Smart non è più soltanto l’iconica citycar da città. A partire dal 2019, con l’ingresso di Geely al fianco di Mercedes-Benz in una joint venture paritaria, il marchio ha intrapreso una trasformazione industriale profonda. Dopo i modelli #1 e #3, arriva la nuova Smart #5, più grande, più versatile e primo modello del brand a entrare nel segmento D. «Con lei copriamo ora i segmenti B, C e D», spiega Dirk Adelmann, CEO di Smart Europe, durante una nostra intervista realizzata in occasione dell’Automotive News Europe Congress di Torino. Un passaggio di scala che apre le porte al mondo delle flotte aziendali, finora considerate poco compatibili con il 100% elettrico.
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Flotte digitali, design da premium
Smart non si limita a vendere auto, ma costruisce un ecosistema su misura per le aziende: dalla gestione digitale della flotta, alla chiave virtuale via smartphone, fino all’integrazione con Digital Charging Solutions (DCS).

In collaborazione con Ayvens (ex ALD Automotive), propone pacchetti su misura per i clienti corporate, con condizioni dedicate e funzionalità evolute. E se qualcuno pensa che nelle flotte conti solo il TCO, Adelmann ribatte: «Anche nelle flotte il design conta. E il nostro è firmato dai centri Mercedes-Benz di Sindelfingen, Palo Alto e Shanghai». Una continuità stilistica che aggiunge valore anche nel B2B.
La BEV che non chiede compromessi
La Smart #5 è anche la prima BEV del brand con ricarica ultra-rapida fino a 400 kW in corrente continua: bastano cinque minuti per ottenere 180 km di autonomia. Un tempo di ricarica paragonabile a un pieno tradizionale, che apre la porta anche ai lunghi viaggi in elettrico. «È il primo vero veicolo elettrico pensato anche per chi fa tanti chilometri», spiega Adelmann. E dal 1° luglio, in Germania, sarà possibile ammortizzare il 75% del valore dell’auto elettrica già nel primo anno: un incentivo decisivo per il mercato fleet. Con la Smart #5, il brand non propone solo un nuovo modello, ma un nuovo modo di pensare la mobilità aziendale.
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