Il primo semestre del 2026 ha visto una decisa crescita del numero di recuperi di veicoli dotati di sistemi LoJack con 1.230 mezzi (auto, SUV, moto, veicoli commerciali, macchine movimento terra) restituiti ai legittimi proprietari: +20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e un valore economico totale dei veicoli che ha superato i 46 milioni di euro.
Il dato emerge dal “Recovery Pulse H1 2026”, l’analisi ricorrente realizzata da LoJack Italia, sulla base di propri dati, integrati con quelli provenienti da elaborazioni e report nazionali e internazionali sul fenomeno.
“I dati del nostro report confermano una tendenza ormai evidente: il furto d’auto è sempre più una sfida tecnologica. I ladri cercano di individuare le vulnerabilità dei sistemi di protezione e, parallelamente, il settore automotive sviluppa nuove soluzioni per rendere più difficile l’accesso non autorizzato. Il ladro oggi può utilizzare strumenti elettronici per accedere al veicolo senza evidenti segni di effrazione, individuare le vulnerabilità dei sistemi elettronici, sottrarre non solo l’intero mezzo, ma anche componenti e parti di valore. Questa evoluzione modifica anche il concetto stesso di sicurezza dell’auto. Non basta più proteggere soltanto la portiera o l’avviamento del motore: occorre considerare l’intero ecosistema digitale che ruota intorno al veicolo, dalla chiave elettronica ai sistemi di accesso alle centraline, fino alle tecnologie di localizzazione e recupero”, osserva Massimo Braga, VP e Amministratore Delegato di LoJack Italia.
Il 60% dei Suv vengono recuperati
Si è confermata anche nella prima parte dell’anno l’incidenza crescente dei SUV sul totale dei recuperi, con il 60% di quota. Una crescita costante nel tempo, sostenuta dal boom dei furti di questi mezzi per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio e per la rivendita in altri Paesi.
I brand più recuperati in questo particolare segmento di mercato sono stati, nell’ordine, Toyota, Peugeot e BMW. Le vetture più recuperate nella prima parte dell’anno in corso appartengono, invece, ai brand Toyota, FIAT e Marcedes-Benz.
Tra le Regioni teatro del maggior numero di recuperi si conferma il primato di quelle più colpite dai furti con, in testa, la Campania, seguita da Puglia, Lazio, Lombardia e Piemonte. In queste cinque regioni si è concentrato l’88% dei ritrovamenti totali.
Un aspetto di particolare interesse nella dinamica criminale riguarda i tempi con cui i recuperi sono stati portati a termine. L’83% dei rinvenimenti cui ha contribuito LoJack si è verificato nelle prime 24 ore dalla denuncia del furto, il 3% tra le 24 e le 48 ore e il 14% oltre i due giorni; una conferma dell’importanza di effettuare tempestivamente la denuncia di furto per avere maggiori speranze di ritrovare la propria auto, prima che venga cannibalizzata o instradata su mercati nordafricani o dell’Europa dell’Est.
Nei primi 6 mesi del 2026 è stato di 10 ore il tempo medio trascorso tra la segnalazione del furto e l’effettivo ritrovamento da parte del team LoJack composto da esperti, attivo sul territorio per agevolare tecnologicamente, e non solo, l’operato delle Forze dell’Ordine che poi concretamente intervengono per recuperare il mezzo.
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CALL TO ACTION
Italia maglia nera per i furti d’auto
Il Dossier LoJack contiene quest’anno anche un focus sul fenomeno dei furti nelle principali realtà automotive europee e mondiali che utilizza come fonte primaria il sesto report “Aftermarket Car Telematics” della società di ricerca e consulenza indipendente Berg Insight: il fenomeno dei furti d’auto continua a rappresentare una delle principali emergenze legate alla criminalità organizzata, in Europa e nel resto del mondo.
Nell’Unione europea, secondo lo studio, nel 2020 sono state rubate circa 450.000 auto, un dato comunque in calo del 50% rispetto al 2008. Il trend non ha però interessato tutti i Paesi allo stesso modo: nel 2023 l’Italia ha registrato circa 132.000 veicoli rubati, il dato più elevato in Europa, davanti a Francia (71.000), Regno Unito (64.000), Spagna (31.000) e Germania (30.000).
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