Mitsubishi Electric ha introdotto i corsi di guida sicura nel 2023 (teoria online e pratica di 4 ore su pista) per chiunque avesse un’auto aziendale.
Spiega Lucio Iannotta, Fleet & Mobility Team Leader di Mitsubishi Electric Europe B.V. Italian Branch: “Nel 2024 il numero dei sinistri è diminuito del 25% circa rispetto all’anno precedente, pur avendo aumentato del 5% il numero dei veicoli”.
Sicurezza e team building
Prosegue Iannotta: “I fattori del decremento sono molteplici e di varia natura; tuttavia, si tratta di numeri importanti che ci hanno convinto nella bontà di proseguire i corsi nel 2025 con i nuovi ingressi in azienda e a riproporli a tutti con cadenza triennale. Abbiamo tantissime persone che viaggiano su strada, Mitsubishi Electric ritiene fondamentale investire sulla sicurezza. Inoltre, è stato ed è anche un efficace strumento di team building”.
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Chi è Mitsubishi Electric Europe B.V Italian Branch
Mitsubishi Electric è leader mondiale nella produzione e commercializzazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Presente in Italia dal 1985, la filiale opera con tre divisioni commerciali: Climatizzazione, Automazione Industriale e Meccatronica e Automotive, a cui si affianca il supporto alla vendita per i Semiconduttori.

Nel settore Automotive, l’azienda si distingue come partner strategico nella progettazione e nella produzione di prodotti e tecnologie ad alta efficienza, sistemi per la mobilita elettrica e tecnologie avanzate per la guida autonoma e la sicurezza di bordo.
La flotta
Si tratta di circa 300 mezzi, la maggior parte auto ad uso promiscuo ed a noleggio. Spiega Iannotta: “Siamo un ufficio commerciale, per cui i nostri driver sono soprattutto personale viaggiante commerciale. Oltre alla flotta italiana gestisco quella in Grecia e Romania, si tratta di poche unità. Abbiamo, inoltre, in gestione anche circa 45 veicoli commerciali arrivati in flotta grazie a recenti acquisizioni”.
Cosa succede quando un’azienda ne acquisisce altre e bisogna gestire i loro veicoli?
Si tratta di un progetto di acquisizione di società che si occupano di assistenza e manutenzione, e che portano in dote anche i loro mezzi commerciali spesso con formule di approvvigionamento diverse dal noleggio a lungo termine, quindi mezzi di proprietà o in leasing finanziario.
Sono realtà molto diverse da una multinazionale come Mitsubishi Electric, e il nostro approccio non è calare dall’alto un modello standardizzato. Partiamo invece dal contesto di ogni società acquisita, ne capiamo le specificità operative e costruiamo insieme le regole condivise. Non ci interessa uniformare per il gusto di uniformare: l’obiettivo è migliorare il servizio e l’operatività quotidiana dei driver, ottimizzando al tempo stesso i costi di gestione.
È molto diverso occuparsi di Lcv, rispetto alle auto. Come fare?
È vero, cambia tutto: dalla configurazione dei mezzi, alla gestione dei costi accessori, alla durata contrattuale. Il consiglio che darei a qualunque collega fleet manager è di curare la rete diretta con i concessionari, che sono un grosso supporto, specie sui mezzi commerciali. In più, fortunatamente, mi ero già occupato di mezzi commerciali nella mia precedente esperienza in una società di fleet management.
A proposito, com’è diventato fleet manager?
Subito dopo la laurea ho iniziato a lavorare in Fleet Logistics. Nel 2021 sono passato in Mitsubishi Electric. Nel frattempo, ho seguito anche un master in mobility management, approfondendo un tema — quello della mobilità — che oggi considero centrale per le grandi aziende. La flotta è cresciuta, l’attività è diventata via via più complessa, e da un anno e mezzo sono Fleet e Mobility Manager: un ruolo che dimostra come l’azienda consideri la gestione della flotta, e più in generale la mobilità, un vero asset strategico.
Avete cominciato a elettrificare la flotta?
Il 13% della nostra flotta circolante è già plug-in (percentuale che aumenterà nel corso dei prossimi mesi) ed abbiamo 5 auto elettriche, ma sempre stando molto attenti alla gestione economica. Il resto della flotta è composto da mezzi benzina mild-hybrid e diesel. Entro fine novembre installeremo 20 colonnine di ricarica nella nostra sede di Vimercate, oltre alle 6 stazioni già presenti. Abbiamo anche una colonnina attiva sulla nostra sede di Torino e installeremo a breve altri punti di ricarica sulla nostra sede di Roma.
L’introduzione del plug-in ha portato a un aumento dei costi?
Dallo scorso anno abbiamo registrato un aumento dei costi di circa il 10%. In parte è dovuto ai consumi più alti delle nuove motorizzazioni, ma il fattore principale è stato il rialzo dei prezzi di benzina e diesel alla pompa. Stiamo già lavorando a una revisione della car policy, e nel frattempo cerchiamo di sensibilizzare i colleghi a un uso responsabile del mezzo.
Fate uso della telematica?
Su circa 15 dei furgoni che abbiamo acquisito, in via sperimentale installeremo ad ottobre un sistema di monitoraggio del conducente pensato per ridurre degli eventi di affaticamento/distrazione alla guida utilizzando i dispositivi e la piattaforma di Seeing Machine. Partiremo con una raccolta dei dati su questo che riteniamo un campione significativo della flotta dei nostri mezzi commerciali, dopo un periodo di osservazione conto di estenderlo a tutti i nostri mezzi commerciali.
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