“La car policy della nostra azienda è strutturata su sette fasce di autovetture: le prime quattro destinate a direttori, dirigenti e funzionari; le ultime tre agli operatori commerciali e ai capidistretto, per un totale di circa 400 veicoli”. A introdurci all’interno della flotta di Lavazza è Emanuela Memeo, Fleet Manager dell’azienda torinese, leader di mercato nella produzione del caffè.
LA FORZA DEL RENTING – Tutte le vetture, da circa un decennio, vengono acquisite attraverso il noleggio a lungo termine. “Abbiamo un contratto con due noleggiatori – spiega Memeo -: a LeasePlan, quello storico, dal 2008 abbiamo affiancato Ing Car Lease, che, dopo la recente fusione, è diventato Alphabet Italia Fleet Management (leggi l’articolo sull’azienda). In aggiunta, abbiamo anche rapporti diretti con alcune Case automobilistiche, che ci riconoscono degli sconti ad hoc e poi li “girano” alle società di noleggio, garantendo l’applicazione di tariffe migliori”. Un tipo di relazione che lega l’azienda a numerosi Costruttori: principalmente i Gruppi Volkswagen e PSA, ma anche Fiat, ad esempio, alla quale Lavazza si affida per la scelta dei veicoli destinati ai commerciali.
A OGNUNO LA SUA AUTO – “Queste vetture rappresentano i due terzi della flotta complessiva e vengono scelte direttamente da noi – sottolinea la Fleet Manager di Lavazza -: a seconda dell’inquadramento e delle mansioni dei diversi operatori commerciali, viene loro assegnato un modello station wagon, come può essere l’Opel Astra, la Ford Focus o l’attuale Peugeot 308; oppure un automezzo ad uso promiscuo quale il Fiat Doblò, che offre un vano di carico abbastanza capiente”. Diverso il caso dei manager e dei dirigenti, che hanno invece la possibilità di scegliere l’auto a loro più gradita, entro certi parametri. “Le fasce alte – conferma Emanuela Memeo – hanno un budget di riferimento: quindi la scelta varia a seconda dei gusti e delle esigenze personali di ogni singolo driver e i modelli, in questo caso, possono essere i più variegati, dai crossover alle sportive passando per le station wagon, che comunque vanno sempre per la maggiore”.
ROTTA SULLA SICUREZZA – Quanto alla sicurezza, argomenta la Fleet Manager “è il primo parametro che prendiamo in considerazione nella scelta di una vettura”. Un’attenzione particolare espressa da almeno dieci anni con l’inserimento di serie su tutta la flotta dei dispositivi necessari a garantire la safety dei driver. Da questo punto di vista, sottolinea Memeo, “non facciamo distinzioni tra le fasce manageriali e quelle commerciali: gli standard di sicurezza vengono prodotti allo stesso modo su tutte le vetture della flotta”. Tra gli ultimi optional inseriti di serie c’è anche il Bluetooth, destinato a rendere più sicura la guida assicurando meno distrazioni possibili ai driver.
(Il servizio completo è disponibile sul numero di maggio di Fleet Magazine)
