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Lotus Eletre, non solo elettrica: c’è una furba novità in arrivo

Lotus Eletre, non solo elettrica: c’è una furba novità in arrivo
Lotus lavora all'introduzione della motorizzazione ibrida plug-in su Eletre ed Emeya, dapprima esordirà in Cina e conserverà caratteristiche di guida che privilegiano la trazione elettrica

IN QUESTO ARTICOLO

C’è una nuova Lotus Eletre all’orizzonte e non è un restyling. Il maxi-suv ha esordito nel mercato delle elettriche di lusso, ipersportive, con un buon impatto iniziale di vendite, soprattutto in nell’ottica dei clienti business.

Una spinta che si è ridimensionata e, già sul finire dello scorso anno, ha portato i vertici Geely, gruppo che controlla il marchio inglese, ad annunciare l’introduzione di una Eletre Hyper Hybrid, insieme a un riposizionamento della strategia del marchio sulla visione del “solo elettrico” entro il 2028. La prima Lotus ibrida plug-in, che oltre ai vantaggi sull’autonomia di marcia e la libertà dai vincoli di ricarica dalla colonnina, somma i vantaggi fiscali – vista da una prospettiva tutta italiana – in tema di auto in fringe benefit.

LOTUS ELETRE HYPER HYBRID

  • Sarà un ibrido plug-in dalla componente elettrica predominante
  • Motore 2 litri turbo benzina per produrre energia
  • Stile invariato, uscita in Cina attesa nel 2026
  • Prestazioni da maxi-suv ad altissime prestazioni, PHEV potenzialmente da 900 a 1.300 cv 

Quando arriverà la Lotus Eletre ibrida plug-in? Con ogni probabilità si farà attendere fino al 2027 in Italia. Prima verrà lanciata in Cina, ed è dal Paese della Grande Muraglia che arrivano le prime immagini del muletto avvistato in strada. Diverso dalla Eletre a batteria lo è per la presenza dello scarico, che segnala la presenza di un motore termico.

muletto lotus eletre ibrida plug-in e uscita
© Qiantui Pindao

L’AIUTINO TERMICO SU UNA TECNICA ELETTRICA

Ecco, è bene sottolineare come l’Hyper Hybrid Lotus, in arrivo su Eletre e con ogni probabilità sulla berlina Emeya, abbia un funzionamento che privilegia la trazione elettrica. Non è un caso che proprio l’architettura risulti evoluta, con una tensione di 900 volt contro i già apprezzabili contenuti tecnici della 800 volt (fino a 918 cavalli, 600 km di autonomia e ricarica fino a 420 kW). In termini assai semplici, maggiore è la tensione del sistema elettrico, maggiori saranno le prestazioni di potenza erogata, la loro stabilità e ripetibilità, nonché le potenze di ricarica dalla colonnina.

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Al motore termico, con ogni probabilità un 2 litri turbo benzina da 272 cavalli, sviluppato da Aurobay – la divisione motori termici, ibridi e trasmissioni sulla quale è nata Horse Powertrains, partecipata da Geely e Renault -, il compito principale di generare energia per il pacco batterie.

Seguendo gli indizi di altre soluzioni tecniche simili, come lo schema ibrido plug-in presente su alcuni modelli Zeekr (altro marchio della galassia Geely), Eletre ibrida plug-in potrebbe ricorrere a una soluzione da 50 0 70 kWh, di capacità inferiore se paragonata ai 112 kWh della versione elettrica. Sarebbero comunque sufficienti a coprire un’autonomia in modalità zero emissioni, quindi con il motore termico spento, nell’ordine dei 250 km nel ciclo WLTP. Stime, in attesa che i dati della scheda tecnica le confermino o meno nel 2026.

La versione ibrida ricaricabile di Lotus Eletre potrebbe adottare una configurazione con due motori elettrici per 900 cavalli di potenza, accreditata di un’autonomia complessiva superiore ai 1.110 km.

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