La buona notizia è che sono in leggero aumento (43%, + 0,9% rispetto al 2024) le aziende in Europa che tengono traccia delle emissioni della loro flotta.
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La cattiva è che solo il 27% è attualmente in grado di per quantificare con precisione la CO₂ emessa. Molte, infatti, usano ancora calcoli basati sul consumo di carburante o fogli Excel per tenere traccia delle emissioni.
In particolare, l’Italia è il Paese che fa più largo uso di Excel – lo usano il 60% delle aziende – fra i 12 Paesi europei dell’European Fleet Emission Monitor 2025 di Alphabet (che propone Alphabet Carbon Manager per il monitoraggio delle emissioni).
TECNOLOGIE OBSOLETE PER MISURARE LE EMISSIONI
Basato sulle risposte di oltre 740 gestori di flotte in 12 paesi, il rapporto rivela grandi difficoltà nell’usare moderne tecnologie per monitorare le emissioni della flotta aziendale.
Molte aziende si trovano ad avere a che fare con dati non strutturati e strumenti di analisi obsoleti:
- il 42% si affida ancora a stime basate sul carburante
- il 26% utilizza fogli di calcolo Excel per il monitoraggio
Questa dipendenza da sistemi manuali e frammentati rende difficile per i Fleet Manager trarre informazioni significative o rispondere efficacemente alle pressioni normative e ai relativi costi.
Il settore tarda nell’abbracciare l’automazione: solo il 7% delle aziende integra attualmente l’AI nella gestione delle flotte, con poco più del 3% che la utilizza specificamente per la reportistica delle emissioni.
REGNA LA CONFUSIONE
Molte aziende stanno ancora cercando di capire quale sia l’infrastruttura digitale più adeguata e quali capacità interne servano per gestire efficacemente la sempre maggiore quantità di dati disponibili.
Il 43% non ha obiettivi di CO₂ e il 31,6% o non monitora affatto le emissioni della propria flotta.
La Direttiva CSRD ha avuto finora un effetto limitato: poco più dell’8% delle aziende riporta un impatto sulla pianificazione della flotta. Tuttavia, oltre un terzo delle aziende ha ora dipartimenti dedicati alla sostenibilità e un altro 12% prevede di istituirne uno.
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Il divario tra consapevolezza ed esecuzione rimane critico. Senza obiettivi definiti e monitoraggio affidabile, le aziende rischiano costi più elevati, incentivi mancati e competitività ridotta in un contesto sempre più regolamentato.
Le aziende che investono ora nell’elettrificazione, nei sistemi di dati integrati e nella sostenibilità saranno in grado di evitare costi crescenti e adattarsi a normative sempre più stringenti in futuro.
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