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Il 25% dei problemi di ogni auto è colpa dell’infotainment

Il 25% dei problemi di ogni auto è colpa dell’infotainment
L’infotainment è l’unico elemento a peggiorare nelle auto più moderne: i problemi restano più di 40 ogni 100 veicoli e arrivano a rappresentare un quarto delle criticità segnalate dai driver.

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Più schermi, più funzioni, più connessione con lo smartphone. Ma anche più possibilità che qualcosa non funzioni come dovrebbe. È questa una delle contraddizioni della nuova auto digitale che emerge dalla ricerca 2026 U.S. Multimedia Quality and Satisfaction Study di J.D. Power. Mentre la qualità complessiva dei nuovi veicoli continua a migliorare, l’infotainment rimane infatti il principale punto critico e l’unica grande categoria nella quale i problemi aumentano rispetto all’anno precedente.

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L’infotainment è il tallone d’Achille delle auto moderne

La crescente dipendenza delle vetture da software, connettività e sistemi digitali sta cambiando la natura stessa dei problemi percepiti dagli automobilisti. Secondo J.D. Power, nel 2026 i sistemi multimediali registrano 42,4 problemi ogni 100 veicoli, un valore sostanzialmente invariato rispetto ai 42,3 del 2025. Poiché, nello stesso periodo, le altre categorie hanno registrato progressi, il peso dell’infotainment sul totale dei problemi è salito al 25%.

È un passaggio importante anche per il mondo delle flotte. Per un driver che utilizza l’auto ogni giorno per lavoro, la qualità del veicolo non coincide più soltanto con affidabilità meccanica, consumi, comfort o prestazioni. La possibilità di collegare rapidamente lo smartphone, utilizzare i sistemi di navigazione, gestire le funzioni senza distrazioni e contare su un’interfaccia intuitiva fa ormai parte dell’esperienza d’uso tanto quanto il funzionamento del motore o del cambio.

La navigazione, invece, migliora

C’è anche qualche segnale positivo. Alcune aree dell’infotainment mostrano progressi significativi. È il caso soprattutto della navigazione, per la quale la soddisfazione degli utenti cresce di 17 punti, raggiungendo quota 933 su 1.000. Il miglioramento è legato soprattutto alla diminuzione delle lamentele relative all’usabilità e all’accuratezza dei sistemi. Anche la soddisfazione per gli altoparlanti registra progressi.

Più tecnologia non significa più qualità

La corsa alla digitalizzazione ha portato nelle automobili una quantità crescente di funzioni. Display sempre più grandi, comandi touch, assistenti vocali, app proprietarie, servizi connessi e aggiornamenti software trasformano l’abitacolo in un vero e proprio ambiente digitale.

Il problema è che aggiungere funzioni non significa necessariamente migliorare l’esperienza dell’utilizzatore. Anzi, all’aumentare della complessità aumenta anche il numero delle interazioni possibili e, di conseguenza, delle occasioni in cui qualcosa può non funzionare o risultare poco intuitivo.

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Secondo Lisa Boor, director of customer success, OEM solutions di J.D. Power, la qualità dei sistemi multimediali rimane una sfida persistente proprio mentre le vetture diventano sempre più software-defined. Per migliorare la soddisfazione, sottolinea la società di ricerca, i costruttori devono riuscire a semplificare l’esperienza garantendo al tempo stesso un’esecuzione affidabile.

Il tema della semplicità non è secondario. Un sistema che sulla carta offre decine di funzioni, ma richiede troppi passaggi per eseguire un’operazione quotidiana, può risultare meno efficace di un’interfaccia più essenziale. E nel caso di un’auto aziendale questo aspetto assume un peso ancora maggiore: il driver può trascorrere diverse ore alla settimana al volante e utilizza spesso le stesse funzioni in modo ripetitivo.

Una sfida anche per i costruttori

La ricerca J.D. Power non fotografa soltanto un problema dell’attuale generazione di automobili, ma indica una delle sfide che i costruttori dovranno affrontare nei prossimi anni. Se il software assume un peso sempre maggiore nella definizione del prodotto, la qualità del software diventa a tutti gli effetti qualità dell’auto. Il fatto che l’infotainment rappresenti ancora il 25% dei problemi segnalati, mentre le altre categorie migliorano, mostra che la transizione digitale non è ancora accompagnata da un analogo livello di maturità nell’esperienza d’uso.

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