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Leapmotor B10: assetto italiano, ricarica ultrarapida e qualità a 26,900 €

Leapmotor B10 è la proposta C-SUV elettrica del brand cinese con ricarica ultrarapida, spazio record e qualità a partire da 26,900 € al lancio

IN QUESTO ARTICOLO

La più europea delle auto cinesi”. Così Leapmotor presenta la sua B10, un SUV strategico perché strategico è il suo segmento, che arriva con contenuti davvero ottimi, in alcuni aspetti persino sorprendenti – l’assetto è uno di quelli.

Un lato della galassia di Stellantis che raccoglie il meglio dei due mondi: la tecnologia cinese, qui espressa dalla piattaforma Leap 3.5; il know how del colosso italofrancese, perché la rete di concessionari è tutta Stellantis, così come i servizi post-vendita. Un win win in un’auto elettrica che costa 33,400 € nella sua configurazione massima, la Design con batteria da 67 kWh (26,900 € e 30,400 € le promo di lancio), e che se magari non sorprende per un design appariscente o interni ricercati, offre tantissimo comfort, buona efficienza e tanta qualità.

La vettura si rivolge a un’ampia gamma di clienti fleet: dalle piccole e medie imprese ai liberi professionisti, fino alle grandi aziende. Stiamo ottenendo ottimi riscontri sul mercato, grazie a caratteristiche che la rendono particolarmente adatta alle flotte. È un’auto progettata per il comfort e tutte le sue funzioni possono essere gestite in modo semplice tramite app Anche la ricarica è tra i punti di forza: la tecnologia a 800 volt consente di passare dal 20 all’80% in circa 18 minuti, un tempo ideale per una pausa pranzo o un caffè. Infine, il prezzo competitivo – a partire da 26.900 euro – e i costi di manutenzione ridotti rendono la Leapmotor B10 una soluzione estremamente interessante per il mondo aziendale.” – dichiara a Fleet Magazine Federico Scopelliti, Country Manager di Leapmotor Italia.

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UNA GRANDE QUALITÀ

Vero, la Leapmotor B10 forse non presenta un design da urlo. È al contrario abbastanza regolare e minimalista, con i gruppi ottici anteriori caratterizzati da piccole linee LED, e quelli posteriori connessi al centro. Insomma, moderno, fatto sicuramente per durare e, come si vede dalle forme, per ottimizzare gli spazi interni.

L’auto è lunga 4 metri e mezzo, il passo è di 2,7: significa che ha un’abitabilità praticamente introvabile sulla categoria, tanto che la “prova del watusso” (io sono alto 1,94) è superata sia in spazio per le ginocchia sia per la testa, pur essendoci il tetto panoramico in vetro fisso. Anche il bagagliaio è sufficientemente capiente: 430 litri la capacità minima, 1700 quella con il divano posteriore abbattuto a cui si aggiungono 25 litri di frunk.

Il merito è della piattaforma Leap 3.5, che integra tutto l’hardware (batterie, motore) e ottimizza gli spazi. Qui però entra in gioco anche il modo in cui gli interni sono stati disegnati, forse un po’ anonimi ma sicuramente pratici con una plancia a effetto tridimensionale non troppo sporgente etunnel centrale che fa da comodo porta-oggetti, anche piuttosto profondo, senza dare fastidio. I materiali sono ottimi, i sedili comodi e pensati per il comfort urbano, e per quello extraurbano.

Al centro il display touch con il sistema proprietario di Leapmotor, pensato per funzionare come un tablet. Purtroppo, non c’è alcun pulsante fisico e questo significa dover gestire tutto dallo schermo, ma alcune funzioni, come il clima, sono sempre visibili. Altre, come la gestione della frenata rigenerativa su tre livelli e le modalità di guida, no, sono nascoste in alcuni sottomenu, e questo è distraente.

Il sistema comunque è fluido e adotta anche funzioni smart, come lo schermo diviso per avere più app aperte insieme, come la home se vogliamo chiudere la tendina o gestire altri parametri, e il navigatore. A tal proposito, questo è da rivedere: durante il mio percorso ha perso più volte segnale, e a un certo punto non era più in grado di localizzarmi.

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UNA GUIDA EUROPEA

La citazione iniziale si esprime tutta nella guida. Nella mia veloce prova di 2 ore sulle prealpi francesi ho potuto proprio notarlo: l’auto non è molle, ma sufficientemente rigida anche grazie allo schema sospensivo MacPherson-Multilink, e la gestione 50:50 dei pesi si nota sia in frenata che in curva, dove non si sbilancia troppo. Certo, ha il tipico comportamento di un crossover, e predilige una guida tranquilla. Fa, insomma, quello per cui è stata pensata.

Sono 217 i CV di questa vettura dati da un motore singolo, due i tagli di batteria: 56,2 e 67,1 kWh, per autonomie di 361 e 434 km su ciclo WLTP. A stupirmi è stata l’efficienza, con un consumo medio della mia prova, con guida certamente tranquilla, inferiore a 14 kWh su 100 km, addirittura sotto i 13 in alcuni punti. Il merito è il software con AI che interviene sulla gestione termica del pacco batterie puntando sempre alla massima ottimizzazione.

Altro punto a favore, la ricarica: i 168 kW in DC supportati da tutte le versioni consentono, a condizioni ottimali, di recuperare l’80% in meno di 20 minuti. Nel suo segmento è quella con la ricarica più rapida, e la più economica a supportare un’architettura così potente. Sono tutti aspetti, l’efficienza e, soprattutto, la ricarica rapida – su cui chi scrive ha sempre insistito – che la rendono particolarmente attraente anche per le flotte, specie se consideriamo il prezzo.

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