L’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di automobili in rapporto alla popolazione: 701 vetture ogni mille abitanti. Un dato che supera nettamente Germania (590), Francia (579) e Spagna (544). Più che una scelta culturale, però, questo primato riflette una carenza strutturale del sistema di trasporto pubblico, soprattutto nelle grandi aree urbane.
Un’offerta dimezzata rispetto alle grandi città europee
A misurare il divario è il rapporto Mind the Gap, elaborato dall’ufficio studi di Clean Cities, coalizione europea che riunisce oltre cento ong impegnate per una mobilità urbana a zero emissioni entro il 2030. Secondo l’analisi, le principali città italiane offrono circa la metà del servizio delle grandi città europee se si considera il rapporto tra posti a sedere disponibili e chilometri di trasporto coperti pro capite.
Il ritardo è particolarmente evidente nel trasporto su ferro, la modalità più efficiente per capacità e affidabilità. In Italia la rete metropolitana complessiva resta sotto i 270 chilometri, contro i 680 del Regno Unito, i 657 della Germania e i 615 della Spagna (dati 2023). Un divario che non si riduce osservando le reti tranviarie: 397 chilometri in Italia, a fronte degli 878 della Francia e dei 2.044 della Germania.
Ancora più critico il quadro del trasporto ferroviario suburbano, decisivo per intercettare la mobilità pendolare. In Italia la rete si ferma a 722 chilometri, addirittura in calo rispetto al 2021. La Germania supera i 2.000 chilometri, il Regno Unito ne conta 1.817 e la Spagna 1.443. Una distanza che segnala un problema strutturale di investimenti e pianificazione, non un semplice ritardo temporaneo.
Un sistema che non offre alternative
La conseguenza è diretta: dove il trasporto pubblico è scarso, poco capillare o inefficiente, l’automobile diventa una necessità. Anche per tragitti brevi, inferiori al chilometro, l’auto privata resta spesso l’unica opzione realmente competitiva in termini di tempo e affidabilità. Non sorprende, quindi, che l’Italia continui a registrare livelli elevati di motorizzazione e congestione urbana.
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