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Leasing auto 2025: comparto in leggera crescita, ma enigmatico

Leasing auto 2025: comparto in leggera crescita, ma enigmatico
Nei primi 9 mesi dell'anno il leasing dei veicoli commerciali realizza un sorprendente +9,7%, mentre il comparto auto è relativamente stabile al -0,4%. Nel complesso la crescita è positiva.

IN QUESTO ARTICOLO

Nel periodo gennaio-settembre 2025 il leasing cresce del +5,2%, con un volume di quasi 26 miliardi di euro, 558.937 operazioni e un incremento particolarmente solido del comparto beni strumentali (+15,1%) che ha mostrato una dinamica positiva sia nel segmento del leasing finanziario (+17,8%), sia in quello del leasing operativo (+1,5%).

I dati sono forniti da  Assilea – Associazione italiana leasing, in occasione della presentazione della VIII edizione del Salone del Leasing, il 22 e 23 ottobre a Milano.

IL LEASING AUTO

Il comparto auto rappresenta il 62% dei volumi totali di mercato, ed è in crescita dello 0,7% nella prima parte dell’anno.

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A crescere è il leasing dei veicoli commerciali, che realizza un sorprendente +9,7%, mentre il comparto auto è relativamente stabile al -0,4%. Complessivamente, Leasing e Noleggio a lungo termine vedono crescere la loro penetrazione dal 25% al 28% dell’immatricolato.

“Si naviga  a vista – spiega il Direttore Generale Assilea, Luca Ziero– . Il leasing auto è il comparto più enigmatico del leasing, difficile capire cosa succederà. Negli ultimi anni il Nlt è cresciuto di più del leasing, ma comunque con valori positivi e armonizzati per entrambi. Ora sappiamo che è un momento di transizione per il mercato dell’auto, con il forte tema del valore residuo delle vetture elettrificate. Un tema rilevante per il noleggio, ma che non si pone nel leasing finanziario”.

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Una leva per il green

Rilevante anche l’elevata incidenza delle alimentazioni green sul totale delle immatricolazioni leasing e noleggio a lungo termine (62,4% rispetto al 55,8% sull’intero nuovo immatricolato).

“Il leasing è uno strumento formidabile per l’adozione di nuove tecnologie nonché un moltiplicatore della leva creditizia privata”, commenta Ziero. Da sottolineare che il 96,5% delle società che fanno leasing sono Pmi e anche nel resto d’Europa si tratta della forma di finanziamento più importante per le piccole e medie imprese.

Conclude Ziero: “Il leasing rappresenta anche un formidabile strumento di sviluppo: il 58,9% delle imprese che lo utilizzano presenta una forte propensione alla crescita, a fronte del 37,7% della media italiana, il 39,7% delle imprese che fanno leasing ha un elevato livello di digitalizzazione, a fronte del 21,8% della media italiana, e infine, il 37,1% delle imprese che vi fanno ricorso presenta una alta propensione all’export, rispetto al 26,5% della media italiana“.

La forma meno rischiosa di credito bancario

Fra le priorità del settore vi è il riconoscimento della minore rischiosità del leasing rispetto ad altre forme di credito bancario.

Questo perché la proprietà del bene rimane in capo alla società di leasing (concedente) fino al riscatto finale e ciò riduce l’esposizione al rischio per la banca. In base a tali considerazioni, le autorità di vigilanza bancaria (e gli organismi di autoregolamentazione) propongono riduzioni del coefficiente di ponderazione del rischio (CRR) per le esposizioni di leasing, come proposto da Assilea. 

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