Chi più spende meno spende dicevano gli antichi. E persino l’Unione Europea è disposta a concedere ai propri Stati membri di sforare il bilancio se per una giusta causa. L’Ue ha indicato tutte le misure di flessibilità di bilancio previste dal Patto di Stabilità in vigora tra il 2026 e il 2028. Per gli investimenti indicati da Bruxelles, i Paesi potranno deviare temporaneamente dai parametri di deficit/debito.
Gran parte della misure riguarda investimenti energetici. Sono previste, ad esempio, le pompe di calore e i pannelli solari. Nel campo della mobilità si pensa alle colonnine di ricarica, specie quelle domestiche, ma restano escluse le automobili.
TUTTE LE MISURE DI SOSTENIBILITÀ UE
La Commissione Europea ha stilato un elenco “esemplificativo e non esaustivo” con 22 voci ammissibili. Di seguito:
Sostegno alle famiglie
Alle famiglie potranno essere destinate sovvenzioni per l’installazione di impianti a energia geotermica e solare; sovvenzioni per sostituire le caldaie a combustibili fossili con alternative pulite, come le pompe di calore. Ancora, sovvenzioni e/o prestiti a tasso agevolato per una ristrutturazione media o profonda di edifici residenziali. Infine, per investire in infrastrutture domestiche di ricarica per veicoli elettrici.
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Aiuti alle imprese
Anche le imprese potranno ottenere incentivi fiscali per l’installazione in sede di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Oltre a sovvenzioni e/o prestiti a tasso agevolato per una ristrutturazione media o profonda di edifici e incentivi finanziari mirati per incrementare il tasso di adozione delle tecnologie di decarbonizzazione industriale.
Investimenti in infrastrutture
L’Ue contempla anche gli investimenti pubblici in infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Così come gli investimenti pubblici in infrastrutture e materiale rotabile di trasporto urbano pulito come tram e metropolitane e quelli in infrastrutture ferroviarie e materiale rotabile.
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Stimoli per il settore energetico
Non mancano nell’elenco Ue investimenti in progetti di energia rinnovabile, come produzione di energia elettrica e il riscaldamento, investimenti in tecnologie delle batterie e di stoccaggio energetico, investimenti in centrali nucleari, in infrastrutture e tecnologie delle reti elettriche, in tecnologie per la produzione di idrogeno mediante elettrolisi utilizzando energia elettrica da fonti rinnovabili o a basse emissioni di carbonio. E ancora, investimenti in tecnologie per l’efficienza energetica connesse al sistema energetico, investimenti in combustibili rinnovabili sostenibili, contratti bidirezionali per differenza per la produzione di energia pulita e investimenti per potenziare la sicurezza fisica e informatica dei sistemi energetici.
L’auto elettrica resta esclusa dagli aiuti Ue
Gli incentivi per l’acquisto di mezzi elettrificati, se arriveranno, non saranno sovvenzionati dall’Ue. L’unione non ha inserito tra le misure di flessibilità finanziamenti relativi a auto elettriche, bici o monopattini. E ciò appare un po’ come un paradosso: perché continuare a installare colonnine se la percentuale di auto elettriche presenti in Italia è ancora inferiore al 2%? Si temeva l’ansia da ricarica, ma in realtà finiremo per arrivare più colonnine che auto da rifornire.
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