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Lyft completa l’acquisizione di FreeNow dal duo BMW e Mercedes

Lyft completa l’acquisizione di FreeNow dal duo BMW e Mercedes
La tech company di San Francisco con questa operazione opera in nove paesi continentali (Austria, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito) coprendo oltre 150 città

IN QUESTO ARTICOLO

Grazie alla chiusura dell’operazione di acquisizione di FreeNow da BMW e Mercedes annunciata lo scorso aprile (vedi qui: Lyft sbarca in Europa, compra Freenow per 175 milioni di euro), Lyft porta la concorrenza  a Uber in Europa (e anche in Italia?). Pagata 175 milioni di euro, la società nata dall’unione di DriveNow di BMW e di Car2go di Mercedes, non è mai riuscita a chiudere i conti in positivi, malgrado gli ingenti investimenti. 

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Lyft completa l’acquisizione di FreeNow e sfida Uber

La tech company di San Francisco sbarca così con forza in Europa, visto che FreeNow opera in nove paesi continentali (Austria, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito) coprendo oltre 150 città. Inoltre ha appena annunciato un accordo con la cinese Baidu per la messa su strada di una flotta di robotaxi, tecnologia già testata negli States con Ford e con General Motors (la quale investì nel 2016 500 milioni di dollari uscendone poi di recente, con la sua quota riacquistata dalla società di San Francisco).

Lyft conti e business model

Dopo gli inizi nel 2007  con il carpolling a nome Zimride (dal nome del fondatore, John Zimmer), Lyft aveva lanciato un servizio di noleggio a breve termine, per poi focalizzarsi su ride hailing, car sharing, bike sharing e taxi. Nel 2024 ha avuto prenotazioni per  16,1 miliardi di dollari (+17%) ed entrate per 5,8 miliardi (+31%) con margini lordi di 382,4 milioni (+72%) e un flusso di cassa passato da 248,1 milioni a 766,3 milioni. 

Il 90% del business di FreeNow è rappresentato dalle prenotazioni di taxi ma, naturalmente, Lyft vuole aggiungere altri servizi, con l’obiettivo di integrare le due app sia negli Usa che in Europa. 

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