l'ibrido

IN QUESTO ARTICOLO

L’ultima in ordine di tempo a tirare la spina da un progetto elettrico clamoroso, tanto era lontano dall’essenza del marchio, è Lamborghini. Segue il passo indietro sull’offerta elettrica compiuto da Porsche, non senza pesanti conseguenze finanziarie. Segue la presa d’atto dei costruttori del segmento luxury di un’offerta di modelli elettrici che manca della domanda necessaria per essere redditizia. Presa d’atto rispetto alla quale alcuni marchi procedono in direzione contraria, come Jaguar che ha confermato l’intenzione di lanciare la propria GT unicamente con motore elettrico.

LAMBORGHINI LANZADOR, PERCHÉ NO

La casa del Toro avrebbe dovuto trasformare il concept Lanzador, svelato nel 2023, in un modello di serie nel 2028. Elettrico, ovviamente, con una carrozzeria crossover due porte inedita per il marchio, che già contava la Urus. Cos’è successo? Che ad approfondire i desiderata del proprio pubblico di riferimento, a Sant’Agata Bolognese hanno realizzato l’assenza di interesse verso una full electric. E se manca l’interesse, l’interrogativo immediatamente successivo è: quanto costa farla e che ritorno mi potrà dare?

Da qui la decisione, ponderata per tutto un anno, nel 2025, di non avviare il progetto Lamborghini Lanzador di serie. Potrebbe arrivare sotto forma di un’ibrida ricaricabile, seguendo la strada percorsa (e confermata) su Urus, oltre che sulle supercar Temerario e Revuelto. Anche sull’elettrificazione plug-in vi sarebbe molto da commentare, perché non avviene a costo zero, considerate le ripercussioni sul peso delle vetture. Aumenta ancor di più le prestazioni, già elevatissime, dei motori termici sportivi e offre alle case il paracadute per abbattere le emissioni di CO2 e sostenere le richieste del legislatore.

FARE UN’ELETTRICA É UN HOBBY COSTOSO

“Investire massicciamente nello sviluppo di veicoli completamente elettrici, quando il mercato e la clientela non sono ancora pronti, sarebbe un hobby costoso e finanziariamente irresponsabile nei confronti degli azionisti, dei clienti e dei nostri dipendenti e delle loro famiglie”, ha commentato Stephan Winkelman, a.d. Lamborghini, sul tema specifico, intervistato dal The Sunday Times.

Il riposizionamento delle case che operano nel segmento delle prestazioni di lusso vede Lamborghini tagliare quello che avrebbe dovuto essere il primo modello, mentre in Ferrari, dopo la presentazione della Luce, non si continuerà con un’ulteriore Rossa a batteria. 

FACILI PREVISIONI

Su un piano molto diverso ma assimilabile per posizione sul mercato a Porsche, Maserati ha tagliato il progetto di una MC20 elettrica, che pure era stata annunciata nel piano di una gamma Folgore che non ha avuto la domanda sperata. Dici Maserati e pensi alla fase con i motori Ferrari, pensi al nuovo V6 Nettuno, sogni le Ghibli e Shamal degli anni Novanta. Non certo un’elettrica.

Ecco, c’è un tratto che unisce e stupisce nelle decisioni Maserati, Porsche, Lamborghini sull’elettrico – e che potrebbe essere esteso e interpretato con altre chiavi di lettura anche sul mercato di mass market -.

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È la “scoperta” dei desiderata del proprio pubblico di riferimento. Immaginare che un appassionato di ciò che Maserati ha rappresentato, di quello che incarna Porsche o, ancor di più, Lamborghini, possa essere attratto da un modello elettrico, segnala una conoscenza molto parziale dello zoccolo duro di appassionati. Di chi, a ragione, sceglie i simboli più alti della sportività automobilistica nella forma in cui sono diventati tali. Un’assenza di realismo che ha presentato, in alcuni casi, pesanti ripercussioni sui bilanci dalla necessità di fare dietrofront.

DALL’ENTUSIASMO AL DIETROFRONT

Partendo dalle valutazioni su Lamborghini, avveduta nel frenare sull’elettrico prima di disperdere copiosi capitali in investimento e ricerca, c’è il caso dei costruttori generalisti. L’errore compiuto nel 2021 è stato quello di tuffarsi in una transizione elettrica slegata dal contesto, con l’allora susseguirsi di annunci di offerte di prodotto che sarebbero state tutte unicamente di modelli a batteria. Con quale domanda? Con quali prezzi? Con quali possibilità di ricarica? Con quale accessibilità reale alla massa di decine di milioni di automobilisti che acquistano ogni anno un’auto?

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Certo, lo scenario politico aveva creato un terreno di gioco obbligato ma, allora, mancarono gli appelli al realismo che, invece, si susseguono da 18 mesi, con richieste di rivedere gli stessi piani di riduzione del 90% delle emissioni dal 2035.

Abbiamo parlato di:
Lamborghini
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