In Italia, la metà delle morti sul lavoro è attribuibile a incidenti stradali, considerando sia quelli in occasione di lavoro sia quelli in itinere (tragitto casa-lavoro).
I DATI
Nel 2025 le vittime sul lavoro sono 1.093, fra queste 295 sono avvenute in itinere (in aumento rispetto ai 285 dell’anno precedente, dati Inail).
Se a questi sommiamo gli incidenti in occasione di lavoro con mezzo di trasporto (che si tratti di autisti, rider, trasferte o altro) il totale dei morti “sulla strada” sfiora la metà delle 1.093 vittime totali dell’ultimo anno.
Meno morti in cantiere che sulle strade
Gli infortuni nei luoghi di lavoro tradizionali (fabbriche, cantieri, uffici) mostrano segni di miglioramento o stabilità, quelli legati alla strada, invece, sono in aumento.
Perfino in un settore ad alto rischio come l’edilizia, si è registrato un calo degli infortuni in sede e un aumento di quelli su strada.
Lavoratrici donne le prime vittime
Il dato è ancora più schiacciante per le lavoratrici, dove oltre il 54% dei casi mortali è legato esclusivamente al tragitto casa-lavoro.
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Questo dato così alto è probabilmente dovuto al fatto che le lavoratrici sono meno impegnate in settori ad alto rischio come edilizia e manifattura.
Gli infortuni stradali sono i più gravi
Inoltre, i dati dell’Inail evidenziano che quando ci si infortuna per strada ci si infortuna più gravemente: i gradi di inabilità riportati in seguito all’infortunio stradale, sono mediamente più alti del 40% rispetto agli altri infortuni. Questo il grado medio di menomazione permanente:
- 5,2 gradi per gli infortuni “non stradali”
- 7,3 gradi per gli infortuni “stradali”
Analogo fenomeno si osserva per i giorni di inabilità temporanea assoluta.
COSA PUÒ FARE UN FLEET E MOBILITY MANAGER
Per capire come intervenire bisogna distinguere fra le morti in itinere e quelle legate allo svolgimento della professione.
Le flotte, baluardo per la sicurezza
Le auto aziendali sono mediamente più sicure dell’auto privata perché sempre relativamente nuove e ben manutenute.
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Un buon Fleet Manager, inoltre, presta particolare attenzioni alle dotazioni di sicurezza dei veicoli in flotta.
Infatti, oltre la metà degli infortuni stradali mortali avviene per scontro frontale o laterale (27,4%) e per fuoriuscita di strada (13,4%) e l’utilizzo degli Adas può prevenirli e attenuarne le conseguenze. Anche sistemi che limitano attivamente la velocità in base ai segnali stradali o che rilevano segnali di sonnolenza o distrazione sono utili.
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Altre misure atte a ridurre gli incidenti stradali sono severe car policy contro l’uso del cellulare alla guida (possibilmente anche in vivavoce, per evitare distrazione cognitiva), l’eccessiva velocità e l’uso di alcol o sostanze.
In generale, le campagne sulla sicurezza stradale – che possono essere strutturate in vari modi, ad esempio con corsi di guida sicura in pista o pillole di micro-learning da svolgere a distanza – dovrebbero essere rivolte a tutta la popolazione aziendale.
Infatti, le morti in itinere sono in larghissima parte riconducibili all’uso dell’auto privata. In questo caso, può essere valido offrire al dipendente (che abbia o non abbia diritto all’auto aziendale) alternative alla mobilità privata, come abbonamenti agevolati ai mezzi pubblici, navette aziendali o altro.
Massima attenzione alla flotta commerciale
Chi guida per professione – trasportatori, rider, tassisti, ma anche tecnici e commerciali – corre più rischi. Sia, banalmente, perché passa più tempo in strada, sia perché orari di consegna stretti e carichi di lavoro eccessivi portano spesso a stress, eccesso di velocità e riduzione della vigilanza.
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Qui il Fleet Manager deve collaborare con le risorse umane per intervenire sulle cause strutturali degli incidenti, pianificare i percorsi evitando orari di punta o turni che superino le soglie di fatica critiche.
L’uso della telematica può rivelarsi molto importante, ad esempio nella pianificazione dei percorsi o nel monitoraggio dello stile di guida, ma va prestata sempre la massima attenzione al rispetto del GDPR.
Attenzione al lavoro notturno
Turni prolungati o notturni sono responsabili del 20-30% dei sinistri mortali. Il colpo di sonno alla guida è la causa di un incidente su cinque con punte del 30% per quelli notturni o legati a turni lunghi.
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Un recente report Inail dedicato agli Infortuni in orario di lavoro notturno evidenzia come, sebbene gli infortuni totali di notte siano numericamente inferiori, la loro letalità sia molto più alta (fino a 3 volte rispetto al giorno), proprio a causa della maggiore gravità degli incidenti stradali causati da cali di attenzione.
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