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Perché le auto elettriche hanno successo proprio in Norvegia?

Perché le auto elettriche hanno successo proprio in Norvegia?
Nel 2023 in Norvegia le elettriche hanno superato l'80% di quota di mercato, con previsioni per il 2024 di oltre il 90%. Un successo che non va considerato improvviso, ma è frutto di una strategia a lungo termine che ha le sue origini negli anni Novanta, quando i governi norvegesi spingevano per una produzione locale a emissioni 0.

IN QUESTO ARTICOLO

Nel 2020, in Norvegia le immatricolazioni di auto elettriche hanno superato quelle di auto a benzina, diesel e ibride, rendendo la piccola monarchia scandinava un caso unico al mondo. E al 2023, la crescita non solo non si è arrestata, ma si è fatta più importante, nonostante alcune problematiche nel bilancio dello Stato.

Un successo eccezionale che viene eguagliato solo dalla Cina, e che è nettamente superiore, in Europa, agli altri mercati “buoni” per l’elettrico, ovvero i vicini scandinavi Svezia e Danimarca, nonché la Finlandia e l’Islanda, e ancor più distante da Francia e Germania, per non parlare dell’Italia.

La Norvegia ha sicuramente una situazione favorevole alla vendita di vetture elettriche, e se da una parte sicuramente influisce una scarsa popolazione concentrata per lo più nelle metropoli di Oslo e Bergen, dall’altra le misure adottate dalla monarchia potrebbero essere adottate, con successo, anche dagli altri Paesi. Potenzialmente anche in Italia dove, però, il caos dovuto ai nuovi incentivi ha di fatto di nuovo bloccato il mercato.

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IN NORVEGIA 4 AUTO NUOVE SU 5 SONO ELETTRICHE

Come riportato dal Nordic EV Summit, a inizio 2024 in Norvegia 4 auto nuove su 5 sono elettriche, con una quota di mercato pari all’82,4% nel 2023, contro il 79,3% del 2022, il 64,5% del 2021, il 54% del 2020 (anno del sorpasso sulle ICE) e il 42% del 2019. La Norwegian EV Association prevede che alla fine del 2024, la quota di mercato arriverà al 95%, in linea con l’obiettivo del Paese di vietare la vendita di auto nuove a combustione interna già dal 2025, con 10 anni in anticipo sull’UE.

Una crescita inarrestabile, con un aumento esponenziale negli ultimi 15 anni (nel 2010 erano l’1%), che molto dice sulla presunta impossibilità di elettrificare il parco, nonché sulle questioni legate al freddo: la Norvegia è uno dei paesi più freddi d’Europa, con la Capitale Oslo, una delle città più meridionali, che non di rado arriva a -20 o oltre in inverno. Difficilmente ci sarebbe una percentuale così alta di veicoli elettrici, se andassero in tilt e fossero inutilizzabili a basse temperature.

Il successo delle auto elettriche in Norvegia

Al 2010, la situazione era opposta: come negli altri paesi europei era il diesel a farla da padrona con il 76% di share, oggi invece sono meno del 5%. L’altra grossa fetta di mercato la occupano le auto ibride, sia full che plug-in: lo dimostrano le 10 auto più vendute nel paese, di cui 8 totalmente elettriche e 2, Toyota Yaris e Toyota RAV4, ibride.

Per quanto riguarda i modelli, Tesla è ancora leader di mercato, dopo una piccola pausa nel 2020 in cui le Audi e-tron (ora Q8 e-tron) dominavano. La classifica delle auto più vendute nel 2023:

  • Tesla Model Y: 23 088
  • Volkswagen ID.4: 6 614
  • Skoda Enyaq: 5 737
  • Toyota bZ4X: 5 395
  • Volvo XC40 (EX40): 5 025
  • Ford Mustang Mach-E: 3 792
  • Toyota Yaris: 3 574
  • Toyota RAV4: 3 457
  • Volkswagen ID.3: 3 141
  • Hyundai Kona electric: 2 991 

Il 2021 vedrà sicuramente un nuovo cambio di scenario, visto che arriveranno Ford Mustang Mach-E, Volkswagen ID.4 e BMW iX, i nuovi SUV elettrici pronti a sfidarsi per il mercato.

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I SEGRETI DEL SUCCESSO

Chi conosce almeno un po’ la realtà norvegese non deve stupirsi, e anzi sembra che il Paese stia riuscendo nel suo obiettivo di eliminare completamente le auto a combustione entro il 2025. 

Per quanto una popolazione di meno di 5 milioni e mezzo di abitanti – 2 dei quali concentrati nell’area di Oslo, e gli altri nelle aree di Bergen, Trondheim e Tromsø – sia un elemento favorevole, non bisogna fare l’errore di credere che questo, insieme all’alto reddito degli abitanti, sia il motivo del successo delle elettriche.

Le vicine Svezia e Danimarca, per esempio, hanno elementi comuni alla Norvegia, a partire da un numero basso di abitanti, ma il successo delle auto elettriche è molto più limitato, per quanto in crescita.

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Per capire il motivo per cui nella monarchia di Harald V si sia arrivati a un  numero così elevato, in rapporto agli abitanti, di auto elettriche, bisogna considerare l’impostazione e la società del Paese. Certo, si sta parlando di uno dei maggiori produttori di Petrolio al mondo (elemento che ha permesso alla Norvegia di passare da paese povero a paese ricco), ma da decenni i governi sono impegnati a spostare il perno dell’economia norvegese dal petrolio alle fonti rinnovabili.

E se da una parte lo Stato stesso ha messo all’asta le licenze di esplorazione per i giacimenti di petrolio e gas da esportare all’estero,  dall’altra oggi il 90% dell’energia in Norvegia proviene da fonti rinnovabili, e in particolare da fonti idroelettriche.

Grazie a fiordi, fiumi e cascate, l’acqua nel Paese non manca, e di conseguenza l’energia, che ha permesso ai norvegesi di poter ricaricare gratuitamente le vetture elettriche in casa propria, e al governo di aumentare velocemente il numero di infrastrutture. Questo spiega, per esempio, il successo delle vetture elettriche anche  nell’estremo nord, tra i piccoli villaggi molto distanziati tra di loro, e le strade spesso sconnesse.

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LE AUTO ELETTRICHE NON SONO BENI DI LUSSO

L’altro motivo principale del successo di queste vetture in Norvegia è sicuramente l’approccio istituzionale nei loro confronti, durato per anni. È dagli anni Novanta, infatti, che i governi incentivano la diffusione di questo tipo di vetture, contro un’Unione Europea che ha iniziato a farlo solo nell’ultimo decennio.

Oltre a questo, un ruolo cruciale è giocato dalla de-tassazione. La Norvegia, infatti, considera le automobili come beni di lusso, categoria di oggetti per i quali ha alcune delle tasse più alte del mondo, a cui si unisce l’IVA del 25%. Tradotto, significa che in Norvegia il prezzo medio di un’automobile è di circa 55.000 euro, contro una media UE di 32.000 euro.

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Il celebre ponte sulla Atlantic Road in Norvegia

Tassazione e IVA, però, non negli scorsi anni non venivano applicate alle vetture elettriche, che nel Paese godono anche di altri vantaggi:

  • Non c’è tassa di circolazione;
  • Il parcheggio è quasi sempre gratuito;
  • Tasse ridotte per le auto elettriche aziendali
  • Pedaggi ridotti e/o gratuito, con anche sconti del 50% per il trasporto su traghetto.
  • Possibilità di circolare sulle corsie preferenziali di autobus e taxi se si trasporta un passeggero.

Le misure sono molto importanti, e soprattutto sono attive dagli anni Novanta. In questo periodo, infatti, eccetto i tentativi di Fiat con Panda, Cinquecento e Seicento Elettra, non c’erano costruttori impegnati nella produzione di auto elettriche, e il governo norvegese aveva attuato queste misure per la produzione locale di veicoli di questo tipo.

Ovviamente, dal 2022 parte di queste agevolazioni è stata rimossa, non solo perché iniziava a costare parecchio allo Stato norvegese, ma anche perché non più necessaria vista la diffusione. In particolare, è stata introdotta anche per le EV la tassa sul peso, oltre che il pedaggio per circolare in centro a Oslo e la riduzione dei parcheggi gratuiti.

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NON SOLO ROSE E FIORI: I PROBLEMI DELLE AUTO ELETTRICHE IN NORVEGIA

Non tutto, però, è andato per il verso giusto. La Norvegia ha come sfida più grande l’installazione di punti di ricarica in tutto il Paese. 

Come funzionano le colonnine elettriche e quali sono i provider

Attualmente, in Norvegia ci sono 15.500 punti di ricarica in totale, di cui appena 2.800 HPC e circa 5.000 in corrente continua. Per quanto debbano essere rapportati alla popolazione, sono ancora pochi e, sopratutto, non mancano i problemi. In Italia, ad esempio, ce ne sono quasi 40.000, per molte meno auto elettriche.

Nei giorni più trafficati, infatti, i conducenti delle vetture elettriche devono affrontare lunghe code, spesso causate da caricatori cuori servizio. Le istituzioni stanno quindi spingendo non solo verso l’aumento delle infrastrutture, ma anche verso la distribuzione di colonnine più efficienti e affidabili.

Anche per questo motivo, similmente a quanto accade anche a Copenhagen, Danimarca, e in altre città con una grossa percentuale di elettriche, anche la ricarica ha tempi limitati, in modo da lasciare spazio a tutti. A Oslo, inoltre, molte colonnine sono attivabili solo dai residenti della città, cosa non troppo simpatica.

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