Nata il 16 maggio 2023, la Cirelli Motor Company… si fa adulta. Raggiungendo nel corso dell’anno i 50 mandati di concessionari e officine. E puntando alla cifra tonda di 100 concessionari nel 2025: “con un grande interesse al centro sud” commenta il presidente Paolo Daniele Cirelli (nella foto di apertura e qui sotto).
Che prosegue: “Oggi si lancia una nuova era per la nostra azienda, puntata sulla novità in fatto di motorizzazioni della nostra gamma; perché in tutte le nostre carline verrà equipaggiato un sistema di propulsione innovativo, ibrido con un’introduzione in camera di combustione dell’idrogeno che viene autoprodotto dal sistema termico, denominato Hydrogen Hybrid. Così che tutti i consumatori finali potranno acquistare le nostre auto con questa nuova motorizzazione, che permetterà di avere una riduzione di consumi, una migliore prestazione, un motore più pulito e una manutenzione ridotta. Con il primo tagliando che passa dai 15.000 chilometri agli oltre 20.000″.

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Cirelli Motor Company una carline completa che guarda anche al noleggio
“Il 2024 lo chiudiamo con un più 300% di fatturato – con 1700 vetture in strada – e per il 2025 puntiamo ai 40 milioni di fatturato, per 2000 pezzi” afferma il Chief strategy Officer di CMC Andrea Gifford (nella foto sotto), grazie anche a una gamma completa che consta di “sette modelli con diverse motorizzazioni e allestimenti. E nel 2025 arriveranno anche modelli N1, dei Pick up, mentre sull’elettrico stiamo lavorando su due automobili già pronte, ma attendiamo a farle uscire sulla rete perché c’è poca richiesta” spiega Cirelli.

Una gamma completa con motorizzazioni evolute che spingono Cirelli nel 2025 a voler entrare nel mondo del noleggio: “Nel 2024 abbiamo ovviamente puntato molto sul cliente finale. Nel 2025 è importante trovare partner che fanno del noleggio il loro business. Perché ci serve a implementare la nostra produzione e stabilizzarla, visto che è un canale stabile, che ci permette di investire più serenamente nei processi di produzione. E non ultimo il fatto che il noleggio, in particolare il breve, mette auto in strada e le fa provare a consumatori finali e aziende”.

E per far ciò CMC, oltre a fare scouting sui concessionari come detto, “abbiamo più di 350 richieste, con il 70% dal Centro Sud“, sottolinea il Responsabile sviluppo rete vendita e assistenzaGiorgio Boiani (nella foto sopra) – “così possiamo scegliere i giusti dealer per noi, dandogli la giusta catchment area” precisa Cirelli – ha anche chiuso due accordi di partnership con la Rete di manutenzione e gommisti Point S, con 270 centri affiliati in tutta Italia. Inoltre, l’azienda punta a garantire un servizio di assistenza qualificata 24/7 in collaborazione con Aci Global, che si aggiunge a una garanzia di lunga durata, fino a sette anni (5+2 e 150.000 chilometri di percorrenza), con formula captive finance company.
Cirelli Motor Company: il prodotto
Cirelli non si nasconde e dice a tutti i collaboratori di dire che queste sono auto che arrivano dalla Cina: “Dsfk-Dongfeng, Swm, Forthing sono i nostri fornitori ma voglio sottolineare che partiamo da una base di ottima qualità ma sulla quale facciamo un percorso di miglioramento importante: dalle sospensioni agli interni, dalle altezze alle, come detto, ai motori. Le auto arrivano semilavorate ed escono da Ciserano (in provincia di Bergamo, ndr) perfezionate. Da 4 modelli noi ne realizziamo 12/13, con diversi allestimenti e motorizzazioni. Il mercato ci chiede un termico evoluto, ibrido e noi abbiamo inserito i motori Mild hybrid avendoci lavorato dal ’23. Ma ci sarà anche un Plug-in hybrid, con il motore termico come extender. Che monteremo sulla Cirelli 4 in due versioni Premium e Cross, con la possibilità di fare 80 chilometri in solo elettrico. Nel 2025 oltre ai motori, anche mild-hybrid e Gpl, curiamo l’evoluzione estetica, con allestimenti cross e sport. Restando però sempre sotto i 35 mila euro“. Perché Cirelli evidenzia come il “nostro sia un prodotto low price ma non low cost“.

Cirelli Motor Company. La storia e l’evoluzione
Cirelli Motor Company rappresenta la naturale evoluzione di un percorso iniziato nel 1974, quando Franco Cirelli aprì la sua prima officina nel veronese. Ora Paolo Daniele ha lanciato questa nuova linea di business, scegliendo il meglio delle tecnologie disponibili: ad esempio i motori Mitsubishi– anche quelli nuovi targati Mitsubishi Aerospace – e l’elettronica Bosch.
Sui quali ha lavorato l’ingegnere Marco Mauri (nella foto sotto), senior advisor di CMC, che ha permesso a una “piccola” realtà come Cirelli di omologare un motore chiamato hydrogen hybrid, “che permette di addizionare idrogeno autoprodotto a bordo, grazie a un deposito di acqua denaturata. A seconda dei motori dà diversi vantaggi su emissioni e maggior durata dei materiali nella camera di combustione. Con una miglior pulizia delle valvole di scarico e minor depositi carbonose. Siamo la prima casa costruttrice che la propone come primo equipaggiamento” afferma Mauri.

E CMC non si ferma alla frontiera italica, perché si sta preparando a espandersi ulteriormente nel mercato europeo, con particolare attenzione a Germania, Svizzera e Spagna: “cerchiamo un concessionario di riferimenti. Ma già oggi abbiamo importatori che ci chiedono le nostre auto” dice Cirelli.
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