Lorenzo Ferri è il fleet manager di un settore molto particolare, quello della sicurezza. Arrivato in Sicuritalia giovanissimo dal 2004, ha iniziato come buyer nell’ufficio acquisti, intraprendendo la strada del noleggio a lungo termine ancora ai tempi di Savarent.
Nel frattempo l’azienda è cresciuta ed è nata la necessità di avere figura dedicata al fleet management. A occuparsene è Ferri con l’aiuto di due risorse. Una sfida interessante, fra operatività e contenimento dei costi, con un occhio alla tecnologia e la necessità di tenere tutto sotto controllo.
Lorenzo Ferri (Sicuritalia), Fleet Manager del mese di dicembre 2025
F.M. Com’è composta la flotta di Sicuritalia?
L.F. Abbiamo 2400 veicoli, di cui 250 sono auto in fringe benefit, ma la parte più consistente sono i veicoli operativi.

Le auto in pool circa 1.800 Lcv, in gran parte Panda van e Fiorino, cui si aggiungono un centinaio di Courier e Doblo per il facility management e l’installazione di impianti di sicurezza e 150 Panda Van che non fanno vigilanza, ma sono assegnati al commerciale.
Quali sono le vostre esigenze di mobilità aziendale?
Sicuritalia offre una gamma di servizi, con il vantaggio di avere un unico interlocutore. Dalla vigilanza privata, agli impianti di sicurezza, intelligence e travel security, servizi fiduciari, facility management. Abbiamo mediamente alte percorrenze e l’assoluta necessità di garantire l’operatività dei mezzi.
E come fate a garantirla?
Viaggio. Abbiamo sedi da Bolzano a Palermo, da Trieste a Torino. Percorro l’Italia da capo a piedi almeno tre volte l’anno per vedere le persone, le filiali e i fornitori e rendermi conto dello stato reale del parco (che è raddoppiato nel 2019, con l’acquisizione di Ivri). Solo così riesco ad avere un servizio all’altezza.
Non dovrebbe pensarci il noleggiatore?
Noi lavoriamo in noleggio, ma mantenere un rapporto personale con meccanici e carrozzieri ci consente di ridurre il fermo tecnico del 50%. Questo anche perché sui veicoli operativi abbiamo dotazioni che non sono in carico alla società di Nlt, ma nostra: gli adesivi sulla carrozzeria, il faro sul tetto, la radio per parlare con la centrale operativa. Siamo noi a fornire al carrozziere gli adesivi da applicare sulla fiancata, e paghiamo direttamente lui per questo servizio.

Quindi creiamo rapporti con chi fornisce servizi aftersales e chiediamo priorità, perché non possiamo ricorrere ad auto sostitutive (il nostro allestimento è obbligo prefettizio). Serve mantenere il rapporto con le persone, conoscere le peculiarità di ogni fornitore: a chi è meglio mandare un messaggio whatsapp, chi è meglio chiamare o vedere dal vivo. Solo così si ottiene la collaborazione migliore. Ad esempio, a Bari mi hanno dedicato una persona a carico dell’officina.
Come scegliete i noleggiatori?
Oggi siamo all’80% con Unipolrental e mi trovo bene, ma il mio obiettivo è evitare la mono fornitura e spaziare sui noleggiatori per avere un piede a casa di tutti, nell’ultima gara sono entrati nell’ultima gara Volkswagen Leasing e Arval. Mi interessano le captive per i modelli in fringe, poi alla fine vince il prezzo.
Com’è strutturata la car policy?
È suddivisa in quattro fasce, con possibilità di scegliere fra tre modelli. Ora che siamo in fase di revisione della car list la mia idea è ridurre all’osso e avere un modello unico per fascia, a eccezione dei dirigenti che hanno meno vincoli. Questo al fine di ottenere maggiori sconti e intercambiabilità dei mezzi.
Che uso fate della telematica?
Abbiamo iniziato l’installazione sulle auto in pool. Avevamo già la telematica Geotab su 60 mezzi, si tratta di un obbligo di legge perché destinati ai servizi di scorta. Abbiamo visto le potenzialità di questo strumento e ampliato il progetto su 150 mezzi della flotta commerciale e operativa, senza geolocalizzazione.
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Inizialmente non ero convinto, perché serve tempo e voglia di guardare le informazioni, ma lavorando con Geotab ho definito le info che voglio ricevere e che mi permettono di intervenire prima sulla manutenzione – dall’accensione della spia dell’olio al chilometraggio aggiornato – e così risparmio tempo sul fermo tecnico. Mi sta dando i primi risultati e ho cambiato idea: la telematica funziona, mi facilita il lavoro, mi fa risparmiare tempo e mi darà possibilità di viaggiare un po’ meno.
Capitolo motorizzazioni: che impatto ha l’elettrificazione sul vostro settore?
Stiamo abbandonando il diesel in favore del benzina mild hybrid, semplicemente perché non fanno più le Panda Van a gasolio, che sono il mezzo migliore e più maneggevole per la vigilanza notturna. L’elettrico non ha senso nella vigilanza, non copre le mie percorrenze e ha tempi per la ricarica non sostenibili, io ho auto che vanno 24h/24. Nel mondo operativo l’elettrico non è percorribile, non esiste un equivalente del Panda Van, vedremo cosa offriranno i cinesi. Detto ciò, abbiamo in parco 30 veicoli elettrici dedicati a clienti specifici, come citylife a Milano o l’acquario di Genova, ma si capisce che sono auto che fanno attività molto specifiche.
Siete interessati ai nuovi brand emergenti?
Ho provato Jaecoo, Byd e Leapmotor: sono auto belle, comode, full optional. Vanno bene e mi piacciono, ma c’è un problema: non so come si comportano con una percorrenza di 60mila chilometri annui.
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Ho chiesto di fare test reali per fare 5000 Km in un mese ma mi hanno detto di no. Il secondo problema è che se le compro ho un risparmio notevole, ma sul mondo noleggio i prezzi sono ancora alti perché, non conoscendo la resa della macchina, i valori residui sono bassi. In conclusione: possono funzionare, ma per il mio mondo è ancora troppo presto per saperlo.
Per quanto riguarda i veicoli in fringe, invece?
Sulla parte di staff ci siamo spostati sul benzina, perché sono aumentati i costi nascosti sul diesel. Noi non siamo ancora attrezzati con le colonnine di ricarica, se non in 2 o 3 sedi, ed esiste un tema di costo: un plugin o un elettrico costano di più. In flotta ho due plug-in, e lo vedo che non vengono ricaricati. Inoltre molti di noi percorrono tanta strada c’è un tema di ricarica pubbliche. Io stesso, quando percorro l’Italia dovrei fermarmi ogni 350 km per ricaricare ed è impensabile farlo in un viaggio di 1100 km. Con la nuova tassazione sul fringe benefit siamo rassegnati a pagare di più, per il futuro attendiamo di capire cosa succederà. Intanto ho prenotato tutte la Panda Van possibili, prima che escano fuori produzione.
SICURITALIA
Il Gruppo Sicuritalia, con oltre 18.000 dipendenti, è la più grande azienda italiana ed il secondo player privato europeo in ambito Security. Sicuritalia copre tutto il territorio nazionale, grazie ad una struttura logistica composta da 74 Sedi Operative, localizzate nei principali centri metropolitani italiani. Presente anche in Germania, Olanda e Belgio, Sicuritalia opera sia in ambito privato che pubblico, in tutti i settori. Si occupa di: sicurezza fisica, impianti di sicurezza, risk and security solutions, cyber security, facility management.
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