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Obblighi CSRD, l’Ue pensa di “eliminarli” per l’80% delle aziende

Obblighi CSRD, l’Ue pensa di “eliminarli” per l’80% delle aziende
Il commissario all'Economia, Valdis Dombrovskis, ha sottolineato l'importanza di ridurre la burocrazia per rendere l'Europa più competitiva.

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La Commissione Europea sta lavorando ad un pacchetto di provvedimenti per semplificare il quadro normativo riguardo sostenibilità ambientale e sociale nel contesto aziendale. Un’iniziativa che avrebbe l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese (permettendo di risparmiare oltre 6 miliardi di euro e mobilitare investimenti pubblici e privati per circa 50 miliardi di euro) “sollevandole” dagli obblighi CSRD, di cui avevamo parlato anche qui.

La Revisione della direttiva CSRD, cosa significa per le aziende

Il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha sottolineato l’importanza di ridurre la burocrazia per rendere l’Europa più competitiva, evidenziando che, nonostante l’impegno nella transizione verde, è necessario riconoscere i costi associati all’intensa attività normativa degli ultimi cinque anni.

Uno dei principali interventi riguarda appunto la direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), che obbliga le aziende alla rendicontazione finanziaria in materia di sostenibilità e che coinvolge direttamente anche le flotte aziendali, in quanto produttrici di emissioni di CO2.

La Commissione propone ora di escludere circa l’80% delle aziende dall’ambito di applicazione della CSRD (che, è doveroso dirlo, comunque in molti casi non si erano mai messe in regola con questi obblighi, ne abbiamo parlato qui), concentrando tali oneri sulle imprese più grandi, per i quali la rendicontazione resta.

Leggi Anche: Come si costruisce una car policy votata alla sostenibilità?

Rinviati di due anni gli obblighi

È previsto un rinvio di due anni, fino al 2028, degli obblighi di rendicontazione per le aziende attualmente coperte dalla CSRD e che sarebbero state tenute all’obbligo a partire dal 2026 o dal 2027. Questa misura offre alle imprese più tempo per adeguarsi alle nuove normative.

Le altre regole “semplificate” dalla Ue

Semplificazione della direttiva CSDDD

Un’altra area di intervento è la direttiva CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), che impone alle aziende specifiche forme di due diligence. La Commissione intende semplificare questi obblighi, concentrandosi sui partner commerciali diretti e riducendo la frequenza delle valutazioni periodiche da annuale a quinquennale.

Prevede inoltre di posticipare di 12 mesi l’applicazione per le aziende più grandi(dal 26 luglio 2028) anticipando al contempo di un anno, al luglio 2026, l’adozione delle linee guida previste.

Revisione del dazio ambientale (CBAM)

La Commissione ha confermato l’intenzione di rivedere il dazio ambientale, noto come CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), esentando i piccoli importatori di merci. Sarà introdotta una nuova soglia cumulativa annua di 50 tonnellate per importatore, eliminando così gli obblighi di dazio per circa 180.000 importatori, pari al 90% del totale.

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