Incentivi sì, incentivi no? Ogni anno c’è sempre un grande dibattito, in Italia, intorno ai fondi che il governo stanzia per agevolare l’acquisto di auto elettriche, ancora molto care per la maggior parte degli italiani. E ogni anno, i fondi sembrano sempre molto bassi.
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Ma come funzionano le cose in Europa? In questo articolo parleremo sia dei principali mercati europei, sia dei Paesi scandinavi, visto che Danimarca, Svezia e soprattutto Norvegia sono quelli dove in assoluto c’è più penetrazione delle vetture elettriche.
GLI INCENTIVI NEI PAESI SCANDINAVI
NORVEGIA
Iniziamo dalla Norvegia, famosa proprio perché il paese con la maggiore diffusione di auto elettriche al mondo: dal 2020 le immatricolazioni di auto elettriche hanno superato quelle di auto a benzina, diesel e ibride. Nel 2024 in Norvegia 4 auto nuove su 5 sono elettriche.
Questo primato è dovuto a una politica fiscale, iniziata a fine anni Novanta, molto favorevole alle auto elettriche, con esenzione dall’IVA (che in Norvegia è del 25%), dalle tasse di immatricolazione (che possono arrivare fino al 100% del valore dell’auto), dal bollo annuale (circa 400 NOK, ovvero quasi 50 €), dai pedaggi stradali e dai parcheggi.

Attenzione, però: dal 2023, la Norvegia ha reintrodotto una “tassa dinamica” sulle auto elettriche, dato che non serve più incentivarle, calcolata in base a peso, potenza e valore del veicolo: ciò significa che è più alta per i SUV premium, e bassa se non quasi nulla per quelle piccole.
Inoltre, le agevolazioni fiscali e finanziarie stanno venendo ridimensionate o eliminate, come l’esenzione dall’IVA su parte del prezzo di acquisto e gli incentivi diretti.
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Da tenere presente, anche per evitare confronti impropri, che la Norvegia ha un parco circolante di 2,8 milioni di auto (all’incirca quello del solo Piemonte, per capirci).
