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Maserati, che succede?

Maserati, che succede?
Maserati continua a non dare i risultati sperati, e sempre di più si vocifera di una sua vendita a Ferrari o addirittura a Chery

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Maserati continua ormai da diverso tempo a far parlare di sé, purtroppo non (solo) per le sue vetture ma per la sua situazione tutt’altro che rosea. 

Nel 2025 le cose non stanno andando meglio che nel 2024, e tra vendite in calo e mancanza di nuovi modelli, oltre a forse a errori di posizionamento dei modelli stessi, si fanno sempre più insistenti rumor di una possibile vendita dell’azienda modenese, che sia a Ferrari (come tutti sperano) o a qualche colosso cinese, che farebbe seguire a Maserati le stesse sorti di altri marchi prestigiosi come Lotus.

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Un inizio 2025 poco promettente

Inutile girarci intorno, Maserati non sta brillando a livello di vendite con un calo del 48% nel primo trimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024, totalizzando appena 1.700 vetture vendute in tutto il mondo. Un dato che si inserisce in una tendenza negativa iniziata già lo scorso anno, quando le vendite globali avevano segnato un -57%.

Questa situazione non sorprende però i vertici dell’azienda. L’attuale CEO Santo Ficili, insediatosi nell’ottobre 2024 con il difficile compito di rilanciare il brand, aveva già previsto un 2025 difficile. Il suo piano di ristrutturazione punta alla redditività entro il 2026, ma prevede una fase di transizione segnata da tagli ai costi, una revisione del team interno e il recupero dei rapporti con una rete di concessionari sempre più disillusa.

Ficili ha anche ammesso pubblicamente i fallimenti sul fronte marketing, lasciando aperta la porta a possibili riduzioni dei prezzi per rendere i modelli Maserati più competitivi in un mercato globale sempre più aggressivo.

A questo si aggiunge anche il nuovo grattacapo delle tensioni commerciali e dei dazi (che a volte ci sono e a volte no) imposti da Donald Trump, che rischiano di peggiorare la situazioni visto che marchi come Maserati sono venduti anche e soprattutto negli Stati Uniti.

Nel portafoglio di Stellantis, insomma, Maserati si conferma il marchio con le performance peggiori. Nel 2024 sono state vendute solo 11.300 vetture, un dato impietoso se confrontato con i numeri di Ferrari, che con un posizionamento ancora più esclusivo è riuscita a vendere di più — e a margini decisamente superiori.

Il malessere non è però confinato a Maserati: l’intero gruppo Stellantis ha registrato un calo delle consegne del 9% su scala globale nel primo trimestre 2025. Il Nord America ha perso il 20%, il Medio Oriente e l’Africa il 15%, e l’Asia-Pacifico addirittura il 20%. Solo il Sud America mostra un segno positivo, con un +19%.

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I motivi del calo

I motivi dei cali di vendite sono molteplici, anche se difficili forse da capire soprattutto perché avvengono dopo un periodo di relativa crescita, quella tra anni 2000 e prima metà dei 2010, quando si producevano anche 10.000 unità annue. Nel primo trimestre 2025, invece, ne sono state prodotte appena 270.

Sicuramente, ciò che aveva spinto il Tridente negli scorsi anni era il design, moderno ma al contempo classico e sofisticato e l’utilizzo dei motori Ferrari, nonché un posizionamento di prezzo più basso rispetto allo stesso Cavallino o a Porsche, che quindi rendeva il marchio molto appetibile per coloro certamente facoltosi, ma non abbastanza per una Ferrari, o in cerca di un’alternativa in termini di design.

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L’attuale problema sembra forse l’aver osato troppo. Come avvenuto per tanti altri brand, Maserati si è riposizionata verso l’alto, con una proposta che però dagli appassionati stessi è stata giudicata forse deludente. Anche perché al momento Maserati sta usando dei progetti che sarebbero dovuti essere Alfa Romeo (sia come motori che come piattaforme), ma con un posizionamento di prezzo forse esagerato.

La MC20, per esempio, che è indiscutibilmente stupenda, è il risultato di quella che, per molti, sarebbe dovuta essere l’Alfa Romeo 6C, così come il motore V6 Nettuno, utilizzato poi anche sulla 33 Stradale (cugina della MC20). La stessa Grecale usa la piattaforma Giorgio della Stelvio, ma allungata e con motori più potenti, mentre la GranTurismo di nuova generazione è stata giudicata da molti come “un passo indietro”, non tanto in termini di design quanto proprio di motorizzazioni.

C’è poi la questione delle elettriche, le Folgore, che come sempre su questa categoria di vetture fanno meno presa perché viste come meno emozionanti.

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Un futuro cinese?

Persistono, quindi, i rumor su una possibile vendita di Maserati. Nonostante John Elkann, Presidente e CEO provvisorio di Stellantis, continui a dire che l’azienda non sia in vendita, le voci sono sempre più consistenti.

La prima, che va avanti da più tempo e in cui gli appassionati sperano di più, è un’acquisizione da parte di Ferrari. Una sorta di ritorno a casa, che permetterebbe a Maserati di tornare a usare i motori Ferrari e a porsi come alternativa meno esclusiva dal punto di vista del mero posizionamento, ma sempre lussuosa e sportiva. 

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L’altra voce, è che Maserati possa essere acquisita da un gruppo cinese, come sta succedendo a molti marchi europei (Volvo, Polestar, Lotus, Smart oggi tutti parte di Geely, MG di SAIC Group). Nel caso di Maserati, sembra che possa essere nel mirino di Chery, il colosso che fornisce le auto a DR Automobiles e presente in Europa con Omoda&Jaecoo, e in effetti alla ricerca di un vero marchio di lusso e di prestigio.

Chery sta del resto cercando anche altre acquisizioni europee: sembra che ci siano trattative in corso per comprare Jaguar e Land Rover da Tata Motors (Chery usa già sinergie con Land Rover, in Cina). E per quanto ai più puristi non piace l’idea che Maserati possa finire in mani cinesi, al momento sono questi i gruppi con fondi economici quasi infiniti per ridare slancio al marchio e, come successo anche con Lotus e Volvo, riuscire ad avere una nuova linfa e diversificare la gamma, oltre che adottare tecnologie più recenti.

In ogni caso, per quanto anche chi scrive spera in un riavvicinamento tra Ferrari e Maserati, se invece come dice Elkann Maserati dovesse rimanere davvero in casa, lo sapremo solo con la nomina del nuovo CEO attesa per giugno. L’erede di Tavares avrà l’ingrato compito di risollevare il gruppo e i suoi marchi.

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